JOHN GWYNNE.
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RUIN.
LA LANCIA DI SKALD.
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Parte 1.
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Titolo originale: Ruin. 2015.
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Questo romanzo: Ruin. La lancia di Skald,  il terzo della serie: La guerra degli Dei. Composta da 1: Malilce. 2: Valour. 3: Ruin.
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La trama.
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Le Terre dell'Esilio sono sconvolte dalla guerra e dal caos. L'astuta regina Rhin ha conquistato i regni occidentali e l'alto re Nathair possiede il calderone, il pi potente tra i Sette Tesori. Nathair, inoltre, pu contare sull'aiuto dello scaltro Calidus e di una banda di Kadoshim, temibili demoni dell'Oltremondo. Insieme cospirano per riportare in vita Asroth e il suo esercito di Caduti, ma per fare ci hanno bisogno dei Sette Tesori. Nathair  stato ingannato ma adesso conosce la verit. Ora  davanti a un bivio, e sa che la sua scelta sancir il destino delle Terre dell'Esilio.
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Altrove, i focolai di resistenza crescono e la regina Edana trova alleati nelle paludi dell'Ardan. La vita di Corban, infine,  travolta dalla guerra: ha sofferto, ha perso i suoi cari, ha rischiato di essere inghiottito dalle tenebre. Ora ha deciso di fronteggiare il male e la sua missione sar raggiungere la leggendaria fortezza di Drassil, nascosta nel cuore della Foresta di Forn, dov' custodita la lancia di Skald, e dove la profezia annuncia che l'Astro Splendente si opporr al Sole Nero.
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Dopo Malice, vincitore del David Gemmell Morningstar per il miglior debutto fantasy, e Valour, arriva il terzo volume di una serie grandiosa.
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A William, mio ricordo e mia gioia.
E a Caroline, che  l'aria che respiro.
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Disf, depreda, semina ruine; quest' l guadagno mio.
John Milton, Paradiso Perduto.
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1. Ulfilas.
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Anno 1143 dell'Era degli Esuli, Luna dell'Aquila.
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Ulfilas pungol con gli speroni i fianchi del cavallo, spingendolo su per la salita, un pendio di roccia grigia e ghiaia cosparso dei resti di alberi morti da tempo. Re Jael gli cavalcava accanto, il viso contratto in un'espressione rigida, e il suo guardacaccia, Dag, precedeva entrambi di una dozzina di passi.
Jael non dovrebbe essere qui, pens Ulfilas, mentre un nodo di preoccupazione gli serrava il ventre. Il re di Isiltir, che se ne va in giro per le lande desolate del nord, e tutto per un'impresa inutile. Non che Ulfilas provasse un grande senso di devozione nei confronti di Jael, in realt non gli andava neppure a genio. Si trattava pi che altro del fatto che, dopo tutto ci che avevano passato, morire adesso in un viaggio del genere, che lui considerava uno spreco di tempo, sarebbe stato stupido.
Ulfilas era consapevole che i tempi stavano cambiando, che la guerra si profilava all'orizzonte e che era necessario consolidare il potere in Isiltir. Era stato lo scudiero di Jael fin da dopo la sua Lunga Notte e, per quanto non gli piacessero il suo carattere e le sue abitudini, era comunque un uomo pragmatico. Sono un guerriero, devo combattere per qualcuno. I recenti avvenimenti gli avevano dimostrato di aver fatto la scelta giusta. Il cugino di Jael era morto e cos pure Gerda, la moglie separata di Romar, mentre il loro giovane figlio Haelan, che da un punto di vista puramente tecnico era l'erede al trono di Isiltir, era scomparso. Era in fuga. Ulfilas sapeva che Jael non provava il minimo sentimento di lealt nei confronti degli uomini al suo servizio, che il nuovo, autoproclamato sovrano di Isiltir era vanesio, avido di potere e impegnato a ordire continui complotti, pronto a fare qualsiasi cosa fosse stata necessaria per conservare la corona che si era appena conquistato. E cos Ulfilas si trovava ora costretto a restare con lui, quando una voce insistente dentro di s continuava a ripetergli di andarsene e di trovarsi un altro signore pi degno da servire.
 la voce della coscienza?, si chiese. Ma la coscienza non mi mette il cibo nel piatto, n impedisce alla mia testa di finire in cima a una picca.
Manca ancora molto? domand Jael.
Non molto, mio signore rispose Dag, il guardacaccia. Saremo da loro prima del tramonto.
Giunto in prossimit della cima del pendio, Ulfilas ferm il cavallo e si guard alle spalle.
Una colonna di guerrieri si snodava lungo la salita, dietro di loro, circondando un carro trainato da due massicci auroch; alle loro spalle, il terreno si stendeva grigio e desolato, e verso sud le propaggini della foresta di Forn erano un'indistinta chiazza verde. In lontananza, un fiume scintillava sotto i raggi del sole avviato a calare, segnando il confine fra quella desolata landa settentrionale e il regno al di l di essa.
Isiltir. Casa. Ulfilas distolse lo sguardo, riportandolo sul suo re, poi spron il cavallo per seguirlo.
Continuarono a procedere, sempre verso nord, mentre il sole continuava a calare e le ombre si allungavano intorno a loro sul sentiero che si snodava tortuoso attraverso pianure vuote e fra scoscesi burroni. Una volta attraversarono un ponte di pietra che si stendeva su un profondo abisso e, nel guardare verso l'oscurit sottostante, Ulfilas sent lo stomaco contrarsi quando il cavallo incespic su una pietra smossa, mentre il pensiero di poter precipitare verso l'ignoto lo induceva a serrare maggiormente le redini. Quando arrivarono dall'altra parte trasse un profondo respiro di sollievo, sentendo la pungente ondata della paura che si dissipava rapida com'era insorta.
Si addentrarono poi in mezzo a una serie di colline pedemontane e infine, superata la cresta di un altro pendio, trovarono Dag che li attendeva in silenzio. Ulfilas e il suo re raggiunsero il guardacaccia e si fermarono a contemplare la vista che si stendeva davanti a loro.
Una pianura uniforme si perdeva in lontananza, dove i picchi delle montagne si levavano aguzzi all'orizzonte. Appena pi in basso rispetto a dove si trovavano, c'era la loro destinazione: un grande cratere privo di vita, quasi che Elyon il creatore avesse trapassato con un pugno la struttura stessa della terra, senza un alito di vento o un verso animale che ne turbassero la quiete.
Il cratere della pietrastella sussurr Jael.
Ulfilas aveva creduto che si trattasse pi di una leggenda che della verit, quel sito dove secondo le dicerie la pietrastella era caduta dal cielo.
Quante migliaia di anni fa si suppone che si sia schiantata sulla terra? Si diceva che da essa fossero stati forgiati i Sette Tesori, a causa dei quali le guerre combattute in passato avevano cambiato l'aspetto delle Terre dell'Esilio, soprattutto qui, dove, secondo le storie, il Flagello di Elyon aveva infranto e carbonizzato la terra.
Ulfilas sollev lo sguardo verso il cielo, grigio ardesia e rigonfio di nubi, e per un momento immagin che fosse pieno di Ben-Elim dal bianco piumaggio e dell'orda demoniaca di Asroth. Gli parve quasi di sentire le loro grida di guerra echeggiargli intorno, insieme al clangore delle armi e alle urla di agonia.
Elyon e Asroth, creatore e distruttore, che con i loro angeli e demoni combattono per la supremazia sulle Terre dell'Esilio. Credevo fosse tutta una fiaba, e adesso mi dicono che sta succedendo di nuovo.
Adesso, nell'attraversare quelle terre, Ulfilas si trovava d'un tratto a credere a cose che fino a un anno prima aveva considerato favole della buona notte per bambini. Ripens al tempo trascorso a Haldis, ai sepolcri dei giganti Hunen nascosti nelle profondit della foresta di Forn. Era stato testimone del tradimento e dell'assassinio di un re a causa di un'ascia nera che si diceva fosse uno dei Sette Tesori ricavati dalla pietrastella; aveva visto wyrm bianchi e magia della terra dove il terreno solido si era trasformato in palude soffocando i suoi fratelli di spada. Lui era un uomo d'azione, un combattente. Mostri divenuti realt erano una cosa che trovava difficile da accettare, il cui semplice ricordo era sufficiente a fargli contrarre i visceri per la paura.
La paura ti mantiene vigile.
Pi gi lungo il pendio, proprio sull'orlo del cratere, c'erano i resti delle mura di un'antica fortezza, con le torri infrante e sgretolate. Alcune figure, meri punti neri a quella distanza, si muovevano in mezzo alle rovine.
I Jotun disse Jael.
I giganti del Nord, che si dice siano i pi forti e feroci fra i clan di giganti superstiti. Non per la prima volta, Ulfilas si chiese quanto fosse stato saggio intraprendere quel viaggio.
Non fate movimenti improvvisi e mantenete la calma avvert Dag.
Alcuni Jotun erano usciti dalle rovine, radunandosi sulla strada che passava attraverso le mura fatiscenti, e il sole al tramonto faceva scintillare la punta delle lance e le cotte di maglia. Una manciata di quei giganti era in sella a creature massicce e irsute.
Cavalcano orsi? chiese Ulfilas.
Tutti abbiamo sentito le storie che si raccontano sui Jotun del Nord replic Jael. A quanto pare, almeno alcune di esse sono vere.
Si fermarono davanti ai primi resti di un muro, con la colonna di cavalieri che si arrestava progressivamente alle loro spalle. I guerrieri si allargarono a ventaglio dal sentiero in uno schieramento che si incurvava intorno a Jael come una mano protettiva: duecento dei suoi migliori scudieri. Ulfilas poteva avvertire la loro tensione, notava come le mani serravano l'asta della lancia o l'elsa della spada.
I giganti si staccarono dalle rovine, muovendosi con grazia sorprendente nonostante la loro mole. Alcuni rimasero sul sentiero davanti a loro, seduti in groppa agli orsi dal pelo scuro e dagli artigli gialli. Ulfilas sapeva che Jael faceva bene a essere guardingo, perch nella battaglia di Haldis aveva visto con i suoi occhi che letale forza d'attacco i giganti potessero essere. Se gli uomini di Tenebral non avessero formato il loro muro di scudi e fermato l'attacco dei giganti Hunen che stava facendo a pezzi le bande di guerra di Isiltir e di Helveth, nessuno di loro adesso si sarebbe trovato l.
Ora  troppo tardi per imparare quella manovra del muro di scudi, ma giuro che se riuscir a tornare a casa...
Facendo tremare il terreno a ogni passo del suo orso, uno dei cavalieri si port pi avanti rispetto agli altri e si arrest davanti a Jael, incombendo su di lui.
Il gigante scivol gi dalla sella ad alto schienale e venne avanti a grandi passi, i capelli e i baffi biondi raccolti in spesse trecce. Il suo possente corpo era avvolto in un mantello di pelliccia scura, sotto cui si scorgeva un bagliore di metallo, in mano stringeva una spessa lancia e aveva lasciato un martello da guerra appeso alla sella. Il suo orso ne segu i movimenti con piccoli occhi intelligenti, un labbro arricciato a mostrare una fila di zanne aguzze.
Benvenuto nella Desolazione, Jael, re di Isiltir disse il gigante. La sua voce aveva il suono della ghiaia che striscia sulla pietra.
Salute a te, Ildaer, signore della guerra dei Jotun replic Jael. Fece quindi un cenno alle proprie spalle e la schiera dei guerrieri si allarg per lasciar avanzare il carro. Uno degli irsuti auroch che lo trainavano sbuff e prese a battere il terreno con uno zoccolo.
Non gli piace l'odore di orso pi di quanto non piaccia a me.
Jael tir indietro il telo che copriva il contenuto del carro. Come ti hanno promesso i miei inviati, ecco un tributo. Armi dei tuoi antenati, custodite a Dun Kellen spieg allungando una mano nel carro e tirandone fuori a fatica un'enorme ascia da guerra. Il mio dono per te.
In risposta a un gesto di Ildaer, un altro gigante si avvicin al carro. Portava appesa di traverso sulla schiena una spada a due mani; a piedi era alto quanto lo era Jael in sella al cavallo. Il gigante prese l'ascia rigirandola fra le mani, poi sbirci nel carro e non riusc a reprimere l'espressione di gioia che gli affior sulla faccia.
Sono le armi dei nostri antenati conferm rivolgendo a Ildaer un cenno del capo.
Ve le restituisco come pegno della mia buona volont, e come pagamento parziale per un lavoro in cui ho bisogno del vostro aiuto.
Il gigante afferr le redini degli auroch e li fece avanzare. Ildaer guard nel veicolo mentre gli passava accanto, poi gli altri giganti si accalcarono intorno a esso.
Cosa mi impedirebbe di uccidere te e i tuoi uomini e di dare le vostre carcasse in pasto ai miei orsi?
Per te io valgo di pi da vivo. Mi hanno detto che sei un uomo intelligente, e non un selvaggio.
Ildaer fiss Jael con occhi socchiusi sotto la fronte sporgente, poi lanci un'occhiata alle proprie spalle in direzione del carro pieno di armi.
Inoltre, chi ti dice che non saremmo invece noi a uccidere te e tutta la tua banda di guerra? aggiunse Jael.
I giganti alle spalle di Ildaer lo fissarono con occhi roventi.
Un orso ringhi.
Ulfilas avvert la familiare fitta di paura che anticipava un improvviso scoppio di violenza. Le dita gli si contrassero sull'elsa della spada.
Ah! rise Ildaer. Credo che tu mi piaccia, uomo del Sud.
Ulfilas sent il momento passare, la tensione allentarsi. Uomo del Sud? Isiltir non  una delle terre del Sud, ma del resto adesso siamo nelle lande del Settentrione. Qui per definizione qualsiasi cosa si trovi a sud fa parte delle terre meridionali.
Ildaer guard di nuovo verso il carro. Quel carico  di grande valore per il mio popolo ammise.
Non  niente, in confronto a ci che sono pronto a darvi, se mi aiuterete replic Jael.
Cosa vuoi?
Voglio che troviate per me un bambino in fuga.

2. Corban.

Corban si svegli con il cuore che gli martellava nel petto e i brandelli di un sogno che si dissipavano insieme al sonno, lasciando per un momento soltanto un accenno di occhi neri e di incommensurabile odio. Poi anche questo scomparve.
Intorno regnava una fredda oscurit.
Sent Tempesta ringhiare e si sollev a sedere, una mano sull'elsa della spada. Qualcosa non va.
Avvertendo accanto a s il corpo di Tempesta, allung una mano e sent che aveva il pelo ritto e rigido.
Ragazza, cosa c'? sussurr.
Il campo era silenzioso. La fossa del fuoco brillava debolmente alla sua sinistra, ma evit di guardare in quella direzione perch sapeva che la luce avrebbe alterato la sua visione notturna. Distinse la sagoma densa di una guardia in piedi sul pendio della valletta in cui si erano accampati, poi la luna emerse dalle nuvole a rivelare un'altra figura pi vicina, alta e scura di capelli. Meical. Era in piedi, del tutto immobile, l'attenzione fissa sul costone della valletta. Alle spalle di Corban un cavallo nitr.
In alto ci fu un battito di ali, seguito dallo stridio acuto di un uccello. Svegli, attenti al nemico. Svegli. Svegli. Svegli!
Craf o Fech. Corban balz in piedi, mentre altre sagome facevano lo stesso tutt'intorno a lui, accompagnate dallo stridio delle spade sfilate dal fodero. Altre sagome apparvero al limitare della valletta, figure che si delinearono per un momento sotto la luce della luna prima di sciamare gi per il pendio. Ci furono uno schianto, una collisione, un urlo.
Kadoshim grid Meical, poi scoppi il caos. Corpi che vorticavano, ombre solide chiazzate di luce stellare, poi un'esplosione di scintille si lev dal fuoco appena prese a divampare intenso spargendo luce. Corban intravide Brina impegnata a recitare incantesimi accanto alle fiamme per farle bruciare pi alte e dirigerle verso il nemico.
Quel nuovo chiarore rivel la presenza di una dozzina di assalitori in mezzo a loro. Erano vestiti come i Jehar ma si muovevano in modo diverso, senza traccia della loro grazia fluida, come se il loro corpo avesse racchiuso troppo potere perch potesse essere contenuto all'interno di carne e ossa. Si aprirono un varco attraverso il campo, scaraventando a distanza quanti cercavano di assalirli. Corban ricord come i Kadoshim avevano combattuto a Murias, subito dopo essere stati evocati mediante il calderone, strappando arti dal corpo con una ferocia selvaggia e inumana, e un'onda di paura si rivers improvvisa su di lui, inchiodandogli i piedi al terreno. Ud un grido provocatorio pronunciato in una strana lingua, e vide il gigante, Balur Occhio Solo, circondato dai suoi simili, lanciare la propria sfida contro i Kadoshim, che si fermarono appena per un momento prima di lanciarsi verso di lui.
Sono venuti per l'ascia.
Nel guardarli caricare tutti insieme, Corban ricord sua madre, come avevano attaccato lei, e come lui avesse cercato di fermare il flusso del sangue mentre la teneva fra le braccia e la luce si spegneva nei suoi occhi. L'odio verso quelle creature si impadron di lui, consumando la paura che lo aveva raggelato solo pochi istanti prima, e si trov a muoversi in avanti, correndo pi veloce a ogni passo, con Tempesta al suo fianco.
Lo videro arrivare prima che li raggiungesse, o forse fu Tempesta a farlo notare. In ogni caso, ovviamente i Kadoshim lo riconobbero per colui che si supponeva fosse: il Seren Disglair, l'Astro Splendente e l'avatar incarnato di Elyon. Alcuni di essi si staccarono dal gruppo principale, ora impegnato in combattimento contro Balur e i suoi giganti, mentre Tukul e i suoi Jehar vorticavano intorno al perimetro della mischia seminando fendenti.
Tempesta allung il passo e si port davanti a Corban, che intravide i muscoli delle sue zampe contrarsi quando si prepar a saltare. Poi Tempesta fendette l'aria, entrando in collisione con uno dei Kadoshim in una massa di pelo e carne, le sue fauci che gli laceravano la gola.
L'istinto ebbe il sopravvento su Corban quando raggiunse gli avversari: levando alta la spada a due mani vibr un fendente in diagonale, spostando il peso del proprio corpo per aggirare il bersaglio. Sent la lama affondare nel cuoio e nella cotta di maglia, infrangendo l'osso e penetrando nella carne. Avrebbe dovuto essere un colpo letale. Il Kadoshim barcoll, serrando la lama con una mano, e fiss Corban con penetranti occhi neri, poi sorrise, mentre sangue nero come inchiostro gli colava dalla bocca. Quelli non erano pi i Jehar umani, i cui corpi erano stati posseduti quando i Kadoshim erano emersi dal calderone, bens qualcosa di molto pi forte.
Corban liber la spada con uno strattone, vide alcune dita recise cadere al suolo quando il Kadoshim cerc di mantenere la presa sulla lama. Poi quello sollev di scatto l'altra mano, chiudendola intorno alla gola di Corban e alzandolo da terra. Dita dotate di una forza impossibile cominciarono ad accentuare la stretta mentre lui scalciava e cercava di usare la spada, senza per riuscire a infondere forza ai propri colpi. I contorni del suo campo visivo si riempirono di bagliori che andarono cedendo il passo all'oscurit. Il battito del suo cuore crebbe di intensit fino a soffocare ogni altro rumore e il panico si impadron di lui, infondendogli nuova forza quando cal l'elsa intrecciata della spada sulla testa del Kadoshim. Sent il cranio che si fratturava, ma la creatura mantenne la presa.
Essa lo fiss con calma, la testa inclinata da un lato.
Quindi tu sei il burattino di Meical ringhi, sorprendendo Corban. La sua voce tremava, un rombo basso che pareva troppo profondo per la gola da cui scaturiva.
Corban cerc di sollevare la spada, ma di colpo si era fatta pesante, troppo pesante. Gli scivol dalle dita mentre la forza abbandonava i suoi arti, defluendo dal corpo per essere sostituita da una profonda letargia.
Ecco che fine fanno le speranze di tutti che io sia l'Astro Splendente.  questo che si prova nel morire? Almeno rivedr la mamma.
Ci fu un impatto unito a uno scricchiolio che sent vibrare in tutto il suo corpo, poi vide zanne acuminate affondare nel collo e nella spalla del Kadoshim.
Tempesta, realizz in modo vago, remoto.
Il Kadoshim venne fatto ruotare su s stesso quando Tempesta cerc di staccarlo da Corban, ma rifiut di abbandonare la presa sulla sua gola. Poi ci fu un altro impatto, questa volta accompagnato da un rumore che sembrava quello di un pezzo di legno che si spaccava, quando la lama di un'ascia attravers il polso del Kadoshim, tranciandolo di netto.
Corban croll al suolo, le gambe indebolite che si ripiegavano sotto il peso del corpo. Nel sollevare lo sguardo, vide Tukul che lottava con il Kadoshim mentre Tempesta ne lacerava una gamba. Poi sopraggiunse qualcun altro, una spada saett indistinta nell'aria e la testa del Kadoshim vol lontano.
Il corpo decapitato si accasci al suolo, con i talloni che martellavano contro il terreno mentre una nube di vapore nero a forma di grandi ali scaturiva dalla carcassa. Occhi simili a carboni ardenti li contemplarono per un momento con insaziabile malvagit, prima che la brezza dissolvesse i vapori, lasciando un gemito d'angoscia ad aleggiare nell'aria.
Gar si avvicin a Corban e si protese per issarlo in piedi.
Li devi decapitare disse.
Adesso lo ricordo gracchi Corban.
La prossima volta ricordalo prima.
Corban annu, massaggiandosi la gola. Nel toccare il suo torque da guerriero, avvert una piega nel metallo.
Questo deve avergli impedito di schiacciarmi la gola.
La battaglia era praticamente conclusa. Mentre combattevano, il primo grigiore dell'alba si era insinuato nel cielo permettendo a Corban di vedere una manciata di giganti che teneva bloccato al suolo l'ultimo Kadoshim, con Balur che si ergeva sulla creatura. La sua ascia cal verso il basso, poi una figura di nebbia prese forma nell'aria, stridendo la sua ira nell'abbandonare il mondo della carne.
Segu quel silenzioso momento pervaso di sollievo che segue la fine di una battaglia. Corban rimase fermo dov'era, felice di essere ancora vivo, mentre la paura e la tensione dello scontro lo abbandonavano. Poteva vedere in quanti lo attorniavano quello stesso rilassarsi della muscolatura, il cambiamento dell'espressione, la gratitudine condivisa. Poi tutti ripresero a muoversi.
Con il sopraggiungere dell'alba, raccolsero i loro caduti e li deposero lungo la riva del ruscello, accanto al tumulo che avevano finito di erigere appena il giorno precedente. Corban indugi a fissare il mucchio di sassi che avevano prelevato dal ruscello.
Mia madre  l, sotto quelle rocce.
Una lacrima gli rotol lungo una guancia mentre dolore e sfinimento gli attanagliavano il ventre per poi estendersi al torace fino a togliergli il respiro. Sent uggiolare, poi Tempesta gli premette contro la mano il muso incrostato di sangue ormai secco.
Una brezza fredda gli fece vibrare la pelle mentre sostava davanti al tumulo di sua madre. Com' possibile che se ne sia andata? Avvertiva la sua assenza come una cosa fisica, come se gli avessero reciso un arto, e gli eventi del giorno precedente gli apparivano sfocati, come un sogno. Un incubo. La morte di sua madre e di tanti altri, uomini, giganti, grandi wyrm. E lui aveva visto il calderone, uno dei Sette Tesori, resti di un'era leggendaria. Aveva visto una gorgogliante orda di spiriti demoniaci provenienti dall'Oltremondo, i Kadoshim di Asroth, riversarsi fuori di esso e penetrare nel corpo di paralizzati guerrieri Jehar come se fossero stati contenitori vuoti. Sapeva che il gruppo che li aveva attaccati era solo una piccola parte di quelli che si trovavano ancora a una dozzina di leghe a nord rispetto a loro: Nathair e i suoi guerrieri-demoni, accampati dentro le mura di Murias.
Cosa faremo?
Osserv il resto dei suoi compagni cominciare a smontare il campo. Cerc Meical, ma non lo vide. Brina era vicina alla fossa del fuoco, con Craf e Fech che le svolazzavano intorno. Intravide Coralen che si muoveva in silenzio al limitare del campo per controllare i cavalli impastoiati, gli artigli da wolven appesi alla spalla. Ricord le parole che si erano scambiati prima della battaglia di Murias, quando avevano appreso della caduta di Domhain e della morte di suo padre, re Eremon. Coralen era fuggita fra gli alberi e lui l'aveva seguita, desiderando offrire conforto senza sapere come fare. Si erano scambiati alcune parole, e per un momento Corban aveva visto attraverso il muro di freddezza di cui lei si circondava. Desider di poter tornare indietro a quel momento, di poterle parlare ancora. La vide girarsi, sfiorarlo con lo sguardo e tornare a voltarsi con una mossa decisa. Pi oltre rispetto a lei, c'era un capannello di figure, i giganti che erano fuggiti da Murias e che erano ora raccolti tutti insieme come una formazione rocciosa. Pi vicino, i Jehar si stavano radunando vicino al ruscello, preparandosi alla loro danza delle spade. Avvert l'impulso dettato dall'abitudine di andare a unirsi a loro, e senza riflettere si avvicin, cercando conforto in un atto familiare in mezzo a quel vortice di paura, morte e dolore che minacciava di consumarlo.
Essi erano riuniti intorno al loro capo, Tukul, al cui fianco c'era Gar; alcune decine di Jehar, gli stessi che avevano salvato la vita a Corban nella fortezza di Rhin, erano raccolti alle spalle del vecchio guerriero, e un numero almeno doppio era raggruppato davanti a lui. Avvicinandosi, Corban lo sent alzare la voce nel pronunciare alcune parole in una lingua che non riconobbe. La massa dei Jehar davanti a lui si lasci cadere in ginocchio, a capo chino. Tutti tranne uno, che Corban riconobbe come quello Jehar che era stato con Nathair prima di rendersi conto che erano stati traditi. Quell'uno pareva irato per qualcosa. Gar avanz verso di lui, e poich lo conosceva da lunghi anni, Corban si rese conto che era furioso... Qualcosa nella rigidit della schiena, nella tensione delle spalle, tradiva il suo stato d'animo.
Per un momento, i due si fissarono a vicenda; un senso di violenza imminente emanava da entrambi. Poi Tukul impart un secco ordine e i due si separarono, con l'altro uomo che si allontanava a grandi passi.
Gar si accorse di Corban e si diresse verso di lui. Aveva gli occhi irritati e arrossati, e Corban ricord di averlo visto piangere davanti al tumulo di sua madre, la prima volta che gli avesse mai visto manifestare una simile emozione.
Era sempre parso cos forte, cos in grado di controllare tutto. Vedere Gar piangere lo aveva fatto apparire in qualche modo pi umano. Corban avvert un improvviso impeto di affetto per quell'uomo, suo maestro e protettore. Suo amico.
Cosa succede? chiese.
I Jehar che erano al seguito di Sumur e di Nathair rispose Gar, accennando con la testa in direzione dei Jehar, che si erano rialzati e stavano formando lo schieramento per la loro danza di addestramento con la spada. Hanno riconosciuto mio padre come loro capitano.
Bene. E lui? insistette Corban, accennando a quello che aveva parlato con Tukul.
Akar. Era il capitano di Sumur. Si vergogna che abbiano seguito il Sole Nero, che siano stati ingannati da Nathair. Di essere stato lui stesso ingannato. Ed  orgoglioso, il che gli fa dire cose stupide. Gar scroll le spalle, l'emozione di pochi momenti prima ora dissolta, o ben nascosta.
Sembrava volesse affrontarti.
Si potrebbe arrivare a questo. Gar guard in direzione del guerriero, che ora si era messo in fila per la danza delle spade. Lui e io abbiamo dei trascorsi.
Corban attese, ma Gar non aggiunse altro.
Dov' Meical? chiese infine Corban.
In esplorazione. Si  allontanato subito dopo l'attacco, portando con s un gigante e qualcuno dei miei fratelli di spada.
Non dovremmo andare a cercarlo?
Credo che Meical sappia badare a s stesso. Torner presto. Sfruttiamo invece il tempo al meglio. Gar spinse Corban in avanti, fra le file di guerrieri Jehar. Estratta la spada, Corban assunse la prima posizione della danza, lasciando che la sua mente sprofondasse nel ritmo e che la memoria muscolare lo distogliesse dal pensiero cosciente. Il tempo trascorse, un insieme di contrazione ed estensione, di focalizzazione e di sudore, di sangue che pompava nelle vene mentre il cuore gli martellava e la spada si faceva pesante. Quando ebbe finito, Tukul si stacc dallo schieramento e ordin ai Jehar di liberare il campo.
Corban rimase immobile l per un momento, assaporando l'indolenzimento di polsi e spalle, aggrappandosi alla familiarit di quella sensazione. Si guard intorno e vide che i suoi amici erano fermi l vicino, intenti a osservarlo... Farrell e Coralen, insieme a Dath. Poi una figura avanz verso di lui: era Cywen, con la cintura per i coltelli che era stata della loro madre passata in diagonale sul torso.
Felice onomastico, Ban disse.
Cosa?
 il tuo onomastico. Diciassette estati.
Davvero? Corban scosse il capo.  passato oltre un anno da quando siamo fuggiti da Dun Carreg, dall'ultima volta che ho visto Cywen. Un anno di fughe e di combattimenti, di sangue e di paura, ma almeno l'ho trascorso con i miei parenti e amici. Come  stato per lei? Un anno da sola, impegnata a sopravvivere a chiss che cosa, e tutto solo per tornare indietro, ricongiungersi a noi e aiutarci a seppellire la mamma. La studi a lungo... Era pi magra, e la sporcizia sulle sue guance era segnata da solchi lasciati dalle lacrime. Le ossa del suo volto erano estremamente nitide, il suo sguardo tormentato. La notte precedente non avevano parlato molto prima di dormire. Quel giorno erano successe troppe cose a entrambi perch potessero rivivere qualsiasi altra cosa; invece, erano rimasti seduti per ore vicino al fuoco, a proprio agio nel godere della reciproca compagnia, con Dath che prendeva in giro Cywen e cercava di farla sorridere, mentre Farrell li osservava in silenzio e Coralen camminava avanti e indietro, come incapace di rilassarsi.
Prima che potesse rispondere a Cywen, si sent un calpestio di zoccoli e una manciata di cavalieri oltrepass la cresta sovrastante la valletta. Meical era in testa al gruppo, seguito dalle sagome massicce dei giganti. Corban riusciva a stento a credere che quelli che un tempo erano stati i pi feroci nemici dell'umanit fossero adesso i loro alleati. Entrato nel campo, Meical smont di sella con agilit e avanz verso Corban, accompagnato da Balur e da un altro gigante e con Tukul che li seguiva da presso.
Solo uno dei Kadoshim  sopravvissuto all'attacco della scorsa notte. Lo abbiamo seguito fino a met strada fra qui e Murias prima di rinunciare. Il terreno fra noi e la fortezza  sgombro, almeno per ora disse Meical. La mia supposizione  che i Kadoshim rimarranno per qualche tempo entro le mura della fortezza, mentre si abituano ai nuovi corpi.
Fech li sta spiando per noi aggiunse una gigantessa. Non subiremo un altro attacco a sorpresa come quello della scorsa notte.
Bene annu Corban, poi si rivolse a Meical. Adesso che si fa?
 quello che ero venuto a chiederti replic Meical, fissandolo.
A me?
Certo, a te. Tu sei il Seren Disglair. Noi ti seguiamo.
Corban sent qualcosa cambiare intorno a lui, e nel sollevare lo sguardo vide che tutto il campo si era fatto silenzioso e immoto e che tutti lo fissavano. Deglut a fatica.

3. Uthas.

Uthas dei Benothi fissava i caduti, in piedi appena oltre le grandi porte di Murias, con il sole che gli scaldava la schiena. I corpi dei suoi compagni erano adagiati davanti a lui a decine, la possanza dei Benothi devastata dalla battaglia. Qua e l, i superstiti del suo clan, quella manciata - poco pi di una quarantina di guerrieri - rimasta in vita fra quanti lo avevano seguito, si davano da fare per tirare fuori i caduti Benothi dalla massa dei morti. L'intera camera era intasata di cadaveri di giganti e di uomini e di carcasse di cavalli, con il puzzo del sangue che sovrastava ogni cosa.
Altre figure, i Kadoshim, si annidavano nell'ombra. Quegli esseri si muovevano goffamente perch non si erano ancora abituati al loro nuovo corpo fatto di ossa e di carne. Uthas represse un brivido e distolse lo sguardo, perch la loro vista lo turbava, adesso che il caos e l'eccitazione della battaglia erano svaniti.
La maggior parte dei giganti superstiti era raccolta intorno a un grande calamaio, impegnati a intingervi aghi d'osso per incidere il racconto delle spine sul loro corpo. Tutti avevano ucciso, nel corso della battaglia del giorno precedente, e tutti avrebbero avuto nuove spine da tatuare sul proprio corpo. Vide Salach, il suo scudiero, chino su Eisa mentre le tatuava la spalla, poi il suo sguardo torn a posarsi sui corpi allineati ai suoi piedi, scrutando i volti dei morti. Uno che aveva sperato fosse tra loro non c'era. Balur. Avrei dovuto immaginare che non avrebbe avuto la buona grazia di morire. Uthas avvert una fitta di timore di fronte alla consapevolezza che il vecchio guerriero era ancora vivo, perch sapeva quello che Balur avrebbe voluto fargli. Porter avanti questa faida fino alla fine dei giorni. Deve morire. Poi il suo sguardo si sofferm sul cadavere di Nemain, un tempo sua regina e adesso cibo per gli avvoltoi.
Che cosa ho fatto? Paura e dubbi lo tormentavano. Imprec contro gli eventi che avevano portato a tutto questo e contro Fech, quel dannato uccello che aveva avvertito Nemain del suo tradimento. Si port una mano alla faccia, toccando i solchi che gli artigli di Fech gli avevano lasciato sulla fronte e sulle guance.
Le cose avrebbero potuto essere diverse, se avessi avuto il tempo di ragionare con Nemain... Serr i denti. No,  fatta, non si pu tornare indietro. Devo salvare tutto il possibile, proteggere e ricostruire il mio clan. Adesso sono io il re dei Benothi
Alcune voci attirarono la sua attenzione e, nel sollevare lo sguardo, vide Calidus, il consigliere di Nathair, emergere da un corridoio con il gigante Alcyon che incombeva alle sue spalle. Dopo la battaglia, avevano organizzato un campo improvvisato nella camera del calderone, in profondit nelle viscere della montagna, ma Uthas non sopportava di restare l perch il puzzo di cos tanti wyrm morti gli dava la nausea. Inoltre, era da stolti lasciare incustodite le grandi porte, sola via di accesso alla fortezza di Murias. Pareva che i loro nemici fossero fuggiti, ma chi poteva sapere di cosa fossero capaci? Meical e i suoi seguaci si erano gi aperti a forza un varco dentro Murias una volta, interrompendo la cerimonia e impedendo a molti Kadoshim di passare attraverso il calderone nel mondo dei vivi.
Calidus lo vide e gli si avvicin a grandi passi.
Quanti Benothi sono ancora vivi? chiese. Un taglio che aveva sulla fronte cominciava a rimarginarsi, arricciandogli la pelle mentre parlava. Dopo la battaglia, a Uthas era parso che il consigliere fosse stanco, con il volto tirato e i capelli argentei divenuti opachi. Per la prima volta era apparso fragile, un vecchio, ma adesso tutto questo era scomparso e lui aveva un portamento eretto, il corpo pervaso di nuova energia e gli occhi gialli con una luce ferina che emanavano potere.
Quarantacinque, forse cinquanta di quelli che si sono schierati con me. Altri sono ancora vivi fra quanti hanno combattuto contro di noi, o quantomeno i loro corpi non sono stati trovati. Balur  uno di loro.
Balur ha l'ascia di pietrastella. L'ha tolta ad Alcyon. Calidus scocc un'occhiata piena di rovente disprezzo al gigante, che era fermo accanto a lui a testa bassa, con un livido violaceo che gli spiccava sul volto. Uthas not che adesso Alcyon portava sulla schiena un martello da guerra a rimpiazzare l'ascia nera. Senza dubbio lo ha tolto a un Benothi caduto. Quel pensiero gli dest un'ondata di rabbia che lo indusse a fissare con astio Alcyon, membro di un clan di giganti rivale, i Kurgan.
No, disse per a s stesso. Se voglio che il mio sogno diventi realt non posso pensare in questo modo. Un tempo eravamo un solo clan, prima dello Scisma, e potremo tornare a esserlo. Guardando verso Alcyon, per, si rese conto di quanto fossero profondi gli antichi rancori.
Hai qualcosa da dire? ringhi Alcyon, ergendosi maggiormente e ricambiando lo sguardo ostile di Uthas.
Controlla la tua ira, costruisci ponti, ricord questi a s stesso.
Vedo che porti un'arma Benothi. C' molto onore in questo.
Onore, nei Benothi? sogghign Alcyon.
S ribad Uthas, sentendo montare la propria ira. Come ce n' in tutti i clan. Perfino nei Kurgan. Alcyon si guard lentamente intorno e il suo sguardo indugi sui Benothi caduti. Vedo ben poca evidenza di onore Benothi, qui.
Ho fatto ci che doveva essere fatto ringhi Uthas.  per il nostro futuro. Il tuo, il mio, quello di tutti i clan. Se Nemain avesse continuato a non fare nulla, tutti i clan sarebbero lentamente scomparsi, diventando soltanto favole con cui spaventare i bambini discoli.
Invece ci estingueremo a forza di massacrarci a vicenda.
Stolto, non vedi tutto il lungo sentiero, solo il prossimo passo. Uthas cominciava a perdere il controllo.
Sarebbe meglio che ti concentrassi sul compito che ti  stato assegnato disse, scrollando le spalle e sentendo il disprezzo che gli saliva dentro, come bile causata dall'aver bevuto troppo vino. Per sei stato incapace di farlo, cos come non sei riuscito a conservare il possesso dell'ascia di pietrastella.
Non mi giudicare, tu che hai tradito la tua gente, la tua regina. Alcyon si guard di nuovo intorno nella stanza, soffermandosi con lo sguardo sul corpo massacrato di Nemain. E io ho perso l'ascia per mano di Balur Occhio Solo. Non provo vergogna per questo, considerato che posso fiutare la paura che ti assale al solo sentir menzionare il suo nome.
Per Uthas quelle parole furono un colpo sferrato in piena faccia. Entrambi abbiamo servito lo stesso padrone disse.
S, ma tu lo hai fatto per scelta sibil Alcyon.
Basta cos scatt Calidus. Fiss Alcyon con occhi roventi finch lui non distolse lo sguardo da Uthas. Balur  un problema. Speravo che fosse rimasto ucciso durante la battaglia.
Come speravo anch'io. Far tutto ci che  in suo potere per vedermi morto. Uthas avvert una fitta di vergogna per il tremito che gli era affiorato nella voce. Serr con pi forza la lancia, mentre la vergogna si trasformava in rabbia. Potrebbe essere morto, ucciso da coloro che hanno lasciato Murias durante la notte.
C'era stato disaccordo, dopo la battaglia, e uno dei Kadoshim aveva litigato con Calidus. Era stato sconcertante sentire una voce tanto aliena, roca e sibilante, uscire dalle labbra di uno Jehar.
Sei venuto meno ad Asroth aveva accusato il Kadoshim, agitando le braccia in direzione di Calidus. Dobbiamo recuperare l'ascia adesso, prima che sia troppo tardi, e riaprire il sentiero.
Calidus aveva tratto un lungo respiro tremante, lottando per controllarsi. Il rischio  troppo grande, Danjal aveva ribattuto. Ci sono ancora scontri in corso. Dobbiamo rendere sicura la fortezza, accertarci che il calderone non corra pericoli. Vorresti forse che lo abbandonassimo?
Al nostro grande signore deve essere permesso di passare in questo mondo, e per questo ci serve l'ascia di pietrastella.
Per aprire la via ad Asroth servono Sette Tesori, non soltanto l'ascia. Succeder, ma dobbiamo aspettare. Asroth vuole entrare in questo mondo ammantato della sua forma, non occupando quella di qualcun altro come avete fatto voi. Inoltre, inseguire adesso Meical sarebbe da stolti: metterebbe a rischio il calderone e molti di voi perderebbero la loro nuova pelle.
Il tuo corpo di carne e di ossa ti ha reso un vigliacco aveva sbraitato il Kadoshim. Asroth mi ricompenser, quando verr a sapere che sono stato io a recuperare l'ascia e a rendere possibile il suo passaggio.
Calidus era indietreggiato di un passo dal Kadoshim e aveva snudato la spada con uno stridio metallico che aveva attirato l'attenzione generale. Un vigliacco? Ho appena combattuto contro Meical, sommo capitano dei Ben-Elim, e l'ho costretto alla fuga. Ho affrontato innumerevoli battaglie per arrivare in questo posto e creare un ponte fra l'Oltremondo e il mondo della carne, in modo da permettere al tuo inutile spirito di venire qui. Non mi darai del vigliacco... o forse mi vuoi sfidare, incauto Danjal?
I muscoli del Kadoshim si erano contratti e rilassati in una serie di movimenti spasmodici, ma alla fine aveva abbassato lo sguardo.
Cerco solo la gloria del nostro signore aveva ringhiato.
Come faccio io aveva ribattuto Calidus. Insegui Meical e ti troverai riunito al nostro signore, nell'Oltremondo prima ancora di accorgertene. Poi Calidus si era girato e si era allontanato. La creatura che era stata uno Jehar si era guardata intorno, aveva chiesto ai suoi fratelli di aiutarlo e poi aveva lasciato di corsa la camera seguita da una dozzina circa di altri Kadoshim.
Se li trovi, cerca almeno di uccidere il burattino di Meical, il suo Astro Splendente. In quel modo, potresti davvero ottenere qualcosa di utile con la tua morte gli aveva gridato Calidus.
Uthas aveva avvertito un bagliore di speranza. Per recuperare l'ascia di pietrastella avrebbero dovuto uccidere Balur.
Desiderava che cos fosse, ma per ora non si era vista traccia dei Kadoshim che si erano allontanati durante la notte.
I tuoi compagni andati in cerca dell'ascia potrebbero aver ucciso Balur e averla recuperata.
Forse. Calidus scroll le spalle. Io per ne dubito.  pi probabile che quei Kadoshim siano stati uccisi e che il loro spirito sia tornato nell'Oltremondo. Meical pu anche essere stolto in certe cose, ma avr stabilito turni di guardia e sa combattere.
Uthas non riusc a nascondere la propria delusione nel sentire la speranza tremolare e morire.
Non ha importanza. Danjal  sempre stato uno stolto, e staremo meglio senza il suo carattere ribelle fra i piedi. Non devi temere Balur. Io ti protegger. Adesso il tuo futuro  con me, e la tua fedelt ad Asroth non sar dimenticata. Ho il calderone solo grazie a te, e te ne sono grato. Il vecchio si interruppe per un momento, mentre Uthas traeva forza dalle sue parole.
Quanti guerrieri ci sono con Balur? gli chiese Calidus.
Una ventina di cui non abbiamo trovato traccia, inclusa quella cagna sognatrice di sua figlia Ethlinn. E non abbiamo trovato neppure nessuno dei nostri giovani, che erano nascosti in una camera in alto. Di nuovo, sono pi o meno una ventina. Scosse il capo, sentendosi sopraffare da un'ondata di rammarico. I Benothi sono prossimi a estinguersi, il nostro numero...
 troppo tardi per il rimorso. Hai fatto la tua scelta, ed  stata una scelta saggia... Ti sei schierato con i vincitori. I Kadoshim ora camminano nel mondo, e questo  soltanto l'inizio. Calidus sfoggi un sorriso che non raggiunse i suoi occhi gelidi.
Ha ragione. E inoltre, quale altra strada mi rimane da seguire? Ora il fato dei Benothi  legato a quello dei Kadoshim.
Uthas trasse un respiro tremante. E adesso cosa facciamo? chiese a Calidus. Hai il calderone. Che ne farai?
Lo metter al sicuro.
Qui  gi al sicuro.
 evidente che non lo , visto che noi lo abbiamo preso. No, deve essere portato a Tenebral, dove si verr a trovare al centro di una ragnatela la cui costruzione mi ha richiesto molti anni di lavoro. Avr a proteggerlo Lykos e i suoi Vin Thalun, insieme alla guardia dell'aquila di Nathair, ai tuoi Benothi e ai miei Kadoshim.
Uthas si rabbui.  un lungo viaggio. Potrebbero succedere molte cose.
S, ma avr una guardia d'onore di cui questo mondo non ha mai visto l'uguale. Voi Benothi e oltre mille Kadoshim.
E quando sar arrivato a Tenebral?
Una cosa per volta. Prima dobbiamo arrivare l con il calderone. Voglio che tu e i tuoi Benothi costruiate un carro forte e resistente su cui trasportarlo.
Lo faremo. A Tenebral, dici. Per questo ti servir Nathair.
Calidus si mostr pensoso e si accigli. S.  giunto per me il momento di parlare con il nostro re disilluso.
Calidus aveva incaricato Uthas di sorvegliare Nathair, che nel corso della battaglia era rimasto seduto sui gradini della piattaforma del calderone, mentre la verit insita nelle sue azioni gli si allargava davanti e lo avviluppava come un sudario. Dopo essere stato convinto cos a lungo di essere il Seren Disglair, assistere agli eventi che aveva messo in moto era servito soltanto a indurlo a porre in discussione la sua posizione effettiva. Dopo la battaglia, aveva tentato di affrontare Calidus, che per si era limitato a ignorarlo. Quella era parsa a Nathair la goccia che aveva fatto traboccare il vaso: in preda all'ira, si era scagliato contro Calidus, sputando saliva e imprecazioni nel denunciarlo come traditore. Uthas per lo aveva afferrato, bloccandolo, e Calidus lo aveva colpito, stordendolo, per poi tagliargli una ciocca di capelli.
Dov' Nathair? chiese Calidus.
L fuori. Uthas accenn in direzione delle porte.
Accompagnami. Mi serve la collaborazione di Nathair. Sar necessaria un po' di persuasione, e il tuo esempio potrebbe essere utile.
E se non acconsentisse?
C' sempre questo ribatt Calidus. Aprendo il mantello, mostr una rozza statuetta di argilla in cui erano conficcati alcuni capelli scuri.
Ha anche ciocche dei miei capelli mescolate a un simulacro d'argilla? A quel pensiero, Uthas avvert un brivido di paura.
Preferirei non dover arrivare a questo, per aggiunse Calidus, lasciando che il mantello si richiudesse.
Per compassione?
Non essere idiota sogghign Calidus. Sarebbe un'altra cosa che dovrei mantenere in essere... conquistare un mondo  un duro lavoro.
Mentre si dirigevano verso le porte, uno dei Kadoshim chiam Calidus per nome. Uthas riconobbe il suo corpo come quello di Sumur, il capo dei Jehar che avevano seguito Nathair. Questo corpo si sta indebolendo, non reagisce pi come prima disse il Kadoshim, la cui voce suonava come un ringhio da rettile.
Gli uomini di carne devono mangiare per rinnovare le energie. L'ideale sarebbe farlo tutti i giorni spieg Calidus.
Mangiare?
Devi consumare cose che diano sostentamento: frutta, carne, molte cose. Calidus agit una mano, vago.
Mentre Uthas lo osservava, un fremito di movimento pass su quello che era stato il volto di Sumur. Gli occhi neri si fecero sporgenti e le labbra si ritrassero in una smorfia di dolore accompagnata da un urlo. Per un momento, la carne della faccia si contorse, come se delle dita cercassero di aprirsi un varco all'esterno. Poi, con una torsione del collo e un gemito, i lineamenti tornarono calmi e inespressivi.
Questo umano non gradisce la mia presenza afferm la voce da rettile. Qualcosa che poteva essere un sorriso contorse il volto, la lingua umett le labbra.  una buona fonte di intrattenimento.
Uthas si sent inorridire. Aveva supposto che l'anima fosse stata espulsa dai corpi ospiti, non che fosse ancora intrappolata all'interno, impegnata a lottare contro chi l'aveva espropriata. Rabbrivid... Una cosa simile era una sorta di morte vivente.
Era un maestro spadaccino, come lo erano tutti i vostri nuovi corpi ospiti spieg Calidus, alzando la voce per farsi sentire da tutti i Kadoshim nella grande sala. Esaminate la loro anima. Dissezionatela, assorbite i loro talenti e imparate come usare il nuovo corpo. E mangiate.
Risate sibilanti echeggiarono per la camera mentre Calidus si allontanava. Uthas vide un Kadoshim gettarsi a terra e affondare la faccia nel ventre di un cavallo morto, poi sent un rumore di carne lacerata.
Sono come bambini sospir Calidus. Ho molto da insegnare loro in poco tempo, ed  per questo che ho bisogno che Nathair collabori.
Trovarono il re di Tenebral poco pi avanti lungo la strada che portava a Murias, circondato dai corpi devastati dei guerrieri Jehar e dei loro cavalli, ridotti a una massa di carne insanguinata dalla tempesta di corvi che la regina Nemain aveva scatenato contro di loro. Nathair era fermo accanto al suo grande draig, tenendo le redini allentate con una mano mentre quello banchettava con la carcassa di un cavallo. Il draig sollev il muso da una cassa toracica sfondata per guardarli con piccoli occhi neri, il sangue che gli colava dalle fauci. Quando furono pi vicini a Nathair, Uthas intravide fra le felci e le ginestre uno dei suoi guerrieri che aveva lasciato a sorvegliare il re di Tenebral.
Nel sentirli avvicinare, Nathair sollev lo sguardo e sussurr qualcosa al draig, che riprese a divorare le interiora del cavallo mentre lui volgeva loro le spalle, lo sguardo fisso sul desolato panorama della brughiera, le cui dolci colline si allontanavano ondulate verso l'orizzonte.
Lui  l fuori disse piano.
Di chi parli? chiese Calidus.
Dell'Astro Splendente. Per cos tanto tempo ho creduto che quel titolo spettasse a me. Nathair si volt, calmo, e Uthas vide che la furia che si era impadronita di lui nella camera del calderone era svanita, ormai spenta. I suoi occhi erano arrossati e un livido gli segnava la mascella.
Mi hai ingannato per tutto questo tempo continu Nathair, guardando prima Calidus, per poi spostare lo sguardo su Alcyon, alle sue spalle. Il gigante chin il capo, rifiutando di incontrare i suoi occhi.
Non avresti compreso afferm Calidus.
Nathair inarc un sopracciglio.  una cosa su cui siamo d'accordo. La mia prima-spada, Veradis, avr le vostre teste, per questo. Per fortuna non  qui a vedere quanto siamo caduti in basso.
Sar il tempo a giudicare ribatt Calidus, scrollando le spalle. C' per ancora un futuro per te. Per noi.
Come, allora non siete qui per giustiziarmi? Nathair lanci un'occhiata ad Alcyon e Uthas, fermi alle spalle di Calidus, poi guard verso le guardie Benothi annidate nell'ombra.
No, sono venuto per parlare.
Mi pare che il momento per le parole sia passato, ma continua pure...
Vedi le cose come ti  stato insegnato a fare. Bene e male, giusto e sbagliato. Per le cose non sono sempre come sembrano...
No, non lo sono, e tu ne sei la prova vivente. Hai sostenuto di essere uno dei Ben-Elim, e tuttavia sei l'esatto opposto, un Kadoshim. Un angelo caduto, servitore di Asroth.
Parli di cose che non comprendi scatt Calidus. Kadoshim, Ben-Elim, sono soltanto nomi dati da coloro che sono troppo ignoranti per comprendere. Ricorda che la storia  scritta dai vincitori, non  una verit inattaccabile, ma una cosa distorta e modellata, corrotta dalla prospettiva del vincitore. Elyon non  buono, Asroth non  malvagio. Questa  la visione di un bambino. Il mondo non  scolpito in bianco e nero, ma in toni di grigio.
Quindi vorresti farmi credere che Asroth  buono? Che Elyon  l'ingannatore?
No, forse piuttosto qualcosa che sta nel mezzo, con entrambe le parti capaci di fare tanto il bene quanto il male. Come te. Pi umane, se preferisci.  cos difficile da immaginare?
Uthas vide qualcosa affiorare fugace sul volto di Nathair. Un dubbio?
Le vostre storie dicono che Asroth distruggerebbe questo mondo di carne continu Calidus. Sostengono che questo era il suo scopo, durante la Guerra dei Tesori. Chiediti una cosa: se questo fosse vero, allora perch cercherebbe cos disperatamente di venire qui, di incarnarsi?
Non oserei mai azzardare supposizioni, dopo aver dimostrato di essere un simile, monumentale ingenuo rispose Nathair con una smorfia amara. Qualcosa della sua ira precedente torn ad affiorare, e una vena prese a pulsargli lungo la tempia.
Non essere tanto drammatico lo rimprover Calidus. Sembri un bambino imbronciato. Sono venuto a dirti alcune dure verit, e in cambio vorrei sentirti parlare come l'uomo che puoi essere, il condottiero, il re, e non come un bambino petulante. Si prese un momento di pausa, aspettando e lasciando che il peso delle sue parole smorzasse l'ira di Nathair. Ora rifletti su questo: Asroth non verrebbe qui per distruggere, ma per governare. Creerebbe un impero, proprio come hai immaginato, un nuovo ordine delle cose, definito dalla pace, una volta che ci si fosse liberati dei dissenzienti. Non  per niente diverso dai tuoi piani, e tu potresti ancora esserne parte. Siamo troppo pochi, numericamente, e avremo bisogno di qualcuno che regni sulle Terre dell'Esilio, qualcuno che possa riunire i regni. Io credo che quel qualcuno sia tu.
Pensi che adesso potrei credere a qualcosa, qualsiasi cosa, che esca dalle tue labbra? Dopo questo? Nathair accenn alla massa torreggiante di Murias.
S, lo penso. Accantona l'ira, l'orgoglio e la vergogna, e rifletti. La guerra infuria da eoni nell'Oltremondo, sanguinosa, violenta e straziante. Ho visto i miei fratelli cadere, annientati, distrutti, e ho reso quella violenza, centuplicata, ai Ben-Elim. Ho fatto ci che dovevo. Nasconderti parte della verit era necessario. In guerra si devono prendere decisioni difficili, per il bene maggiore, e tu questo lo sai. Calidus fece una pausa, tenendo fisso il proprio sguardo su quello di Nathair.
Ci sono linee che non possono essere valicate, indipendentemente dal bene maggiore ringhi Nathair.
Nathair, tu dimentichi che io ti conosco, so cosa hai fatto, e quali linee hai gi valicato nel nome del bene maggiore.
Nathair sollev una mano e indietreggi di un passo come per proteggersi da un colpo. Il suo draig smise di rosicchiare ossa per scoccare uno sguardo minaccioso a Calidus.
Non lo dico come una critica, ma come un complimento. Una volta votato a una causa, sei pronto a fare tutto quello che  necessario per portarla avanti, qualsiasi cosa essa richieda e indipendentemente dal costo. Si tratta di un talento raro in questo mondo di fragilit e di debolezza, un talento di cui abbiamo bisogno e che rispetto. Quindi, Nathair, ti chiedo di unirti a noi. Votati alla nostra causa e otterrai tutto quello che desideri, vedrai i tuoi sogni avverarsi, la tua ambizione ricompensata. Se ci rifletti sopra, non  molto diverso da tutto quello per cui stavi lottando prima di renderti conto della realt delle cose.
Accanto a Calidus, Alcyon si mosse con irrequietezza. Arriva qualcuno avvert, impugnando il martello da guerra da poco acquisito.
Dove? chiese Calidus, socchiudendo gli occhi, la mano sull'elsa della spada.
Alcyon indic verso sudest e la brughiera, dove un punto nero che si muoveva a notevole velocit si andava facendo sempre pi nitido.
 uno dei miei fratelli afferm Calidus. Uno di quelli che sono andati con Danjal.
In silenzio, attesero che la figura li raggiungesse. Essa divor rapidamente il terreno, correndo spedita, e quando fu pi vicina, Uthas vide che barcollava.
E il suo braccio ha qualcosa che non va.
Il Kadoshim dovette vederli l sulla strada, perch devi verso di loro e infine si accasci davanti a Calidus. Aveva una mano recisa appena sopra il polso, con il sangue che ancora colava dalla ferita, e sulla pelle pallida come il latte spiccavano vene nere. Il draig di Nathair emise un basso ringhio minaccioso.
Sono debole gracchi il Kadoshim. Questo corpo si sta spegnendo.
Vi avevo avvertiti ribatt Calidus. Questi corpi sono ancora mortali, e il tuo presto si spegner a causa della perdita di sangue.
Aiutami sussurr il Kadoshim.
Giura di obbedirmi in tutto e per tutto ingiunse Calidus, con voce dura come ferro forgiato in inverno.
Lo giuro. Per favore...
Fasciagli il braccio scatt Calidus, rivolto ad Alcyon, inginocchiandosi per cingere con un braccio il Kadoshim ferito. Devi prenderti cura del tuo nuovo corpo, Bune. Va accudito come faresti con un'arma. Hai perso molto sangue, ma ti cureremo la ferita, ti nutriremo, e andr tutto bene.
Grazie gracchi la creatura. Non voglio tornare tanto presto nell'Oltremondo.
Allora smettila con questo sciocco correre a combattere battaglie che non puoi vincere. Danjal? Gli altri?
Tutti morti, tornati nell'Oltremondo. Erano in troppi contro di noi, e questi corpi... Bune sollev il braccio sano. Sto impiegando del tempo ad abituarmici.
 normale. Vieni, torniamo dai nostri fratelli, dove possiamo prenderci meglio cura di te. Calidus lanci uno sguardo ad Alcyon, che fin di fasciare il polso e prese Bune fra le braccia. Calidus poi li precedette verso le porte di Murias, con Nathair e il suo draig che li seguivano lentamente. Alcuni uccelli volavano pigri in cerchio nel cielo, quanto restava dei corvi di Nemain, attirati dalla puzza di morte. Uthas li fiss con un sentimento simile all'odio nel pensare a Fech. Mentre entravano nell'ombrosa fortezza, Uthas vide un corvo appollaiato su una sporgenza della parete dell'altura. Esso ricambi il suo sguardo, e per un momento Uthas si convinse che si trattasse di Fech, cosa che lo indusse involontariamente a portare la mano al volto sfregiato.
Di certo non  lui. Fech non  tanto coraggioso, o tanto stupido, da tornare qui.
Calidus si gir a guardare verso Nathair.
Rifletti sulle mie parole, re di Tenebral. Vorrei che combattessi al mio fianco nella guerra imminente. Niente pi inganni.
Nathair si sofferm davanti alle porte e pos una mano sul collo del draig. Insieme, il re e la bestia guardarono Calidus e i suoi compagni entrare a Murias.
Sorveglialo attentamente sussurr Calidus a Uthas. Se cercasse di andarsene, fermalo, a qualsiasi costo.

4. Maquin.

Maquin correva in mezzo al sottobosco, con gli alberi che si levavano fitti tutt'intorno a lui. Con una mano spingeva di lato i rami, con l'altra stringeva quella di Fidele, la regina reggente di Tenebral, recentemente andata sposa a Lykos, signore dei Vin Thalun. Finch non ha cercato di ucciderlo. Credo che questo abbia segnato la fine del loro felice matrimonio.
Lei incespic. Nel girarsi rapidamente a guardarla Maquin constat che aveva il respiro pesante e che il suo abito nuziale era lacero e insanguinato. Ha bisogno di riposo. I suoni del combattimento echeggiavano ancora alle sue spalle, fievoli e distanti, ma sempre troppo vicini per i suoi gusti.
Non ci vorr molto perch Lykos e i suoi Vin Thalun soffochino i disordini, poi lui verr a cercare la sua sposa fuggita. D'altro canto, se continuiamo a correre ancora per molto, per lei sar comunque la fine. Con un cipiglio contrariato, rallent il passo, poi sent il rumore di un ruscello e cambi direzione.
Trattenne il respiro nello spruzzarsi il volto e il petto nudo con l'acqua gelida per lavare via il sangue e la sporcizia della fossa di combattimento. Cento diversi tagli presero a bruciare mentre l'ondata di adrenalina che aveva accompagnato la fuga cominciava a scemare e la pelle gli si accapponava per il freddo. Rabbrivid. Avrei dovuto afferrare un mantello mentre fuggivamo. Era ancora vestito per sopportare il caldo della fossa, con stivali e calzoni, un coltello ricurvo alla cintura, ma niente che gli coprisse il torso a parte sangue, sporcizia e cicatrici.
Sono libero. Trasse un profondo respiro, assaporando il sentore di terriccio umido della foresta, che gli ricordava Forn e un'altra vita. Chiuse gli occhi quando i ricordi gli tornarono alla mente. I Gadrai, i suoi fratelli di spada, Kastell, ucciso da quel bastardo traditore di Jael, Tahir e Orgull, gli unici altri due sopravvissuti al tradimento avvenuto a Haldis. Sembrava fosse successo tutto cos tanto tempo prima. Il tempo prima di... Si guard le mani, dove il sangue era ancora impresso nei solchi della pelle, incastrato sotto le unghie. Il sangue di Orgull.
L'immagine del volto dell'amico gli pervase la mente, cos come era apparso quando lo aveva tenuto fra le braccia, sconfitto, insanguinato, morente. Un'ondata di emozioni gli sal dentro, le lacrime gli appannarono lo sguardo. Ricord le ultime parole che Orgull gli aveva rivolto, la richiesta di trovare un uomo chiamato Meical e di trasmettergli un messaggio. Digli che sono rimasto fedele fino alla fine, aveva rantolato Orgull.
Cos tanta morte, eppure sono ancora vivo. Di pi, sono un uomo libero. D'accordo, sono un profugo inseguito dai nemici, e sono a migliaia di leghe da casa, ma sono libero. Libero di dare la caccia a Jael e di ucciderlo. Anche in quel momento, il pensiero di Jael cancell tutti gli altri. Poteva ancora vedere la sua faccia, con le labbra contratte in un sogghigno beffardo, mentre lui veniva incatenato e condotto sulle navi dei Vin Thalun. L'odio divamp incandescente dentro di lui, una pura fiamma che gli ardeva nel ventre. Si sent ringhiare. Poi il suono di qualcosa che si lacerava attir la sua attenzione: Fidele era in piedi nel ruscello, poco distante, e stava strappando via la parte inferiore del vestito.
Cos sar pi facile correre spieg. Poi appallottol il tessuto, inzupp la stoffa nel ruscello e procedette a lavare via la sporcizia dalla schiena di Maquin, soffermandosi con un sussulto nel mettere a nudo la rete di cicatrici che raccontavano delle frustate inferte a uno schiavo e la miriade di altri tagli che erano un ricordo del tempo trascorso nella fossa di combattimento. Lo aveva visto guadagnarsi quelle cicatrici, combattere e uccidere. Pervaso di vergogna per le cose che aveva fatto, Maquin chin il capo.
Da dove vieni? chiese lei, a bassa voce.
Maquin sbatt le palpebre, e dovette pensare per un momento prima di rispondere. Isiltir disse infine, pronunciando quella parola lentamente, come il nome di un amico dimenticato.
Come ti chiami? Chi sei?
Nella fossa mi chiamavano vecchio lupo, il solo nome che ho portato per molto tempo. Sono un assassino addestrato. Sono diventato ci che odio.
Mi chiamo Maquin rispose con una smorfia, il primo passo verso la rivendicazione della sua identit. Ero uno scudiero di Kastell, nipote di re Romar.
Oh sussurr Fidele. Sei molto lontano da casa. Come sei finito...
Nelle fosse di combattimento? Maquin fece una pausa, lasciando che il silenzio si prolungasse mentre ripensava ai tempi precedenti la sua schiavit, alla vita che aveva condotto, agli amici che aveva avuto, attingendo ai ricordi seppelliti in profondit dentro gli eventi che avevano preceduto la sua esistenza da schiavo. Jael ha usurpato il trono di re Romar, ha assassinato il re, distrutto la resistenza in Isiltir. Io ho combattuto contro di lui come parte di quella resistenza, ma poi sono arrivati Lykos e i suoi Vin Thalun, alleati di Jael... Scroll le spalle. La sua voce era ridotta a un rauco gracchiare, perch non era pi abituato a pronunciare altro che poche parole.
Le sue mani gli toccarono le spalle, indugiandoci nel seguire i contorni di un disegno vorticante e generando in lui un brivido involontario.
Quella  un regalo di Lykos spieg Maquin. Mi ha marchiato come suo schiavo, una sua propriet.
Credi che sia morto?
Maquin ricord l'ultima volta che aveva visto Lykos, accasciato in ginocchio nell'arena con l'elsa di un pugnale che gli sporgeva dal costato e il sangue che scorreva. La marea del combattimento lo aveva trascinato via, e quando si era guardato di nuovo alle spalle, Lykos era scomparso.
Ne dubito.  un uomo coriaceo.
Lo voglio morto sibil Fidele, il viso distorto dall'ira.
Maquin la fiss per un lungo momento, sconcertato dalla sua veemenza. L'aveva sempre considerata una bellezza inavvicinabile, calma, serena. Allora  un po' strano che tu lo abbia sposato.
Fidele si ritrasse, lo sguardo basso. Ero sotto l'effetto di una magia immonda... Lui aveva un'effigie, una piccola bambola d'argilla che racchiudeva una ciocca dei miei capelli. L'hai schiacciata nel combattere contro di lui, e questo mi ha liberata.
Rabbrivid e chiuse gli occhi, poi si raddrizz e fiss Maquin.
Non ti ho ringraziato per avermi protetta durante i tumulti e avermi portata via, in salvo.
Maquin si guard intorno. Essere qui non  quello che definirei essere in salvo.
 di gran lunga pi sicuro dell'arena.
Questo  vero.
L'arena antistante Jerolin era stata in preda al caos, e Maquin aveva approfittato della strage e della confusione per portare via Fidele. Il nascondiglio pi vicino erano stati i boschi a sud, e Maquin aveva trascinato Fidele in una folle corsa attraverso i pascoli e verso la foresta con il cuore che gli martellava nella testa, aspettandosi di sentire le grida degli inseguitori. Non ce n'erano per state, e dopo aver raggiunto la linea degli alberi avevano continuato a correre, addentrandosi sempre di pi nella foresta, mentre il solo pensiero di Maquin era quello di mettere quanta pi distanza possibile fra s e i Vin Thalun. Qualcosa aveva scatenato il tumulto. Di certo, il duello di Maquin contro Orgull aveva avuto un suo ruolo nell'accaduto, ma Maquin aveva anche visto alcuni guerrieri fra la folla, intenti a incitarla. Portavano tutti la cresta bianca dell'aquila di Tenebral. Era chiaro che si stava formando una resistenza di qualche tipo contro i Vin Thalun, ma quanto era forte? I ribelli erano riusciti a schiacciare i Vin Thalun? A scacciarli da Jerolin e da Tenebral? Ne dubitava, perch i Vin Thalun erano migliaia, e ci sarebbero volute forze ingenti per sterminarli. Adesso cosa vuoi fare, mia signora? chiese.
Lei si accigli e sedette su una roccia. La risposta pi breve  che non lo so. Vorrei scoprire se i Vin Thalun sono stati sconfitti... fece una pausa, le labbra che le tremavano. Ho per paura di tornare indietro. Il pensiero di essere catturata  pi di quanto possa sopportare.
Maquin annu. Questo posso capirlo. Per quanto lo riguardava, voleva andarsene, dirigersi a nordovest invece che a sud, e puntare dritto verso Jael. Ma che ne sar di lei? Non poteva semplicemente abbandonarla nel bosco.
Vuoi aiutarmi? chiese Fidele. Ho visto che non sei amico di Lykos o dei Vin Thalun. Abbiamo un nemico comune.
Ne ho abbastanza di combattere le battaglie degli altri replic Maquin. Ora devo pensare alle mie. Devo tornare a casa, ho qualcosa da fare aggiunse in un quieto borbottio, quasi parlando a s stesso. La guard in volto e vi lesse la determinazione, in guerra con la paura generata dalle circostanze. Prima per, mia signora, se solo  possibile ti porter al sicuro.
Lei esal un sospiro di sollievo. Grazie. Far tutto ci che  in mio potere per ripagarti e per accelerare il tuo viaggio.
Prima dobbiamo sopravvivere alla notte e al freddo.
Aspetta qui sussurr Maquin a Fidele.
Erano accoccolati dietro il costone di un'altura che sovrastava un ampio tratto di terra coperto da ceppi d'albero. Sul lato opposto della spianata si vedeva una fila di capanne di tronchi circondata da mucchi di alberi abbattuti. Era il crepuscolo, e la foresta si era fatta grigia e silenziosa.
Non mi seguire per nessun motivo. Nessuno, hai capito?
Lei annu, e Maquin sgusci via, tenendosi basso sul terreno e badando a rimanere lungo il perimetro della radura creata dall'uomo, sotto l'ombra degli alberi. Alla fine, arriv dietro la fila di capanne. Serrando in pugno il coltello, scivol sul davanti ed entr. Una luce grigia filtrava attraverso le fessure delle imposte, e lui si sofferm per dare agli occhi il tempo di abituarsi alla penombra.
Una serie di giacigli era allineata lungo le pareti, e su tutti c'erano rozze coperte di lana, stivali, calzoni e mantelli. Un tavolo occupava il centro della stanza, con tazze e piatti sparsi su di esso. In giro si vedevano alcune asce e grandi seghe che richiedevano due uomini per essere utilizzate, c'erano file di otri d'acqua e altri attrezzi da lavoro. Qui vivono degli uomini. Taglialegna. La domanda , dove sono adesso?
La risposta affior rapida... Jerolin e l'arena.  un grande giorno... Festeggiamenti e giochi per celebrare il matrimonio di Lykos con Fidele.
In fretta afferr alcuni mantelli appesi alla parte, camicie di lana, calzoni, un po' di formaggio e carne di montone e otri d'acqua, infilando il tutto in una sacca vuota che aveva trovato.
Ci fu un gemito, e una coperta si mosse su un giaciglio in un angolo della stanza. Una figura si sollev a sedere: un uomo che si sfregava gli occhi.
In un istante, Maquin attravers la stanza e punt il coltello alla gola dello sconosciuto, lo sguardo fisso sulla sua barba e gli anelli di ferro che la tenevano raccolta.
 un Vin Thalun. L'ira gli gorgogli dentro, minacciando di sopraffarlo.
Per favore, no... annasp l'uomo.
Non posso ucciderlo qui... Troppo sangue. I suoi amici ci darebbero la caccia non appena rientrati.
Alzati ordin Maquin.
L'uomo obbed lentamente, gli occhi che saettavano verso la spada nel fodero appesa sopra il giaciglio. Non ci provare grugn Maquin, e sferr un calcio da dietro alle gambe dell'uomo, facendolo rotolare lontano dal giaciglio. Poi si appese la cintura della spada su una spalla.
Perch sei qui e non all'arena? domand mentre il Vin Thalun si rialzava.
L'uomo lo fiss con occhi roventi. Qualcuno deve rimanere di guardia, ordini di Lykos. Ho preso la pagliuzza pi corta.
Esci ordin Maquin, e segu il prigioniero fuori della porta, pilotandolo dietro la capanna e verso gli alberi. Era il crepuscolo, e il mondo stava scivolando in diverse gradazioni d'ombra. Maquin lasci cadere il fagotto delle provviste. In ginocchio, mani dietro la testa ingiunse.
Il Vin Thalun scatt in avanti, girandosi mentre si muoveva e lanciandosi verso il braccio di Maquin che reggeva il coltello.
Maquin fu troppo veloce per lui. Si spost di lato e cal la lama sulla mano del guerriero, ritraendola sporca di sangue. Nel continuare il suo slancio, per, il Vin Thalun riusc comunque in qualche modo ad afferrargli il polso. Maquin gli assest una testata, facendogli scaturire dal naso uno zampillo di sangue. L'uomo barcoll e croll al suolo.
Per te  tempo di morire.
Il Vin Thalun dovette leggere quel pensiero negli occhi di Maquin, perch cominci a supplicare.
Ci fu un fruscio nel sottobosco, e Fidele emerse dagli alberi.
Non dovresti essere qui osserv Maquin.
Sei stato via per molto tempo. Cominciavo a preoccuparmi.
Provava una strana sensazione riguardo il fatto che a qualcuno importasse se lui viveva o moriva... Ho trovato qualcuno nella capanna. Faresti meglio a distogliere lo sguardo.
Ho gi visto altre volte il colore del sangue, e lui  un Vin Thalun sibil Fidele, fissando gli anelli nella barba. Sarei lieta di guardarti massacrarne un'intera nazione.
Allora va bene grugn Maquin.
Posso dirti dove sono farfugli in fretta il guerriero, mentre Maquin si faceva pi vicino con il coltello.
Dove sono... chi? chiese in un ringhio, la lama contro la gola dell'uomo.
Il segreto di Lykos. La gigantessa e il suo marmocchio.

5. Camlin.

Camlin giaceva su un tavolo, nella cabina di una nave, con svariati dolori che si contendevano la sua attenzione. Alla fine, vinse la freccia spezzata che aveva ancora conficcata nella spalla.
Mordi questo e resta immobile ingiunse una voce accanto a lui. Baird, un guerriero di Domhain, gli porse una cintura di cuoio. Baird era uno dei Degad di Rath, i temuti ammazzagiganti di Domhain, e lo stesso Rath lo aveva assegnato a Edana perch la portasse al sicuro. Secondo Camlin, erano ancora lontani da quel risultato, perch erano bloccati su una nave con solo una manciata di uomini fidati a circondare la regina Edana; gli altri erano fedeli a Roisin, madre di Lorcan, il giovane erede al trono di Domhain.
Di nuovo in fuga.
Prendila, ne avrai bisogno insistette Baird. Sorrise a Camlin, un gesto che fece contrarre la pelle intorno all'orbita vuota.
Non mi pare che ci sia molto di cui sorridere osserv in tono aspro Camlin.
 stato un buon combattimento, da immortalare in una canzone replic Baird, riferendosi allo scontro sulla spiaggia e sul molo, durante la fuga. E respiriamo ancora. Io sono felice di essere vivo.
Con una smorfia, Camlin serr i denti intorno alla cintura.
Dovrai tenerlo fermo disse Baird, e il volto serio di Vonn incombette su Camlin, mentre le sue mani gli premevano sul petto.
Devo pur sempre respirare, ragazzo borbott Camlin.
Come posso essere d'auto? Questa volta fu Edana a parlare.
Mezzo Ardan  in questa cabina.
Non credo che dovresti essere qui, mia signora obiett Baird. Ci sar del sangue, e probabilmente anche alcune imprecazioni.
Ho gi visto sangue a sufficienza, e ne ho versato io stessa sbuff Edana. Quanto alle imprecazioni, ormai viaggio con Camlin da oltre un anno. Non credo che sentir niente che non abbia gi sentito in precedenza.
Allora, se intendi rimanere, cerca di bloccargli i piedi.
Baird tagli la manica della camicia di Camlin, poi sond con delicatezza l'asta della freccia. Una fitta lancinante attravers Camlin mentre il sangue colava pigro dalla ferita.
Sei certo di sapere quello che fai? ringhi Camlin. Con questa faccenda che hai un solo occhio...
Ti sembra il momento di farmi innervosire? ribatt Baird, con un altro sorriso. L'ho gi fatto alcune volte, e dovrebbe andare tutto bene. La punta della freccia  troppo in profondit. La dovr spingere per farla uscire dall'altra parte.
Allora sar meglio che procedi, di certo non si staccher da sola.
Sono d'accordo. Baird afferr l'asta spezzata.
Camlin url.
Come ti senti? chiese Vonn.
Camlin era sul ponte della nave, appoggiato alla murata e intento a guardare il chiarore dell'alba riversarsi sulle onde grigio azzurre. Verso est, una linea verde scuro marcava la lontana costa meridionale di Domhain.
Lentamente, prov a ruotare la spalla e a sollevare il braccio sinistro, che aveva continuato a guarire bene nel corso degli ultimi due giorni.
Mi sento come se mi avessero colpito con una freccia rispose con una smorfia. Sta guarendo bene aggiunse, notando l'espressione preoccupata di Vonn. Il ragazzo non ha il senso dell'umorismo.
Per passer del tempo prima che possa tendere di nuovo l'arco, che Braith sia dannato all'Oltremondo.
Immagini della battaglia gli pervasero la mente: Braith, che era stato il suo capo a Boscoscuro, mentre precipitava dal molo nell'oceano. Conall che stordiva suo fratello Halion mentre Camlin fuggiva sulla nave con il figlio di Roisin, Lorcan. E quando si era guardato indietro, mentre si allontanavano dalla riva, e aveva visto Conall tagliare la gola a Marrock e gettarne il corpo fra le onde.
Marrock. Il primo, vero amico che abbia avuto da molto tempo. Avvertiva intensamente la sua perdita, insieme a quella di Halion. Si erano sentiti come una confraternita, amici legati da qualcosa di pi di una causa comune. E gli altri... Dath, e Corban, perfino la vecchia Brina. Mi chiedo se abbiano trovato Cywen. E saranno ancora vivi? Il mondo era in uno stato di transizione, gli cambiava di continuo intorno, tanto che riusciva difficile tenersi al passo. Soprattutto quando tutto ci che ho conosciuto per vent'anni  stato solo Boscoscuro. Tuttavia, non posso cambiare la verit delle cose, devo piegarmi con essa. Sempre meglio che spezzarsi.
Dovresti andartene, insistette la vecchia voce persistente nella sua testa. Andare via, crearti una tua vita prima di farti ammazzare per la causa di qualche signorotto che non significa niente per te. E poi, guardati, non sei il tipo che si mescola con regine e nobili guerrieri. Sei un ladro, un furfante.
I delfini balzavano fra le onde, accompagnando la nave. Adesso non posso andarmene. Mi sono spinto troppo oltre, ho fatto delle promesse.
Per non ho pronunciato giuramenti.
Non ad alta voce, no. Per devo andare fino in fondo. Inoltre, adesso non posso andarmene. Non me la cavo molto bene a nuotare.
Dov' Edana? chiese a Vonn, che gli si era fermato accanto e fissava in silenzio la linea della costa.
Nella sua cabina, con Baird che veglia su di lei. Vonn rimase in silenzio per un momento. Credi che ci possiamo fidare di lui?
Di Baird?  un uomo in gamba da avere accanto in una mischia. La fiducia... quella  un'altra questione. Tu cosa ne pensi?
Non  domanda da fare a me. Non sono bravo a giudicare. Se ricordi, mi fidavo di mio padre. Vonn assunse un'espressione amara mentre fissava le onde.
Camlin avvert un'ondata di compassione per il giovane guerriero. Evnis, il traditore di Dun Carreg, assassino di Brenin, re di Ardan. Non  certo la persona migliore di tutte le Terre dell'Esilio da avere come padre.
Credo che questo ti possa essere perdonato replic. La maggior parte di noi si fida... Del proprio padre, intendo. Per un po', almeno.
Vonn non rispose.
Quanto a Baird, la mia impressione  che sia uno di quegli uomini che danno la loro parola e la mantengono come meglio possono. Lui e Rath erano amici, e ha giurato al vecchio di portare Edana al sicuro.
Lo ha fatto convenne Vonn.
Ecco, a mio parere lei non  ancora al sicuro. Possiamo anche essere su una nave che si sta allontanando da Domhain, da Rhin e da Conall, ma la maggior parte di coloro che sono a bordo non devono nulla a Edana, mentre Roisin e suo figlio, Lorcan, controllano una ventina di guerrieri. La mia opinione  che non saremo al sicuro finch non avremo lasciato questa bagnarola e non ci saremo allontanati da loro. Anche se Edana  promessa a Lorcan, non credo che Roisin mantenga la parola data.
Edana. Fuggiasca regina di Ardan. Inizialmente, Camlin era diventato parte del gruppo a causa delle circostanze. Dopo la caduta di Dun Carreg, erano state la sua amicizia e lealt nei confronti di alcuni - Marrock e Halion e i giovani Dath e Corban - che lo avevano fatto rimanere con loro. Adesso per se ne erano andati tutti, e lui era rimasto per Edana. All'inizio, lei gli era parsa soltanto una principessa viziata, inadatta a guidare gli altri e che non valeva la pena di seguire. Nel corso della fuga da Dun Carreg attraverso le terre selvagge di Cambren e le montagne lungo il confine di Domhain, Camlin aveva visto subentrare in lei un cambiamento. Un momento gli era rimasto impresso nella mente, quando fra le montagne Marrock aveva scelto di rimanere indietro in una missione suicida per rallentare gli inseguitori, e Edana era intervenuta. Rimarremo o continueremo tutti insieme. Non ti perder solo per poter continuare a fuggire un po' pi a lungo' aveva detto.
Ci  voluto del fegato per parlare cos. Da quel momento, un seme di rispetto per la giovane donna aveva gettato radici in Camlin, e nel corso delle lune successive aveva continuato a crescere di fronte al modo in cui lei aveva affrontato il vecchio Eremon e le astute manovre politiche della regina Roisin.
Credo che dopotutto potrebbe valere la pena di restare al suo seguito.
Quasi che pensare a lei fosse stato sufficiente a evocarla, Edana apparve sul ponte e venne verso di loro, con Baird sempre accanto. Portava i capelli biondi stretti in quella che sembrava una treccia da guerriera, e il suo volto appariva pallido e teso. Un mantello grigio, il colore di Ardan, le avvolgeva le spalle, e teneva la mano sull'elsa di una spada.
Sto andando a trovare Roisin, spieg e ho pensato che i miei scudieri dovrebbero essere al mio fianco.
Scudieri. Nella mia vita sono stato chiamato in molti modi, ma mai con questo termine.
Certamente rispose Vonn.
Di cosa si tratta? domand Camlin, e subito percep la contrariet di Vonn. Continuo a dimenticare che lei  una regina.
Edana si guard intorno. La nave era un mercantile a un solo albero, con il timone montato a poppa su una piattaforma rialzata. Roisin e suo figlio dormivano in una cabina sotto quella piattaforma, la stessa in cui avevano praticamente vissuto per tutte le ultime due notti. Due guerrieri erano di guardia davanti alla porta.
Per noi tutti  tempo di sapere quale sia la nostra posizione. Voglio sapere se Roisin intende onorare le ultime parole che Eremon ci ha rivolto.
Seguita da Baird, Vonn e Camlin, Edana squadr le spalle e si avvi, fermandosi davanti ai due guerrieri che sorvegliavano la cabina di poppa.
Desidero parlare con la vostra signora li apostrof con voce ferma.
I due la fissarono per un momento.
Avanti, Cian, datti da fare aggiunse Baird con fare bonario, ma Camlin pot percepire la minaccia di violenza che emanava da lui. Baird era come una corda d'arco tesa, sempre sul punto di essere rilasciata. Uno dei due guerrieri lo fiss con aria accigliata, ma dopo un momento buss alla porta ed entr nella cabina.
E di' a Roisin di versare un po' di vino gli grid dietro Baird.
Edana lo fiss e lui scroll le spalle.
Ti ricever, mia signora rifer Cian, tenendo aperta la porta. Quando Edana entr, per, si interpose fra lei e i suoi scudieri. Voi no disse loro.
Ho giurato a Rath di vederla arrivare sana e salva in Ardan ribatt Baird. Non intendo perderla di vista, dopo quel giochetto da parte di Quinn. Vuoi fare di me uno spergiuro? Mosse un passo in avanti.
Lasciateli entrare avvert una voce da dentro la cabina.
Il guerriero esit per un momento, poi si trasse di lato prima di seguire i tre nella stanza.
La cabina era buia, e gli occhi di Camlin impiegarono un momento ad abituarsi alla penombra. D'istinto, si tenne indietro, scrutando le vie di uscita: una finestra sprangata sulla parete opposta e la porta alle sue spalle, nient'altro. La stanza era piccola, con pochi arredi: un tavolo, due sedie, due giacigli incassati nelle pareti. Roisin sedeva al tavolo, con una candela tremolante che le illuminava la pelle pallida e i capelli nerissimi che le creavano un alone scuro intorno al viso. Appariva esausta, con le guance scavate e gli occhi trasformati in scure polle d'ombra, ma anche in quelle circostanze continuava a essere splendida.
Perdonate Cian disse accennando alla porta. I miei scudieri sono tesi dopo il tradimento di Quinn.
Mi sembra una cosa abbastanza giusta, pens Camlin. Ci ha presi tutti alla sprovvista. Per mi sarei dovuto fidare del mio istinto. Non mi era mai andato a genio.
 comprensibile convenne Edana, accettando la sedia e il vino che Roisin le offriva.
Quinn era stato la prima-spada di re Eremon, il campione di Roisin, e si era trasformato in un traditore sulla spiaggia di Domhain, quando era risultato evidente che la nave su cui si stavano imbarcando era troppo piccola per trasportarli tutti al sicuro. Con una manciata di guerrieri aveva cercato di impossessarsi di Lorcan e di usarlo come merce di scambio con Conall. Camlin aveva visto Halion trafiggere con la spada il cuore del traditore, anche se la lama avvelenata di Quinn gli aveva rallentato i movimenti quanto bastava per permettere a Conall di prenderlo prigioniero.
Desidero parlare francamente con te continu Edana. Questi sono tempi oscuri, e un po' di chiarezza contribuirebbe parecchio a tranquillizzarci tutti.
Sono veramente tempi oscuri. Mio marito assassinato, il mio regno rubato. Mio figlio inseguito come un usurpatore.
S. I crimini commessi contro entrambe sono molti. Io per non sono venuta a parlare del passato, bens del futuro.
Formula le tue domande annu Roisin, prima di bere un lungo sorso di vino.
Quali sono le tue intenzioni? Hai ancora con te venti scudieri. Intendi onorare le ultime parole che re Eremon mi ha rivolto? Mi farai sbarcare in Ardan?
Ah, Eremon, quel vecchio stolto cocciuto. Avrebbe dovuto fuggire con noi. Dovrebbe essere qui.
Sedettero in silenzio, Roisin con lo sguardo fisso sulla sua coppa. Infine, sollev gli occhi con un sussulto.
E cosa mi dici della promessa che tu gli hai fatto? Di portare Lorcan al sicuro con te? Di dividere con lui il vincolo delle mani?
Edana la guard con calma. Non intendo dividere il vincolo delle mani con Lorcan. Quell'accordo  morto, perch la condizione era che la banda di guerra di Domhain sconfiggesse Rhin e mi aiutasse a riconquistare il trono di Ardan. La banda di guerra di Domhain  dispersa, quella speranza  svanita. Se per lo desideri, porter te e Lorcan con me e vi dar tutta la protezione che posso. Fece un pallido sorriso. Pu darsi che non sia molta. Spero di tornare in Ardan - come ha detto Eremon, corre voce che forze della resistenza si stiano radunando nelle paludi intorno a Dun Crin - ma sar pericoloso. Rhin governa Ardan tramite Evnis, il suo uomo di paglia, e non so quanti mi saranno fedeli, ammesso che qualcuno ancora lo sia. Non posso garantire la sicurezza tua e di Lorcan. L'altra alternativa che avete  quella di navigare il pi in fretta e il pi lontano possibile, passando la vita a nascondervi, ma temo che Rhin vi dar la caccia come ha fatto con me. Lorcan e io siamo una minaccia per il suo potere, perch siamo i legittimi eredi e uno stendardo intorno al quale si possono radunare i dissenzienti.
C' un'altra alternativa osserv Roisin, ergendosi lentamente e scrutando Edana da sotto le palpebre abbassate. Potrei consegnarti a Rhin. Un dono, in cambio della sicurezza di Lorcan.
Ha ancora denti acuminati, questo serpente, pens Camlin, sentendo la tensione calare su tutti i presenti nella stanza.
Sarebbe una mossa stolta ribatt Edana, con uno stanco sorriso. Fra tutti loro appariva la pi calma. Qualsiasi promessa lei faccia, non ti puoi fidare di Rhin. Lorcan  ancora una minaccia, non importa quali doni tu le possa fare. Inoltre, lei ha messo Conall sul trono di Domhain, e lui non permetter a Lorcan di sopravvivere. Di certo lo sai anche tu. Fiss Roisin negli occhi, sostenendo il suo sguardo. La donna pi anziana lo ricambi con fierezza. Poi si accasci di colpo, come una vela rimasta senza vento.
So che quello che dici  vero sussurr.
Voglio offrirti un nuovo accordo disse Edana. Abbiamo un nemico comune che ci vuole morte entrambe, e i nostri sostenitori sono stati annientati. Unisciti a me... Fammi arrivare sana e salva in Ardan, aiutami a combattere per reclamare la mia patria, e quando lo avr fatto ricambier il favore. Lo giuro sui tumuli dei miei genitori assassinati, sul sangue che mi scorre nelle vene e su ogni oncia di forza che possiedo: vedr Lorcan di nuovo assiso sul trono di Domhain. D'un tratto si alz e tir fuori un coltello da sotto il mantello. Roisin si tese, e i suoi scudieri avanzarono di un passo.
Edana si pass la lama sul palmo della mano e, con il sangue che fluiva gocciolando, porse il coltello a Roisin.
Per un momento la donna pi anziana rimase seduta a fissarlo, poi si alz e lo accett, ferendosi il palmo prima di stringere con forza la mano di Edana, il loro sangue che si mescolava.
Giuro di vederti sana e salva in Ardan, e di fare tutto il possibile per aiutarti a reclamare il tuo trono disse.
Pi probabilmente, sai dov' che tu e Lorcan potete trovare la protezione migliore, pens Camlin. Non che restare attaccati a noi garantisca maggiore sicurezza, ma se Rhin ci sta dando la caccia, quante pi spade ci sono e meglio .
Con un sospiro, Roisin torn a sedersi mentre Cian si portava al suo fianco.
Lorcan per rimarr deluso che voi due non condividiate il vincolo delle mani aggiunse Roisin. Credo si sia un po' infatuato di te. Forse potresti non dirglielo per un po', allontanarlo gentilmente.
Proprio in quel momento la porta si spalanc e Lorcan entr a grandi passi, seguito da un guerriero. Il ragazzo era snello, scuro di capelli e con lineamenti fini, grazioso quasi come sua madre. Ah, due delle mie dame preferite sorrise. Mia madre e la mia futura sposa.
Edana lev gli occhi al cielo, e Camlin represse una risata.

6. Rafe.

Rafe avanz nella risacca fino alla cintola e afferr il cadavere che galleggiava fra le onde, con l'asta nera di una freccia che gli sporgeva dal petto. Anche questa  opera di Camlin. Aveva visto il guardacaccia che, sul molo, scagliava una freccia dopo l'altra contro gli uomini di Conall. Una mezza dozzina di altri cadaveri erano stesi sulla spiaggia con frecce di quello stesso colore che sporgevano da una qualche parte del loro corpo. Guard verso il mare, ma la nave su cui erano fuggiti Camlin, Vonn e i loro compagni era scomparsa da tempo, tanto che non era pi neppure un punto nero all'orizzonte.
Cosa ci faccio qui?
La risposta era abbastanza semplice: gli era stato ordinato di venire. A Dun Taras, quando una folla infuriata aveva aperto le porte alla regina Rhin, lui aveva riferito a quest'ultima e al suo contingente di aver visto Edana e i suoi compagni fuggire dalla fortezza. Conall si era subito dato da fare per organizzare un inseguimento, e Braith, il guardacaccia di Rhin, era andato con lui. Avendo bisogno di altri guardacaccia, Braith aveva chiesto che chiunque sapesse gestire un paio di segugi si facesse avanti, e Conall aveva fatto il nome di Rafe. E questo era quanto.
E cos eccomi qui, a centinaia di leghe da casa, su una fredda spiaggia ai confini del mondo.
Grugn trascinando il cadavere a riva: un altro guerriero venne ad aiutarlo mentre lottava per avanzare sui ciottoli. Un cane uggiol nell'annusare il corpo che lui e l'altro guerriero stavano trasportando attraverso la spiaggia per adagiarlo accanto al resto dei morti, oltre una ventina di quanti erano venuti con Conall da Dun Taras.
Quell'Halion sa come maneggiare una spada, glielo devo riconoscere.
Durante lo scontro, Rafe si era trovato su un erto costone che dominava la spiaggia, impegnato a trattenere due cani da caccia al guinzaglio. Braith era stato al suo fianco, e insieme avevano guardato i difensori di Halion tenere la loro posizione sul molo contro forze soverchianti, fino a quando Halion non si era accasciato sulla spiaggia sottostante. Anche allora, il fratello di Conall aveva continuato a combattere, aiutato da alcuni che erano saltati gi per venire a difenderlo. Era stato solo quando Conall lo aveva affrontato e lo aveva stordito che la via verso il molo si era infine sgombrata, ma a quel punto era troppo tardi: Edana e i suoi compagni avevano gi fatto vela insieme a Lorcan, il giovane erede al trono di Domhain.
Uno dei cani gua e gli sfreg il muso contro la gamba. Ecco, prendi, Sniffer disse Rafe, offrendogli una striscia di carne secca di montone prelevata dalla sacca che aveva alla cintura, poi si accoccol e gratt il cane grigio e marrone dietro le orecchie. Immagino che adesso tu voglia tornare a casa aggiunse.
Anch'io. Casa. Dun Carreg. Ardan. Li rivedr mai? I ricordi affiorarono vorticanti dentro di lui, immagini dei lunghi giorni passati nella foresta con suo padre, Helfach il guardacaccia, ad apprendere da lui i segreti della foresta e della terra, come seguire le tracce di una preda e come ucciderla.
Accorgendosi di essersi perso un premio, l'altro cane, Scratcher, si avvicin a sua volta.
Ecco, ce n' anche per te annu Rafe lanciandogli una striscia di carne che Scratcher afferr al volo e inghiott, leccandosi le fauci.
Un martellare di zoccoli sulla spiaggia, alle sue spalle, indusse Rafe a sollevare lo sguardo, e vide Conall tornare accompagnato da una manciata di scudieri.
Adesso Conall era ci che pi lo avvicinava a casa, l'ultimo residuo della sua vita in Ardan. Una parte di lui aveva paura di quel guerriero pronto all'ira e letale, e un'altra parte lo apprezzava per com'era pronto al riso quanto lo era all'ira.  salito molto in alto. Appena poco tempo fa era come me, solo un'altra spada del seguito di Evnis. Conall scese di sella, fissando accigliato chiunque os incontrare il suo sguardo.
Mio fratello? chiese, e gli uomini indicarono Halion, ancora privo di sensi, disteso sulla spiaggia con polsi e caviglie legati. Conall gli si avvicin e indugi a fissarne la forma immobile. Il volto gli si addolc, poi torn a rannuvolarsi, mentre altre emozioni si susseguivano sui suoi lineamenti. Alla fine, la sua espressione si fece di nuovo accigliata.
Hai avuto fortuna? gli domand un guerriero, uno dei capitani della regina Rhin, mentre lo raggiungeva. Tutti i guerrieri che avevano accompagnato Conall erano al servizio di Rhin. Anche se la gente di Dun Taras le aveva aperto le porte, era ancora troppo presto per fidarsi dei guerrieri di Domhain. Non era passato molto tempo da quando gli uomini di Domhain e di Cambren cercavano di uccidersi a vicenda.
Non c' una singola imbarcazione nel raggio di una lega da qui borbott Conall.
Allora ci sono sfuggiti disse il capitano di Rhin.
Sei davvero acuto di mente scatt Conall.
Il capitano si rabbui. La regina Rhin non ne sar contenta. Sono lieto di non essere nei tuoi panni.
Conall lo colp in piena faccia, con violenza. L'uomo incespic all'indietro di un passo, poi croll su un ginocchio.
Neppure io ne sono contento sbrait Conall. Altri guerrieri, compagni del capitano, si mossero a formare un cerchio intorno a lui.
Rafe si alz e avanz di un passo verso di loro. Conall  il solo legame che mi rimanga con la mia patria. Non voglio veder morire anche lui. Uno dei cani emise un latrato sordo.
Conall si gir a fronteggiare i guerrieri che lo circondavano. Nel caso ne abbiate bisogno, vi rammento che sono il reggente della vostra regina e la sua prima-spada. Pos una mano sull'elsa dell'arma, a ricordare come lui avesse sconfitto Morcant per diventare il campione di Rhin.
Non farti coinvolgere, idiota, si disse Rafe. Non vuoi morire su questa fredda spiaggia. I suoi piedi per si stavano gi muovendo, e si fece largo fra i guerrieri, con i cani che lo accompagnavano ringhiando, fino a raggiungere Conall; i due cani lo affiancarono con le zanne snudate.
Ci fu un lungo momento in cui la violenza rimase sospesa in un delicato equilibrio. Si sentivano soltanto il ruggito della risacca sui ciottoli e, in alto, il richiamo di un gabbiano. Poi gli uomini di Rhin cominciarono a girarsi e ad allontanarsi, dapprima uno, poi tutti quanti.
Alzati ordin Conall al guerriero che aveva atterrato, offrendogli il suo braccio.
L'uomo lo fiss, poi gli afferr il polso.
Non  niente, giusto? Ecco, forse avrai un occhio nero per qualche giorno. Una storia con cui ammaliare le dame rise Conall, assestandogli una pacca sulla spalla. Il capitano si allontan brontolando.
Ho visto quello che hai fatto disse quindi Conall a Rafe. Non lo dimenticher.
Rafe scroll le spalle.
Dov' Braith? Se c' qualcuno capace di rintracciare una nave, quello  lui.
 morto rispose Rafe. Camlin lo ha ucciso... Lo ha gettato in mare mentre tu combattevi con Halion.
Davvero? Conall si accigli. Non me lo aspettavo.
Non erano molti quelli che avrebbero potuto tenere testa a Braith.
Neppure io, ma l'ho visto succedere.
Un vero peccato. Non  che tu sai seguire le tracce di una nave, vero?
Rafe inarc un sopracciglio. Dove credi che siano diretti? chiese, mentre entrambi fissavano l'orizzonte vuoto.
Lontano da me ringhi Conall. Da qualche parte lontano da me.
Si sta svegliando avvert un guerriero. Rafe vide che Halion cominciava a muoversi.
Conall si affrett verso di lui, e Rafe lo segu.
Halion era coperto di tagli e ammaccature, con un livido scuro sulla mascella. Le palpebre gli si sollevarono con un fremito.
Acqua chiese con voce rauca.
Conall si inginocchi e gli fece colare sulle labbra un po' d'acqua da una borraccia, un gesto in cui c'era qualcosa di tenero.
Dove sono? domand.
Lo sguardo di Halion si appunt sul mare. Allora sono fuggiti?
S, con il tuo aiuto. Dove sono diretti, fratello?
Non lo so sussurr Halion. Sono solo in fuga... Lontano da te, da Rhin, da Domhain. La meta non era ancora stata decisa.
Menti url Conall, facendosi pi vicino
Credi quello che vuoi ribatt Halion, scrollando le spalle. In un modo o nell'altro, adesso sono al sicuro da te.
Conall lo afferr e lo trasse pi vicino. Devo trovare Lorcan e quella cagna di sua madre sibil, la saliva che gli schizzava dalle labbra.
Halion lo guard con espressione addolorata. Quando sei diventato un assassino di bambini? Lorcan  un tuo parente.
Non ricordi quello che Roisin ci ha fatto? Ha ucciso nostra madre, ci ha scacciati dalla nostra casa.
S... Roisin, non Lorcan.
Anche lei  su quella nave, e Lorcan  suo figlio. Se non ce ne occupiamo adesso, un giorno mi verranno a cercare. Non intendo passare il resto dei miei giorni a guardarmi alle spalle, e non perder il sonno per aver versato il loro sangue. Di nessuno dei due.
Cosa ti  successo, Con?
A me? Guardati... Impegnato a inchinarti e a strisciare davanti a una ragazza viziata, a combattere in difesa dell'assassina di nostra madre. Non sono io quello che  cambiato.
Ho prestato un giuramento a re Brenin, e non intendo infrangerlo per nessuno. Neppure per te, Con. A quel punto, Conall fece una pausa e si limit a fissare Halion, con un muscolo che gli si contraeva all'interno della guancia. Poi estrasse il coltello e tagli la corda che legava le caviglie del fratello.
In piedi. Ti riporto da Rhin. Vedrai quanto tempo ti ci vorr a dirle tutto quello che sai.  pi persuasiva di quanto tu possa immaginare.
Alzandosi in piedi, Halion vide Rafe.
Allora sei ancora vivo gli disse.
S. Sono duro da uccidere, io. L'ultima volta che Rafe aveva parlato con Halion era stato nella tenda di Edana, quando Rafe era stato catturato lungo il confine di Domhain. Quel ricordo dest in lui un'ondata di rabbia... L'immagine di Corban, Dath e Farrell che lo guardavano sogghignando, e di Edana che lo squadrava dall'alto in basso, giudicandolo.
Le cose sono cambiate dall'ultima volta che ti ho visto comment, mentre Halion veniva sospinto verso un cavallo.
Ed  probabile che cambino ancora, prima che tutto questo sia finito ribatt Halion con fare circospetto.
Questo cosa dovrebbe significare?
Preparatevi ordin Conall. Seppelliremo i nostri morti, poi faremo ritorno a Dun Taras.
Uno dei cani uggiol nel fissare il mare, il corpo teso e rigido.
Qualcosa sobbalzava sulle onde, una chiazza scura in mezzo alla spuma e al grigiore del mare.
Un altro corpo?
Rafe si addentr nella risacca. Decisamente, un altro corpo. Poteva vedere gli arti, una massa di capelli. L'acqua gli arrivava ormai alla vita quando lo raggiunse... Poi si immobilizz.
Era Braith.
Pallido, con la pelle bluastra, aveva fra il collo e la spalla una grande ferita che sanguinava ancora, tingendo di rosa la spuma del mare. Rafe lo afferr e cominci a trascinarlo verso la riva.
Poi Braith gemette.

7. Tukul.

Tukul lev in alto la testa mozzata, tenendola per una manciata di capelli neri, e la contempl con aria cupa. Apparteneva a una giovane guerriera Jehar, anche pi giovane del suo Gar, e adesso i suoi occhi lo fissavano vuoti e privi di vita.
Eri una mia sorella di spada. Una guerriera allevata per la battaglia, addestrata alla rettitudine, e tuttavia hai concluso la vita come serva di Asroth, un suo strumento. Scosse il capo, sopraffatto da un'ondata di compassione per la sorella di spada morta, consapevole della vergogna che lei avrebbe portato con s oltre il ponte delle spade. I sentimenti si trasformarono rapidamente in rabbia non appena i suoi pensieri si spostarono su Sumur. Quello stolto orgoglioso ha seguito un Kadoshim che ha condotto il mio popolo al disonore. Con un ringhio, depose la testa in una sacca da sella insieme a quelle degli altri Kadoshim che erano stati uccisi durante l'attacco notturno. Un memento per tutti noi del prezzo che questa Guerra degli Di ci coster.
Che ne facciamo di questi? chiese Gar indicando, mentre Tukul si soffermava a contemplare i cadaveri decapitati dei Kadoshim uccisi. Tukul si gir a guardarlo. Quanto sei cresciuto, figlio mio. Sei forte, e hai una buona dose di saggezza insieme a un misto di orgoglio e umilt. Fai librare di gioia il mio cuore. Aveva spesso immaginato a occhi aperti che sorta di uomo suo figlio sarebbe diventato, ma la realt era ancora migliore. Sei pi pronto al sorriso del resto di noi, ma questo non  un male. Oggi per non sorridi, e credo non lo farai pi per un po'. Il cordoglio spiccava recente e intenso sul volto di Gar. La morte della madre di Corban lo aveva colpito duramente.
Vita e morte, dolore e gioia, fa tutto parte della strada che Elyon ha steso dinnanzi a noi. Nondimeno, si accigli, desiderando di poter attenuare la sofferenza di suo figlio. Un compito impossibile, pens, ricordando la morte di sua moglie Daria, e sentendosi assalire di nuovo da una vaga eco della disperazione che aveva provato quando lei se n'era andata. Tenermi impegnato  stato ci che mi ha mantenuto sano di mente in quei giorni oscuri, nel qual caso Gar si rimetter presto. Stiamo entrando nell'Era della Guerra degli Di e questo dovrebbe tenerci tutti abbondantemente impegnati. Riport lo sguardo sui corpi sparsi sul terreno. Pensavo che ci dovremmo lasciare dietro qualcosa che serva da monito per coloro che ci seguono, Calidus e i suoi seguaci. Una sorta di avvertimento.
Si guard intorno, notando una macchia di alberi agitati dal vento vicino al ruscello. Laggi disse, e procedettero a trasportare i corpi fino agli alberi, oltrepassando Corban che sedeva accanto al tumulo di sua madre con lo sguardo perso nel vuoto.
Ha molte cose a cui pensare, non ultima cosa fare dell'insolita banda di guerra che gli si  formata intorno.
Tukul aveva visto lo sgomento di Corban, quando si era reso conto che tutti aspettavano una sua decisione.
Da quando si erano incontrati nelle segrete della fortezza della regina Rhin, Tukul aveva studiato Corban con l'intensit derivante dalle aspettative di tutta una vita. Lui  il Seren Disglair, l'Astro Splendente, l'avatar prescelto da Elyon per arginare la marea di Asroth e delle sue legioni del Sole Nero. Come pu un uomo tollerare un simile fardello? Tuttavia Tukul provava nei confronti di quel giovane una fiducia che derivava non soltanto dalla sua fede, ma anche da ci che gli dicevano i suoi occhi e il suo istinto. Non vuole guidarci, e questo  un buon inizio, perch solo i vanesi e gli stolti ambiscono a una simile responsabilit.  leale all'eccesso, disposto a marciare per mezzo migliaio di leghe, fin dentro una fortezza dei giganti, pur di ritrovare sua sorella, il tutto respingendo i consigli di Meical. Essere in disaccordo con un angelo guerriero non pu essere stato facile. Queste erano tutte cose che gli piacevano in Corban.
Sta bene? domand a Gar.
Suo figlio scroll le spalle. S rispose semplicemente. Ha perso molto e imparato molto. Mi fido di lui.
Mi basta sorrise Tukul. Era impaziente di sentire cosa avrebbe deciso Corban. Mi dir qualcosa di pi su quest'uomo che ho giurato di seguire. Per  bene che prenda presto una decisione, perch non possiamo restare qui ad aspettare che i Kadoshim e i Benothi si abbattano su di noi come un martello. Intorno a lui, il campo era stato smontato, i cavalli erano sellati e pronti, il bagaglio caricato, il fuoco spento, e i giganti erano raccolti in un gruppo, in attesa, con alcuni dei bambini che facevano la lotta sull'erica.
Aiutatemi ordin, issando il cadavere di un Kadoshim fra i rami di un albero. Altri Jehar si affrettarono a dargli una mano. Alla fine, lui indietreggi e contempl il loro operato' con le mani sui fianchi. Baster.
Un mormorio si lev intorno a lui, e nel girarsi vide Corban chinarsi a raccogliere un fiore di cardo viola. Se lo premette contro le labbra, poi lo depose con tenerezza sul tumulo mormorando qualcosa prima di risollevarsi e di dirigersi a grandi passi verso lo stallone che sua sorella Cywen tratteneva per le briglie.
Dove andiamo? chiese Meical mentre il giovane guerriero montava in sella.
Corban trasse un profondo respiro e lasci scorrere gli occhi su quanti gli si erano raccolti intorno, prima di puntarli su Meical.
Non lo so.
Cal il silenzio.
Non  la risposta che speravo.
Tu mi hai consigliato di andare a Drassil continu Corban. Mentre riflettevo sul tuo suggerimento, che probabilmente  valido, anche se io non capisco niente di profezie, antiche foreste e fortezze, il cuore mi ha sussurrato una cosa. Tu hai pronunciato un giuramento di fedelt a Edana, mi ha detto.
Ti ho consigliato di andare a Drassil per un motivo soltanto ribatt Meical, parlando lentamente ed esercitando un notevole autocontrollo. Si tratta della profezia. Devi andare l.
Tukul vide Corban lanciare una rapida occhiata a Gar.  incerto. Cerca rassicurazione.
Abbiamo gi perso molto tempo e realizzato ben poco aggiunse Meical vedendo l'esitazione di Corban. E nel frattempo Asroth si sta muovendo.
Realizzato ben poco? Corban riport di scatto lo sguardo su di lui. A te pu anche non sembrare molto, nello schema generale delle cose, ma io ho realizzato ci che mi ero proposto di fare. Mia sorella  al sicuro.
Non  al sicuro, nessuno lo . Tu dovresti saperlo meglio di chiunque altro... ti sei trovato al cospetto dello stesso Asroth. Devi sapere cosa c' in gioco.
Corban annu. Lo so. E sei stato tu a salvarmi, a tirarmi fuori dalla sala del trono di Asroth sotto i suoi stessi occhi quando lui stava per strapparmi il cuore. Poi mi hai seguito al Nord, e mi hai aiutato a salvare Cywen da Nathair e Calidus. Cerc la sorella. Per questo, ti sar per sempre grato.
Non cerco ringraziamenti o elogi rispose Meical. Cerco la vittoria. Siamo in guerra contro un nemico molto pi potente e malvagio di quanto tu possa mai immaginare, e temo che un altro ritardo nel Sud possa significare la nostra sconfitta.
So cosa mi hai consigliato. A causa della profezia che riguarda questi tempi, e me... Lasci la frase in sospeso. Come hai detto, ho visto Asroth, e so quale terribile malvagit si stia risvegliando. L'ho vista con i miei occhi, e deve essere fermata. Guard a nord, verso Murias. Non sono dotato di grande saggezza...
Tukul sent un colpo di tosse, e vide Brina fissare Corban con un sorriso che le contraeva le labbra.
Ci sono per delle cose che so, prosegu Corban cose a cui mi sono aggrappato nei momenti bui che io... noi... abbiamo gi affrontato. Accenn con la mano ai suoi amici. Famiglia. Amicizia. Lealt. Queste cose sono state la stella che mi ha guidato, la mia luce in questi tempi di oscurit. Guard verso il tumulo di sua madre, vicino al ruscello.
Poi si blocc e incontr lo sguardo di Meical.
Edana ha mandato il corvo Fech a cercarmi, perch mi riferisse quello che  successo in Domhain e che lei era in fuga verso Ardan. Mi ha chiesto di rintracciarla, se possibile. Scroll le spalle. Il mio cuore dice che dovrei farlo. Le ho giurato fedelt.
Tukul incontr lo sguardo di Gar e annu. Questo ragazzo mi piace. Aveva sentito il proprio spirito entusiasmarsi nell'ascoltare le parole di Corban, anche se pareva che si stesse preparando a respingere il suggerimento di Meical, cosa che, nella sua esperienza, non andava mai a finire bene. Per mi piace quello che provo. Spero che, al suo posto, avrei detto esattamente la stessa cosa, anche se  un po' preoccupante che Corban paia preferire i consigli di un vecchio corvo a quelli del sommo capitano dei Ben-Elim.
Questa volta, Corban, il tuo cuore ti inganna dichiar Meical. Passione, emozione, sono le benedizioni che Elyon ha elargito alla vostra razza, ma possono accecarvi nella misura in cui vi guidano. Devi andare a Drassil.
Una domanda ritorse Corban. Il nostro viaggio fino a Drassil. Come faremmo ad arrivarci?
Punteremmo a sud fino al fiume Afren, poi a est in Isiltir. Al di l di Isiltir ci sono la foresta di Forn e Drassil.
Il fiume Afren, che scorre attraverso Boscoscuro, segnando il confine fra Narvon e Ardan?
S.
 quello che pensavo annu Corban. Quindi il nostro percorso sarebbe lo stesso per un centinaio di leghe, che si vada in Ardan o a Drassil.
Infatti.
Allora dirigiamoci a sud. La decisione in merito alla nostra destinazione finale pu attendere per un po', mentre ci riflettiamo sopra.
Meical si accigli.
Meical vuole che lui ci guidi, che sia deciso, pens Tukul, ma  molto da chiedere a un ragazzo tanto giovane, che per di pi non  abituato a guidare gli altri. Forse ha bisogno di tempo per abituarsi al peso che ora porta.
Meical studi Corban per un lungo istante, la sua espressione chiusa e indecifrabile quanto quella di un qualsiasi Jehar. Allora andremo a sud.
Corban sorrise, il sollievo dipinto sul volto, poi diede di sprone allo stallone e si diresse verso i giganti, fermandosi davanti a Balur.
Se andiamo a sud, questo non significa che stiamo fuggendo da Nathair e dai Kadoshim, o da questa guerra.
 la Guerra degli Di. Non c' un luogo in cui fuggire rispose Balur, scrollando le spalle massicce.
La Guerra degli Di... s. Non sto fuggendo. Nathair ha ucciso mio padre, bruciato la mia casa, e adesso mia madre... Serr i denti, il cordoglio che si mescolava all'ira sul suo volto. Nathair e quanti cavalcano con lui sono una pestilenza che si diffonder ovunque, se non viene fermata. Intendo combatterli, con tutti i miei mezzi. Non ho mai incontrato prima un gigante, e non capisco le vostre usanze, non so niente di te e del tuo popolo, se non che un tempo eravamo nemici. Adesso per tu sei nemico del mio nemico, e apprezzerei la tua compagnia, se scegliessi di venire con noi.
Balur guard verso la gigantessa al suo fianco, Ethlinn, poi fece scorrere lo sguardo sul resto del gruppo prima di riportarlo su Corban.
 passato molto tempo dall'ultima volta che abbiamo visto le terre del Sud. Credo che verremo con voi, almeno per un po'.
Con sorpresa di Tukul, Corban protese il braccio, cupo in volto, e offr a Balur la stretta di mano dei guerrieri. Il gigante rimase interdetto per un attimo, poi avvolse la mano massiccia intorno al braccio di Corban.
Ottimo. Allora andiamo grid Meical, e d'un tratto furono tutti in movimento, con i Jehar che montavano in sella e i giganti che facevano tremare il terreno con i loro passi.
Coralen, vai in esplorazione, e prendi con te chi vuoi ordin Corban.
Coralen lo fiss, inarcando un sopracciglio.
Prender Dath annu poi, cosa che le procur un'occhiata sconvolta da parte di Dath, e una accigliata da Farrell. Enkara chiam quindi, rivolta a uno dei Jehar che facevano parte dei Cento, quelli che tanti anni prima avevano lasciato con Tukul le bianche mura di Telassar. E Tempesta, se posso.
Corban mormor qualcosa, e il suo wolven si avvicin a Coralen. Anche il tuo corvo aggiunse Coralen rivolta a Brina.
Stanco gracchi il volatile, dalla spalla della guaritrice.
Muoviti scatt Brina, spingendolo a spiccare il volo.
Mentre si allontanavano, Tukul si guard alle spalle, vide il terreno appiattito dove si erano accampati, i tumuli di pietre vicino al ruscello e, sopra di essi, come lacere bandiere agitate alla brezza, una ventina di corpi decapitati che pendevano dalla macchia di alberi, vuoti sacchi di pelle e ossa.
Un monito per quanti ci inseguono. Non  tanto facile intimorirci, neppure per i temuti Kadoshim.

8. Cywen.

Cywen cavalcava accanto a Corban, alla testa della loro strana banda di guerra, con Buddai che le correva accanto. Era l'altosole, con il cielo di un azzurro limpido e una brezza fredda che soffiava da est. Lanci un'occhiata a Corban. Questo  davvero il mio fratellino? L'ultima volta che l'ho visto aveva appena superato le prove di guerriero e la Lunga Notte, e adesso eccolo dare ordini a una banda di guerra che include Jehar e giganti. Molte cose sono cambiate. Corban era pi alto, pi ampio di torace e di spalle, e sedeva in sella a Scudo con la grazia rilassata di un guerriero.
Perfino il suo volto era cambiato: era pi sottile e affilato, con l'ombra di una corta barba che gli ombreggiava la mascella. Ed era pallido, con aloni scuri sotto gli occhi cerchiati di rosso, segno evidente del suo dolore. Un dolore condiviso.
Mamma.
Nel pensare a lei, Cywen avvert l'onda scura di cordoglio che si annidava nella sua anima, sotto a tutto il resto. Allung una mano verso la cintura con i coltelli da lancio che era appartenuta a sua madre e che ora portava di traverso sul torace. Era la sola cosa che le rimanesse di lei.
Separate per tanto tempo, abbiamo avuto solo pochi momenti insieme prima che... L'immagine di Calidus che abbatteva sua madre le riemp la mente, dolore e ira le crebbero dentro come una cosa fisica che le tolse il respiro.
C'erano cos tante cose che le volevo dire e che mi sono state rubate da Calidus. Ricordava di essersi accoccolata e di aver accarezzato il volto di sua madre, cercando di pulire il sangue che le colava dalla bocca.
 colpa mia se  morta. Sarebbe ancora viva, se non fosse venuta a liberarmi. Pass una mano sulle lacrime che le scivolavano lungo le guance e serr gli occhi.
Libera. Grazie, mamma, non sprecher il tuo dono.
Si guard intorno, osservando la circostante, desolata distesa di colline ondulate coperte di erica e di ginestrone, e inspir una profonda boccata d'aria. Libera. Nonostante il senso di colpa, non riusc a trattenere il sollievo che provava per esser sfuggita a Nathair e a Calidus. Il loro ricordo le provoc un brivido.
Poi avvert una sorta di formicolio, e si rese conto che Corban la stava osservando.
Abbiamo molto di cui parlare.
Infatti convenne Cywen. Ho cos tante domande. Da dove cominciare?
Ti hanno fatto del male? domand Corban, il volto increspato da preoccupazione e timore.
Del male? No. Hanno fatto un sacco di minacce, e all'inizio mi hanno legato i polsi perch ho cercato di scappare... o di uccidere qualcuno.
Quelle parole strapparono un sorriso a Corban. Chi?
Cywen dovette pensarci su per un momento. Le pareva fosse passato cos tanto tempo. Morcant. Conall. Rafe.
Tutta gente che vale la pena di uccidere comment Corban. Per non ti hanno fatto del male?
No. Cywen ripens alle sue guardie, Veradis e poi quel gigante tormentato, Alcyon. Il volto di Veradis le aleggi nella mente, cos serio e determinato, e le riport alla memoria una delle ultime volte che lo aveva visto. Lui le aveva detto dei corpi fra le montagne, quando era stata tormentata dalla preoccupazione che Corban o sua madre potessero essere fra i morti. Heb e Anwarth, mi ha detto Veradis. Non Corban o la mamma. Informarla era stato un atto gentile.
Heb  morto disse.
S replic Corban, il volto che gli si contraeva al ricordo. Brina l'ha presa male.
Pare lo abbia fatto anche tu.
Mi piaceva rispose Corban. Eravamo diventati amici. Tutti noi lo siamo diventati, viaggiando insieme. Come fai a saperlo?
Me lo ha detto Veradis... Per un po'  stato lui a sorvegliarmi, insieme ad Alcyon. Mi hanno trattata bene spieg Cywen.
Veradis e Alcyon?
La prima-spada di Nathair e il gigante suo compagno. Spero che Alcyon stia bene, pens, corrucciandosi per la natura delle sue riflessioni.  stato lui a catturarmi, ma alla fine mi ha liberata, ha spezzato le mie catene e mi ha nascosta a Calidus. Alcyon e Balur avevano combattuto, e alla fine Balur aveva scaraventato Alcyon al suolo, sottraendogli l'ascia nera.
Corban inarc un sopracciglio. Credo di aver incontrato anche Veradis, in Domhain. Voleva combattere con me.
Cywen all'idea avvert una fitta di... qualcosa di indefinito. Preoccupazione? Per Corban, naturalmente. C'era per qualcosa di pi di questo, ma scelse di non rifletterci sopra.
Abbiamo cominciato dalla met osserv. Raccontami tutto dal principio. Da Dun Carreg. Eri con pa' quando...? Ancora adesso, dopo essere stata testimone di tanta guerra, sofferenza, morte, e anche peggio, non riusciva a indursi a proferire quelle parole.
Ero con lui. Rafe e Helfach mi hanno impedito di aiutarlo rispose Corban, cupo in volto.  stato Nathair a uccidere nostro padre.
Nathair. E Calidus aveva ucciso la mamma. Un giorno... disse a Corban, portando una mano ai coltelli. Lui annu, comprendendo cosa intendesse dire.
Poi parl per un po' della sua fuga attraverso le gallerie sottostanti Dun Carreg, di come aveva navigato fino a Cambren e di tutto quello che era successo a lui e ai suoi compagni. Le disse di aver visto Rafe fra i prigionieri, in Domhain, e di come lui l'avesse avvertito che lei, Cywen, era viva. Parl di come lui e pochi altri si fossero messi in marcia per venire a salvarla. Quando arriv a parlare di come fosse stato catturato da Braith e portato al cospetto della regina Rhin, a Dun Vaner, esit.
Cosa  successo l? lo incalz Cywen.
Sono stato salvato spieg Corban, scrollando le spalle. Meical e Tukul stavano seguendo le mie tracce e sono arrivati a Dun Vaner, anche se  stato Farrell ad abbattere la porta della mia cella con il martello di pa'. Sorrise al ricordo.
E Tukul  il padre di Gar disse Cywen, che si stava ancora abituando alla cosa.
S. Riesci a crederci... Gar uno dei Jehar? Tukul e Gar cavalcavano poco pi avanti, affiancati su ambo i lati da una ventina di Jehar.
I Jehar. Sono bravissimi con i cavalli. Akar mi ha aiutata, ha guarito Scudo, che  rimasto ferito da una freccia nella battaglia in cui Rhin ha sconfitto Owain.
Non credo che lui e Gar vadano molto d'accordo osserv Corban, protendendosi in avanti sulla sella per passare una mano sulla cicatrice che segnava la spalla di Scudo.
I Jehar... ti rispettano, e parecchio. Cywen aveva sorpreso pi di uno Jehar a fissare Corban con un'espressione quasi reverenziale sul volto. Aveva anche scoperto che Corban era il motivo per cui Nathair e Calidus l'avevano trascinata attraverso met delle Terre dell'Esilio: lei era sua sorella, e speravano di poterla usare come esca. Avevano ragione, a pensarci bene. Ma perch? Perch volevano cos tanto mettere le mani su Corban? Chi  che tutti credono tu sia, Ban? E chi  Meical? Si comportano tutti come se fossi tu il capo.
Corban distolse lo sguardo, mostrandosi imbarazzato. Questo ti suoner molto strano. Meical  uno dei Ben-Elim.
Cywen trov difficile non apparire scettica. Un angelo di Elyon? Uno dei Fedeli?
S.
Due giorni prima, Cywen avrebbe riso di una simile affermazione, ma da allora aveva visto i Kadoshim uscire dal calderone, e adesso il mondo era un posto diverso.
D'accordo disse, soppesando le parole. Continua.
Lui e i Jehar mi chiamano il Seren Disglair. Ricordi la profezia di cui ci ha parlato Edana? Sembra siano passati mille anni da allora. Elyon e Asroth, la loro imminente battaglia, la Guerra degli Di, i loro campioni...
S. Cywen annu con aria dubbiosa, chiedendosi cosa stesse succedendo.
Corban si mostr ancora pi imbarazzato, e rifiut di incontrare il suo sguardo. Seren Disglair  come i Jehar chiamano l'Astro Splendente, il campione di Elyon di cui si parla nella profezia, nemico di Asroth. E a quanto pare si tratta di me.
Cywen stava contemplando le fiamme del fuoco da campo.
Il mondo  impazzito. Mio fratello, il campione di Elyon. Scoppi in una risata nervosa, ricordando una quantit di momenti... Il giorno in cui Corban si era lacerato il mantello nel Baglun, lo stesso in cui lei aveva attaccato Rafe per difenderlo. Corban che sgusciava nella capanna di Brina, che portava a casa Tempesta, ancora cucciola, loro due che duellavano con un paio di bastoni nel loro giardino, il momento in cui lo aveva visto insieme ai soccorritori, a Boscoscuro, quando lo aveva visto sottoporsi alle prove di guerriero e alla sua Lunga Notte. E tuttavia adesso erano seduti in una terra sconosciuta con alcuni giganti Benothi alla sua sinistra, mentre altrove i guerrieri Jehar si prendevano cura delle loro armi.
Come siamo arrivati a questo? chiese a Buddai, che giaceva disteso accanto a lei, la grossa testa appoggiata sulle sue gambe.
Alcune figure emersero dall'oscurit e le sedettero accanto. Erano Dath e Farrell, e con loro c'era qualcun altro, quella ragazza dai capelli rossi, Coralen. La guerriera estrasse la spada, pass il pollice lungo il filo della lama, poi tir fuori dal mantello una pietra per affilare e cominci a passarla.
Hai un'aria familiare le disse Cywen. C'era qualcosa nel taglio della mascella, nella sicurezza dell'andatura e nel suo portamento...
Lei  la sorellastra di Halion e di Conall intervenne Farrell.
Posso rispondere da me scatt Coralen.
Allora si tratta di questo riflett Cywen. Conall  stato la mia guardia per qualche tempo. Non siamo andati molto d'accordo.
Coralen si limit a fissarla, il volto una maschera di freddezza.
Ha cercato di uccidermi, due volte continu Cywen, senza sapere bene perch lo stava facendo. Nell'espressione impassibile di Coralen c'era qualcosa che la irritava. A essere onesti, per, anch'io stavo cercando di ucciderlo. La prima volta l'ho spinto gi da un muro, e la seconda gli ho piantato in corpo un coltello.
Il bagliore di una qualche emozione, forse rispetto, fluttu sul volto di Coralen e subito scomparve. Sei fortunata a essere viva osserv. Non sono molti quelli che sopravvivono per raccontarlo, una volta che Con ha deciso che sono pronti per la tomba.
Tu non hai visto quello che Cywen sa fare con un coltello ribatt Dath, e in quel momento Cywen lo trov molto pi simpatico. Coralen la fiss, poi torn a concentrarsi sull'affilare la spada.
Dath pass a Cywen un otre di qualcosa, che lei annus con sospetto... Idromele?
Dove lo hai preso?
L'ho salvato dalle scorte di Rhin, a Dun Vaner sorrise Dath. Adesso  tutto quello che rimane.
 roba buona, comment Farrell soprattutto in una notte fredda come questa. Si rimosse il martello da guerra dalla schiena e l'appoggi sull'erba, accanto a s, battendo senza rendersene conto un colpetto affettuoso sulla sua testa di ferro.
Quello era il martello da guerra di pa', realizz Cywen, sentendo il dolore della perdita crescerle nel petto. Di nuovo. Bevve un sorso di sidro, e il sapore del miele si combin nel suo ventre con un piacevole calore.
 bello riaverti con noi le disse Dath, protendendosi a stringerle il polso con la mano. Cywen contrast l'impulso di ritrarsi, mentre lottava contro le lacrime che minacciavano di sgorgarle dagli occhi.
Trasse un profondo respiro.
 bello essere qui rispose. Il suo sguardo vag sui fuochi che punteggiavano il loro campo. Vide Corban emergere dall'oscurit con Gar e Tukul al suo fianco, e andare a sedersi accanto a Meical, che era impegnato a parlare con Akar. Tempesta si aggirava guardinga alle loro spalle, al limitare del cerchio di luce del fuoco.
Oggi Corban mi ha confidato alcune cose strane, quello che i Jehar dicono di lui.
 stato Gar a dare inizio al tutto. In un primo momento abbiamo pensato che fosse diventato matto spieg allegramente Dath. Poi Corban si  fatto catturare da Rhin, e una banda di guerra Jehar  arrivata e ha scaraventato i suoi guerrieri nei sette inferni. Loro chiamano Corban le Sette Disgrazie, o qualcosa del genere...
Il Seren Disglair lo corresse Coralen, senza perdere il ritmo dei suoi movimenti con la pietra per affilare.
Quello che . Dath scroll le spalle. Comunque sia, a me quei Jehar sembrano sull'orlo.
Sull'orlo di cosa? domand Coralen.
Della follia. Questo mi preoccupa.
Coralen scoppi a ridere, e una goccia di calore sciolse il gelo del suo volto, appena per pochi momenti.
Tu ci credi? chiese Cywen. Credi che Corban sia questo Seren Disglair?
S rispose senza esitazioni Farrell. Tutti lo fissarono.
In quanto sta succedendo c' molto di pi di qualche contrasto di frontiera e una regina assetata di potere spieg lui, notando gli sguardi interrogativi. Pensate a quello che noi tutti abbiamo visto a Murias. Quelli che sono usciti dal calderone erano i Kadoshim...
Dath rabbrivid e tracci un segno di protezione contro il male.
Asroth ed Elyon, il Flagello, i Ben-Elim e i Kadoshim... Noi tutti abbiamo sentito quelle storie.
S, favole dichiar Dath.
Di solito, dove c' fumo c' anche fuoco. Farrell scroll le spalle. Quello che voglio dire  che sta succedendo qualcosa di grosso, e bisognerebbe essere uno stolto per ignorarlo. Guard esplicitamente in direzione di Dath. Quindi Corban  parte di questo. E perch no? Spiegherebbe un sacco di cose, come il perch siamo qui, con giganti e Jehar tutt'intorno a noi e i Kadoshim una dozzina di leghe alle nostre spalle. Inoltre, se qualcuno deve essere questo Seren Disglair, per quanto mi riguarda sono contento che sia Corban.
Cosa intendi? domand Cywen. Si accorse che Coralen stava fissando intensamente Farrell.
Lui  il migliore tra noi spieg Farrell, con una scrollata di spalle.  sincero, coraggioso, equo. Leale. Lo seguirei in qualsiasi battaglia.
In quel momento, alcune voci attrassero l'attenzione di Cywen... Corban e Meical. Senza riflettere, si alz e si diresse verso di loro, sedendosi accanto al fratello.
Non dico di aver deciso di andare da Edana e non a Drassil stava chiarendo Corban. Quello che dico  che ci vedo fare qualcosa di molto buono aiutandola, se decideremo di andare da lei. Rhin  nostra nemica, una serva di Asroth. Se possiamo aiutare Edana a sconfiggerla, per noi sar una grande vittoria.
Rhin  un nemico, rispose Meical, parlando lentamente, come se stesse scegliendo con cura le parole ma non  il nemico. Per sconfiggere Asroth devi andare a Drassil.
Perch?
Perch la profezia dice che andrai l, e che Drassil  dove i nemici di Asroth si raduneranno intorno a te.
Ho sentito parlare molto di questa profezia, osserv Corban ma non ho ancora avuto modo di conoscerne il testo.
Questa  una cosa a cui posso porre rimedio. Meical infil una mano nel mantello e tir fuori un contenitore di cuoio rotondo. Sciolse il laccio che lo teneva chiuso e ne sfil una pergamena che scricchiol quando la srotol. Tutti si raccolsero intorno a loro per ascoltare.
Eterna lotta fra il Devoto e il Caduto,
Infinita collera scatenata sul mondo degli uomini.
Il Portatore di Luce alla ricerca di carne dal calderone,
per spezzare le sue catene e muovere di nuovo a guerra.
Due nati da sangue, polvere e ceneri saranno i campioni
delle Scelte di Oscurit e Luce.
Il Sole Nero precipiter la Terra nel sangue,
l'Astro Splendente con i Tesori dovr ricongiungersi.
Li riconoscerai dai loro nomi...
Sterminatore del Sangue, Vendicatore del Sangue, Amico dei Giganti, Cavalcadraig,
Potere Oscuro contro Portatore di Luce.
Uno sar la Marea, uno la Roccia nel turbinoso mare.
Di fronte a uno si ergeranno tempesta e scudo,
di fronte all'altro Vero Cuore e Nero Cuore.
Accanto a uno cavalcher l'Amato, accanto all'altro la Mano Vendicatrice.
Dietro uno, i Figli del Possente, i giusti Ben-Elim, riuniti sotto il Grande Albero.
Dietro l'altro, gli Empi, spaventosi Kadoshim, che tentano di attraversare il ponte,
di costringere il mondo in ginocchio.
Meical fece una pausa, lasciando scorrere lo sguardo sui volti raccolti intorno al fuoco.
Il Sole Nero precipiter la terra nel sangue sussurr Dath a Farrell, e la sua voce suon nitida nel silenzio. Non mi piace molto come suona.
C' dell'altro avvert Meical, e continu a leggere.
Cercali quando l'alto re chiamer, quando i guerrieri ombra cavalcheranno,
quando Telassar dalle bianche mura si svuoter, quando il libro verr trovato al Nord.
Quando i wyrm bianchi usciranno dal nido,
quando il Primogenito riprender ci che era perso, e i Tesori interromperanno il loro riposo. Cielo e terra grideranno allarme, annunceranno questa Guerra dei Dolori.
Lacrime di sangue versate dalle ossa della Terra, e all'apice di Mezzo Inverno il giorno lucente diverr notte fonda.
Il silenzio cal su tutti quando Meical fin di leggere, interrotto solo dal sibilare e crepitare delle fiamme.
Tempesta e scudo sussurr Corban.
Infatti annu Meical. Quindi, come vedi, sei tu l'Astro Splendente, il nostro campione.
Tutto questo potrebbe essere vero, pens Cywen. Mio fratello, il campione di Elyon. Era pi facile crederci, seduta l nel buio intorno a un fuoco tremolante, in compagnia di Ben-Elim e di giganti.
Perch? chiese Corban
Perch cosa? controbatt Meical.
Perch io? Perch sono questo Astro Splendente? Perch non Edana, o qualche principe o re? Io, il figlio di un fabbro, un ragazzo la cui sola ambizione era quella di diventare un guerriero e di servire il suo re.
Non posso rispondere a questa domanda replic Meical. So soltanto che si tratta di te. Perch sia cos non ha importanza, perch non cambier niente. A volte,  meglio accettare ci che  e fare quello che  necessario.
Corban annu con aria pensosa. Quando  stata scritta la profezia? domand ancora.
Duemila anni fa replic Meical.
Corban esal un lungo respiro. Duemila anni fa. Il nostro destino  stato deciso duemila anni fa. Il mio destino... Guard Meical con un'espressione che oscillava fra il dubbio e la speranza. Quindi, se  stato profetizzato che sono l'Astro Splendente, allora significa che vinceremo?
La profezia non dice chi vincer, solo chi combatter.
Un vero peccato borbott Dath.
Per dice che devi andare a Drassil aggiunse Meical.
Drassil  il Grande Albero? domand Corban.
S.
Il testo  un po' vago sul perch dovrei andarci.
L i Ben-Elim si raduneranno intorno a te. E se questa non  una ragione abbastanza valida, allora ce ne sono altre.
Per esempio?
La lancia di Skald.
Allora  ancora l? tuon una voce profonda, accanto a Cywen, provocandole un sussulto. Era Balur, che avanz nel cerchio di luce.
S conferm Tukul. Ho lasciato l dieci dei miei fratelli di spada a sorvegliarla.
Dieci non  un gran numero osserv Balur.
No, non lo  convenne Meical. Un motivo in pi per tornare l il pi in fretta possibile.
Cos' la lancia di Skald? domand Corban.
 uno dei Sette Tesori rispose Meical. Skald era il sommo re dei giganti, al tempo in cui c'era soltanto un unico clan.
S, prima dello Scisma conferm Balur. La lancia non era sua.  stata usata per ucciderlo e lasciata nel suo corpo. Da allora,  sempre stata chiamata la lancia di Skald.
 ancora nel suo corpo, o in quel che ne rimane aggiunse Tukul. Non l'abbiamo rimossa.
Prima hai parlato di Sette Tesori osserv Corban. Sono stati forgiati dalla pietrastella?
S,  cos disse Balur.
Il calderone  il pi potente. Insieme, i Tesori possono formare una porta fra l'Oltremondo e questo mondo della carne spieg Meical, catturando lo sguardo di Corban con il proprio.  per questo che Calidus li cerca. Uno  il calderone, un altro  l'ascia. Per sventare i piani di Asroth  necessario distruggerli.
Noi per abbiamo l'ascia. Distruggiamola adesso... Se Asroth ha bisogno di tutti i Sette Tesori, in questo modo sar gi sconfitto sugger Corban, in tono eccitato. Possiamo far finire tutto questo adesso.
Non  tanto semplice ribatt Meical. Per poter essere distrutti, i Tesori devono essere riuniti tutti insieme.
In queste cose c' sempre un inghippo borbott Dath. Coralen gli assest un pugno su una spalla.
Quindi Calidus ha il calderone, e noi abbiamo l'ascia.
E anche la lancia. A Drassil aggiunse Tukul.
Adesso capisci? Chiese Meical a Corban. Ci sono validi motivi per andare a Drassil. La lancia deve essere messa al sicuro.
Corban appunt lo sguardo sul fuoco. Quello che dici ha senso.  solo che... ho giurato.
Ci sono altre alternative sugger Meical. Manda un messaggio a Edana. Forse lei si unir a noi. Il pericolo risiede nello sprecare tempo, Corban. Il mondo non rimarr fermo ad aspettarti. Asroth si sta muovendo. Anche Calidus  alla ricerca di Drassil. Finora non  riuscito a trovarla, ma  solo questione di tempo.
Non voglio infrangere il mio giuramento.
Cywen vide un susseguirsi di emozioni che si avvicendavano sul volto del fratello: dubbio, ira, dolore, che infine cedettero il posto a una particolare espressione che lei ben conosceva.
Cocciutaggine.
Sono molti anni che Calidus lavora ai suoi piani.
Calidus ripet Corban, e l'odio che provava risult evidente per tutti. Parlami di lui.
 il sommo capitano dei Kadoshim, secondo soltanto ad Asroth, spieg Meical cos come io sono il sommo capitano dei Ben-Elim.  astuto, letale, assolutamente devoto alla sua causa.
Lo vedr morto dichiar Corban con voce piatta e priva di emozione.
Potremmo tornare indietro e ucciderlo adesso intervenne una voce nuova. Era Akar, lo Jehar, che per tutto il tempo era rimasto ad ascoltare seduto in silenzio. Calidus  il burattinaio che orchestra tutto questo: la volont di Asroth incarnata. Uccidiamolo, e avremo vinto la guerra
E come faremo a ucciderlo? domand Gar. Nel suo tono si avvertiva qualcosa... quasi una sfumatura di disprezzo.
Con una spada nella mano e il coraggio nel cuore ringhi di rimando Akar.
Tukul gli pos una mano sul polso. Falliremmo.  circondato da un migliaio di Kadoshim ammantati dei corpi di Jehar, con tutta quella forza e quell'abilit a loro disposizione. Molto probabilmente Corban verrebbe ucciso, e la guerra sarebbe perduta.
Si pu fare insistette Akar.
La tua vergogna ti acceca. Sei stato ingannato, e non c' disonore in questo. Il responsabile  Sumur. Quanto a te, domina le tue emozioni, guarda alle cose con chiarezza. Meical e Corban hanno ragione. Prima combatteremo altre battaglie, aspetteremo un tempo migliore.
E se non dovesse esserci un tempo migliore?
Significa che moriremo allora, invece di ora.
Corban si alz in piedi. Meical, e voi tutti, grazie per la vostra saggezza e la vostra guida. Mi avete dato molto su cui riflettere. Ci sono cos tante cose da considerare... Tacque, lo sguardo d'un tratto remoto. Non ho ancora deciso, ma il cuore mi sussurra che dovrei trovare Edana. Non lo dico per cocciutaggine...
Davvero?
Ho dato la mia parola, e mi sembra che il nostro cuore, i nostri giuramenti, le nostre scelte facciano la differenza fra noi e loro. Si guard alle spalle, verso nord, nella notte, poi riport l'attenzione sul gruppo, puntandola su Cywen. So che se mi potessero vedere da oltre il ponte delle spade, mia madre e mio padre vorrebbero che mantenessi il mio giuramento. Verit e coraggio, questo  ci che mi hanno insegnato. Non verr loro meno. Con queste parole si volt e si allontan. Tempesta emerse dall'oscurit e si avvi al suo fianco.

9. Fidele.

Fidele tenne il coltello puntato alla gola del Vin Thalun mentre Maquin gli legava le mani intorno al tronco di un albero.
Il segreto di Lykos. Fidele si ripet le parole che il prigioniero aveva pronunciato vicino alla capanna dei taglialegna. La gigantessa e il suo moccioso. Quelle parole avevano tenuto in vita l'uomo almeno un po' pi a lungo.
Cosa intendi? aveva chiesto Maquin.
Ve lo far vedere aveva ribattuto il pirata, rifiutandosi di aggiungere altro anche quando Maquin gli aveva puntato il coltello alla gola, premendo abbastanza da far uscire un po' di sangue.
Fidele e Maquin si erano scambiati un'occhiata, entrambi incuriositi. Fidele aveva indossato i calzoni e la tunica che Maquin aveva rubato per lei, poi si erano addentrati nella foresta - Fidele appena un passo indietro rispetto a Maquin, che continuava a tenere il coltello addossato alla schiena del Vin Thalun - percorrendo un sentiero che era poco pi largo della pista lasciata da una volpe. Per quanto Fidele era riuscita a determinare, l'uomo li aveva guidati verso sud, il che le andava bene perch significava comunque allontanarsi da Jerolin e da Lykos. Si erano addentrati su un terreno ondulato e boscoso, dove gli alberi si erano fatti sempre pi folti. Il crepuscolo era calato in fretta intorno a loro, trasformando la foresta in un luogo di fitte ombre e di suoni spettrali, e adesso l'oscurit era compatta tutt'intorno a loro, tanto che il sentiero si era fatto quasi invisibile. Per questo si erano fermati per la notte, e adesso il prigioniero sedeva addossato a un albero, le mani legate al tronco.
Niente fuoco avvert Maquin, quando Fidele gli restitu il coltello e cominci a raccogliere rami. Lei si accigli. Mentre camminavano fra gli alberi aveva sudato, ma non appena si erano fermati il freddo l'aveva assalita, facendola rabbrividire nonostante il mantello che Maquin aveva rubato per lei. Per un momento, il pensiero di un fuoco acceso le aveva risollevato lo spirito. Perdon Maquin quando lui apr il mantello che usava come un sacco improvvisato, rivelando una forma di formaggio e una coscia di carne fredda di montone, alla cui vista lo stomaco prese a brontolarle. Maquin tagli per lei una fetta di entrambi, che Fidele procedette a divorare.
Ne avanza per me? chiese il Vin Thalun. Maquin gli rivolse uno sguardo duro, ma non disse nulla.
Muori di fame, animale, pens Fidele. La sola vista del Vin Thalun, la sua barba scura fermata da anelli di ferro, la pelle imbrunita dal sole, perfino il modo in cui la guardava... Tutto le ricordava Lykos. Al pensiero del re dei Vin Thalun fu percorsa da un brivido, che era in parte di paura e in parte di odio.
Vergogna e ira si succedettero rapide dentro di lei. Sono una patetica vigliacca. Perch ho ancora paura di lui? L'ho pugnalato, forse l'ho ucciso. Quando pensava a Lykos, per, non lo vedeva ferito e sanguinante nell'arena. No, avvertiva il suo odore, il suo respiro acre sul suo volto, le sue mani che la stringevano, la sua volont che la controllava.
No! Fu un urlo interiore. Non mi lascer ancora dominare da lui. E se pure dovesse essere ancora vivo, non ha pi la statuetta. Non ha pi potere su di me. Serr i pugni fino a farsi affondare le unghie nei palmi. Se ci credessi davvero, sarei tornata a Jerolin, invece di sedere qui, tremante e affamata, con un pirata e un assassino addestrato.
Il suo sguardo si spost su Maquin: il suo volto era tutto linee dure e ombre che mutavano sotto la luce della luna, gli occhi erano due pozzi scuri. Lo aveva visto uccidere nell'arena, sia in duelli singoli che contro molti avversari. La morte non le era sconosciuta, aveva assistito in prima persona a combattimenti, visto versare il sangue, sentito urla letali, visto guerrieri in battaglia cavalcare quella linea sottile fra la vita e la morte. Nessuno per le era parso spietato e privo di emozioni quanto l'uomo che aveva davanti. Lo aveva osservato con un misto di repulsione e di fascino, perch in tutta la sua vita non aveva mai visto qualcuno seminare morte con tanta efficienza. Vecchio lupo, cos lo chiamavano nell'arena. Il nome gli si addice. Snello, violento in modo esplosivo, paziente e inesorabile in combattimento.
Forse lui percep che lo stava osservando, perch gir la testa. I suoi occhi erano in ombra, quindi Fidele non riusc a determinare se stesse ricambiando lo sguardo, ma distolse ugualmente il suo.
Ti conosco le disse il Vin Thalun, spezzando il filo dei suoi pensieri. In questo momento non dovresti essere a goderti la tua prima notte di nozze?
Taci scatt Fidele, e prov un'immediata irritazione per l'emozione che le traspariva dalla voce.
Domani ci aspetta una lunga marcia continu il Vin Thalun. Affamatemi, e sar troppo debole per mostrarvi la via per arrivare agli animali domestici di Lykos.
Huh sbuff Maquin.
Fidele studi in silenzio il Vin Thalun.  pi giovane di quanto sembri... Avr forse venti estati, non molto di pi. Ed  il figlio di qualcuno. A quel pensiero, un'immagine di Nathair le pervase la mente. Mio figlio. Dov'? Dall'altra parte delle Terre dell'Esilio?  vivo o morto? O prigioniero di qualcuno? Se lo , spero che almeno lo nutrano e gli diano dell'acqua. Torn a focalizzarsi sul Vin Thalun che aveva davanti e si sent arrossire di vergogna per come in precedenza era stata pronta a fargli patire la fame. Non diventer ci che odio. Prendi lo invit, tagliando per lui una fetta di formaggio.
Non so per quanto tempo ci dovr durare comment Maquin, guardando il formaggio.
Siamo esseri umani, non animali ribatt Fidele, quelle parole rivolte pi a s stessa che a chiunque altro.
Non credo che otterresti lo stesso trattamento, se la situazione fosse capovolta.
So che non lo riceverei. Ho un'idea molto precisa di come verrei trattata. Ma non intendo... sminuirmi.
Maquin non aggiunse altro e si limit a guardare mentre Fidele offriva il formaggio al Vin Thalun.
Il prigioniero guard le proprie braccia legate, poi apr la bocca. Fidele esit.
Non ti morder. Credo che il tuo mastino tirerebbe subito fuori il coltello, se lo facessi. L'ho visto nella fossa e nell'arena. Ho visto cosa sa fare.
Lo sguardo di Maquin si appunt di scatto su di lui con un movimento che aveva qualcosa di predatorio, di minaccioso.
Non intendevo offendere aggiunse il Vin Thalun. Ho fatto parecchi soldi scommettendo su di te, vecchio lupo. Ti ho visto cavartela quando le probabilit di farcela erano davvero poche.
Erano vite. Vite di altri uomini. Non probabilit osserv Fidele.
Gli occhi di Maquin volsero a lei.
Gi. Comunque li voglia chiamare, lui li ha affettati per bene.
Fidele spezz un po' di formaggio e lo mise nella bocca dell'uomo, lieta che questo lo costringesse a tacere per qualche momento.
D'un tratto echeggiarono dei suoni di rami che si spezzavano e tonfi di passi. Ci furono voci che si chiamavano a vicenda e che suonavano vicine. Fidele sent il cuore che prendeva immediatamente a martellarle, mentre la paura di essere catturata di nuovo le pervadeva la mente. Maquin scatt in piedi con un movimento fluido. Fidele non lo aveva visto estrarre il coltello, ma d'un tratto fu nella sua mano mentre lui rimaneva teso, in ascolto.
Risuon un clangore di ferro. Ci furono urla. Pi lontane? Pi vicine? Non riesco a capirlo. Per un momento, Fidele cedette al panico, e trasse un profondo respiro per calmarsi.
Non fare il minimo rumore, sussurr Maquin e non mi seguire. Non star via per molto. Poi sgusci fra gli alberi, fondendosi con l'oscurit.
 quello che hai detto l'ultima volta, alla capanna dei taglialegna.
Fidele cont i battiti del cuore per calcolare il tempo. Adesso la foresta era immersa in un silenzio spettrale, a parte il sussurro del vento fra gli alberi e lo scricchiolare dei rami. Di tanto in tanto sentiva un'invocazione, un grido di guerra, un urlo, poi tornava il silenzio.
Ho ancora fame disse il Vin Thalun. Nel guardarlo, Fidele comprese che stava valutando se lanciare o meno un richiamo. Lei stessa era stata tentata di farlo, ma chi sarebbe venuto se l'uno o l'altro di loro avesse gridato? Un amico o un nemico? Non vale la pena di rischiare, aveva concluso, e a giudicare dal suo silenzio, anche il pirata la pensava nello stesso modo.
Mi chiamo Senios esclam questi. Sono solo un uomo, proprio come hai detto. E ho ancora fame. Fidele gli diede dell'altro formaggio, ma nel momento in cui esso gli tocc le labbra, il pirata entr esplosivamente in azione, inarcandosi contro il tronco mentre protendeva di scatto le gambe e gliele serrava intorno, trascinandola pi vicina. Fidele si riemp i polmoni d'aria per gridare, ma la testa di lui scatt in avanti e la colp a una guancia. La vista le si contrasse in reazione a un'esplosione di luce e di oscurit nella mente, e Fidele sent il proprio corpo che si accasciava. Non una vittima... Mai pi... Protese una mano verso il corpo del pirata, fra le sue gambe, afferrando e torcendo. Sent un urlo, e per un momento non seppe dire se si trattasse di lei o del Vin Thalun, poi la morsa delle gambe intorno al suo corpo si dissolse e lei si spinse lontano strisciando sul terreno, mentre alle sue spalle il pirata aveva conati di vomito e annaspava per respirare.
Una figura emerse incombente dall'ombra: Maquin. Si sofferm per un momento, assimilando la scena, poi scatt in un movimento repentino, colpendo con lo stivale la testa del Vin Thalun. L'uomo si accasci contro le corde che lo trattenevano, privo di sensi, con sangue e saliva che colavano dalla mascella rilassata.
Maquin si accost a Fidele. Ti ha ferita?
No, non  niente. Fidele si port una mano alla faccia.
Maquin la sollev in piedi con gentilezza e le sfior la guancia, che pulsava.
Ti verr un livido grande quanto il mio pugno, ma sopravvivrai. Guard il Vin Thalun svenuto e avanz di un passo verso di lui.
Non farlo disse Fidele. Maquin la guard con aria accigliata.
Non  compassione. Sarei lieta di ucciderlo io stessa, ma voglio vedere questi giganti.
Potrebbe essere solo una menzogna per allungarsi la vita e avere una possibilit di fuggire.
Fidele scroll le spalle. Pu darsi. Concediamogli un giorno... Se non avremo visto questi giganti entro il tramonto di domani...
Lo uccideremo. Sei certa di poterlo sopportare?
S. Sar un'esecuzione, non un omicidio.  un nemico del mio regno.
Bene.
Cosa c'era l fuori? Fidele accenn all'oscurit circostante.
Morte borbott Maquin. Vin Thalun che inseguivano uomini di Tenebral... Ne ho intravisti alcuni in fuga, e portavano l'aquila di Tenebral. Ora dovresti dormire un poco.
Non so se ci riuscir.
Avrai bisogno di essere in forze. Maquin fece una pausa, e il volto gli si addolc per un momento. Sarai al sicuro. Non aggiunse altro, perch non ce n'era bisogno. Sembrava sciocco. Erano in fuga, infreddoliti, affamati, in una foresta e circondati da nemici... E tuttavia nel guardare Maquin lei si sentiva al sicuro. E d'un tratto si sentiva anche esausta.
Anche tu devi dormire. Svegliami pi tardi.
Lo far grugn Maquin, e Fidele si raggomitol sul terreno, avvolgendosi nel mantello. I detriti tipici della foresta scricchiolarono sotto di lei ogni volta che prov a cambiare posizione a causa delle sporgenze che le premevano contro la schiena. Alla fine riusc a sistemarsi in un modo vagamente confortevole e cerc di rimanere immobile. Un gufo lanci il suo verso poco distante, strappandole un sussulto. Tanto vale che monti la guardia insieme a Maquin. Qui non riuscir mai a dormire.
Qualcosa la scosse e apr gli occhi su una fioca luce solare. Un'ombra le incombeva accanto, e i suoi tratti si misero lentamente a fuoco.
Per un momento pens che si trattasse di Lykos, con il suo volto scuro e abbronzato, gli occhi che la trapassavano con lo sguardo. Sussult e si ritrasse.
Mi dispiace borbott Maquin. Non ti volevo spaventare. Si trasse indietro.
 tutto a posto rispose lei, con voce rauca. Ho creduto che fossi... lasci la frase in sospeso quando una dozzina di dolori diversi la aggred, ricordandole che aveva dormito sul suolo della foresta. Gemendo, si stiracchi con esitazione, sondando l'andamento delle fitte. Quando ebbe stabilito di non essere del tutto bloccata, si alz in piedi lentamente, appoggiandosi a un vicino albero.
Prima notte in mezzo alla natura comment Maquin, con un accenno di sorriso che gli increspava il volto.
 giorno osserv Fidele, sentendo la guancia che le doleva mentre parlava, un ricordo del colpo infertole dal Vin Thalun.
S.
Dovevi svegliarmi.
Maquin scroll le spalle e le pass un otre d'acqua. Lei bevve avidamente, poi lanci un'occhiata al Vin Thalun, che sedeva con la schiena a ridosso dell'albero a cui era ancora legato. Aveva la mascella gonfia e coperta da un livido quasi nero. L'uomo ricambi la sua occhiata con aperta malevolenza.
Senios, quanto  lontano questo posto? gli chiese Fidele. Maquin inarc un sopracciglio nel sentirle usare il nome del Vin Thalun.
L'uomo borbott qualcosa e fece una smorfia, un filo di saliva gli colava dall'angolo della bocca. Fidele distinse qualcosa che suonava come mezza giornata'.
Ha la mascella rotta la inform Maquin. Oggi non aspettarti molta conversazione da lui.
Senios li guid nella foresta, con Maquin che procedeva un passo pi indietro rispetto a lui. La luce del sole filtrava inclinata fra gli alberi e il canto degli uccelli si spandeva dall'alto.
Trascorse del tempo, con il sole che si spostava al di l della sovrastante volta di rami, poi Fidele sent un rumore di acqua corrente, dapprima fievole. Ben presto raggiunsero le rive di un fiume dalle acque scure, ampio e lento. Ontani e salici crescevano lungo la riva, e i rami dei salici pendevano come drappi lungo il sentiero, immergendosi nel fiume. Il sole era al suo zenit quando infine Senios si ferm.
La curva disse, indicando pi avanti.
Cosa vedremo? ringhi Maquin.
Una nave. Vin Thalun. I giganti. Le parole suonavano biascicate.
Quanti Vin Thalun?
Senios sollev entrambe le mani.
Dieci? incalz Maquin, ma Senios scroll le spalle.
Andremo insieme. Qualsiasi rumore o movimento che io non ti abbia detto di fare e conoscerai la mia lama. Estrasse il coltello per sottolineare quel punto.
Avanzarono lentamente, guardinghi, e superarono la curva. Le canne si fecero fitte e alte lungo la riva, poi Fidele sent alcune voci.
Maquin si accoccol, trascinando Senios al suolo con s, e segnal a Fidele di imitarli. Ripresero ad avanzare lungo la riva, fra le canne, avvicinandosi un centimetro dopo l'altro all'acqua. Il sudore bruciava negli occhi di Fidele, le canne frusciavano a ogni movimento, inducendola ad aspettarsi di sentir risuonare grida di allarme. Ora poteva vedere il fiume attraverso le aperture fra le canne, e distinguere la sagoma lunga e snella di quella che sembrava una galea da guerra dei Vin Thalun, solo di dimensioni pi piccole. L'imbarcazione non aveva albero, soltanto una fila di remi tirati in secca. Sono dieci, cont, il che significa venti remi... e venti uomini, il doppio di quello che ci ha detto Senios. E potrebbero essercene di pi. A poppa della nave c'era una grande cabina. Alcune figure si muovevano sul ponte, altre erano visibili sulla riva opposta, dove era stata scavata una larga fossa per il fuoco. Vicino a loro, una grande lastra di pietra coperta di muschio sporgeva dal terreno, divisa da linee che erano troppo diritte per essere naturali. Rune dei giganti? In essa c'era qualcosa di strano, di innaturale, e dalla sua superficie pendeva un anello di ferro.
La sua attenzione torn a spostarsi sulla nave quando la porta della cabina si apr scricchiolando e ne emerse un guerriero che stringeva una catena, a cui assest uno strattone. Una gigantessa alta e muscolosa sbuc sul ponte, con un collare di ferro intorno alla gola. La seguiva un altro gigante, legato alla sua vita mediante un'altra catena. Quel secondo gigante era un maschio, pi basso e snello, con radi ciuffi di peluria che cominciavano a formare un paio di baffi. Un giovane gigante. Non sapevo neppure che una cosa del genere esistesse.
Altri guerrieri Vin Thalun seguivano i prigionieri, puntando loro contro le lance. I giganti furono scortati dalla galea fino alla riva, dove la catena che li univa venne assicurata all'anello di ferro che sporgeva dalla pietra. Uno dei Vin Thalun pungol il giovane maschio con la lancia, inducendolo a ritrarsi con una contorsione e un gemito. Ringhiando, la femmina si par davanti al giovane maschio e scatt in avanti mentre i Vin Thalun ridevano e la tormentavano con le lance. Ben presto gli uomini si stancarono di quel passatempo e lasciarono soli i due prigionieri. La gigantessa prese fra le mani il volto del giovane maschio, e i due si scambiarono un'occhiata insieme cupa e tenera. Fidele sent il respiro che le si bloccava nel petto, perch in quel gesto c'era qualcosa che commuoveva, in modo sconvolgente. Ricordava di aver fatto lo stesso con Nathair mentre Aquilus veniva deposto nel suo tumulo. Ricord il dolore che avevano condiviso in un solo sguardo, intimo e personale, per la perdita di Aquilus, marito e padre.
Lei  sua madre.
Avvert la mano di Maquin sul braccio, lo vide segnalare che era tempo di andarsene. Non voleva farlo, era quasi sopraffatta da un'ondata di empatia per quella madre gigantessa e suo figlio. Era stata anche lei una schiava dei Vin Thalun, per quanto con catene diverse, e voleva aiutarli.
Nelle vicinanze ci fu un'esplosione di rumore e le canne tremarono intorno a loro quando Senios si strapp dalla presa di Maquin e si gett in avanti. Maquin scatt a sua volta, affondandogli il coltello in una gamba, poi i due uomini rotolarono lungo la riva, cadendo nell'acqua e scomparendo in una massa di spuma bianca.
Il panico esplose in Fidele. I due uomini riaffiorarono, tossendo e lottando, poi Senios si liber dalla presa di Maquin e si allontan nuotando in direzione della riva opposta, con Maquin che lo inseguiva, apparentemente dimentico, o incurante, della presenza dei guerrieri Vin Thalun della nave, che avevano notato la confusione e stavano puntando ora le lance verso il fiume.
No! gli url Fidele, e lui dovette sentirla, perch sollev lo sguardo su di lei, poi lo spost sulla parte opposta del fiume, dove i suoi compagni stavano tirando Senios sulla nave. Maquin si affrett a tornare da Fidele, afferrandole la mano per issarsi su per la riva. Ci fu un suono sibilante, e una lancia si conficc nel terreno vicino a loro, subito seguita da un'altra.
Presto sbrait Maquin, scomparendo fra le canne. Fidele si sofferm a guardarsi indietro, vide i due giganti che la fissavano, e per un momento incontr lo sguardo della madre. Mi dispiace, pens.

10. Uthas.

Sollevate grid Uthas, e una dozzina di giganti Benothi grugnirono nell'addossarsi il peso del calderone, appeso a due lunghi pali di ferro. Per alcuni momenti il calderone rimase sospeso al di sopra della piattaforma su cui aveva riposato per duemila anni, poi i giganti si spostarono in avanti, trasferendolo sull'enorme carro in attesa l accanto. La struttura di legno era rinforzata in ferro, ma scricchiol ugualmente sotto il peso. Alcune cinghie di cuoio vennero quindi tese e fissate ad anelli di ferro, in modo da bloccare il calderone al suo posto, e infine un telo di cuoio fu teso e fissato sopra di esso, in modo da nasconderlo alla vista. Ci erano voluti quasi due giorni e due notti per costruire il carro, con le fucine dei Benothi che vomitavano fumo mentre le grandi ruote e gli assali venivano forgiati, usando ferro e massicce travi stagionate ricavate dalle grandi porte che un tempo si erano trovate dentro la fortezza di Murias.
Qui c' ancora puzza. Uthas arricci il naso. La camera del calderone era ancora cosparsa di cadaveri. I giganti Benothi si erano presi cura dei loro caduti, trasportandoli fuori della sala per adagiarli sotto un grande tumulo eretto oltre le porte di Murias, ma il fetido groviglio di cadaveri Jehar e di carcasse di wyrm era stato lasciato a marcire. Guard con disgusto i corpi che lo circondavano. Alcuni sembrano essere stati... masticati. Alzando gli occhi incontr quelli di Calidus, che era fermo accanto al carro, impegnato a dare ordini ai suoi fratelli Kadoshim. Con un lungo sospiro, Uthas distolse lo sguardo. Non voglio sapere.
Otto cavalli da guerra Jehar erano stati aggiogati al carro. A un suo segnale, esso si mosse lentamente, con le ruote che schiacciavano la carne e spezzavano le ossa rotolando attraverso il suolo della caverna. I Benothi si avviarono dietro come guardia d'onore.
Hai lavorato bene gli disse Calidus, mentre lasciavano la camera. Il calderone non  di questa terra, la struttura di cui  fatto  densa e pesante, ma questo carro  abbastanza robusto da poterlo trasportare per un migliaio di leghe.
I Benothi sono abili artigiani rispose Uthas con orgoglio.
Attraversarono gli ampi corridoi di Murias, e Uthas sent una miscela di malinconia e di anticipazione ardergli dentro. Stava abbandonando Murias, dimora dei Benothi per duemila anni, e forse se la stava lasciando alle spalle per sempre. Non mi guarder indietro. La cosa importante  la destinazione: la fine, non l'inizio.
Finalmente raggiunsero la sala d'ingresso, dove era in attesa una fila di carri, tutti carichi, perlopi di grandi botti di brot, abbastanza da garantire loro sostentamento per un anno o anche pi. Anche se pare che i Kadoshim stiano sviluppando altri gusti.
I Kadoshim erano sparsi per la sala, concentrati prevalentemente intorno ai carri. Dopo che il Kadoshim ferito, Bune, era stato riportato dentro Murias, e gli altri avevano appreso della sorte disastrosa toccata a quanti si erano lanciati all'inseguimento di Meical e dei suoi compagni, Calidus era riuscito a riportare un certo livello di ordine fra le loro file. Inoltre, si stavano adattando bene ai nuovi corpi, reprimendo lo spirito dei loro ospiti involontari e apprendendo le usanze della carne, come Calidus aveva preso a chiamarle. Nathair era fermo accanto alle porte aperte, con la mole del suo draig che rendeva facile individuarlo. Il gigante Alcyon era al suo fianco.
Vieni, invit Calidus, rivolto a Uthas  tempo di sentire la risposta di Nathair alla mia offerta.
Mi chiedo quale sar la sua scelta comment Uthas mentre attraversavano la grande camera.
Non  uno stolto, e sceglier la vita. Ha dei sogni, illusioni di nobilt e di grandezza, ma quando vita e morte sono separate soltanto da una parola... Calidus fece un freddo sorriso.
Sei sicuro?
Sicuro quanto  possibile esserlo. C' per una cosa che ho imparato in questo mondo della carne... L'umanit  volubile e niente  certo, per cui ho una regola: prepararmi per ogni eventualit. Se dovesse dire di no, allora ho quella sua ciocca di capelli. Nathair mi serve. Siamo troppo pochi, e lui ha a portata di mano le chiavi di un impero. Ho lavorato duramente per fare in modo che fosse cos. Ci  voluta una considerevole dose di tempo e di fatica per far accadere tutto questo.
Posso solo immaginarlo grugn Uthas.
Quindi non mi piacerebbe veder andare tutto sprecato. D'altronde, le cose potrebbero comunque andare storte. Calidus si gir a guardare verso il carro, che stava emergendo nella camera alle sue spalle. Chiama Salach e chiunque altro pensi possa essere necessario, qualora si debba eliminare il draig di Nathair.
Uthas inarc un sopracciglio di fronte a quell'eventualit che non gli piaceva affatto. Ricordava come quella creatura si era scavata un varco in mezzo a una massa di wyrm, nella caverna del calderone. Rivolse un cenno a Salach, Eisa e una mezza dozzina di altri Benothi, che gli si accodarono.
Sarebbe un peccato.  una creatura splendida, e utile osserv.
Calidus scroll le spalle.  legata a Nathair, e mi farebbe a brandelli per difenderlo. Se Nathair deve morire, allora anche il draig deve essere ucciso.
E Nathair?
Se si dovr arrivare a questo, Alcyon si occuper di lui.
Si avvicinarono in silenzio a Nathair. Il re di Tenebral stava mangiando qualcosa da una ciotola. Quando li vide avvicinarsi, si accost maggiormente al draig e gli diede i resti del suo pasto. Una lunga lingua nera lecc l'interno della ciotola, e la creatura urt Nathair con l'ampio muso piatto. Distrattamente, Nathair le gratt il mento e diede un piccolo strattone a una lunga zanna. Alcyon indietreggi di un passo, lo sguardo fisso su Calidus.
Siamo pronti a partire esord Calidus in tono colloquiale.
Lo vedo.
 ora che tu faccia la tua scelta.
Non sono certo di potere borbott Nathair, massaggiandosi una tempia.
Calidus lo fiss con un accenno di sorriso. L'hai gi fatta. Stai solo lottando per muovere il passo finale. Ti rendi conto che se continui su questa strada non potrai pi tornare indietro.
Sembri conoscermi meglio di come io conosca me stesso sbuff Nathair.
Infatti, Nathair. Ne abbiamo passate molte insieme, tu e io. Abbiamo rischiato molto. Osato molto. Guadagnato molto. E adesso siamo qui, sul punto di tirare le somme.
Mi hai ingannato sussurr Nathair fissando intensamente Calidus, e per un momento Uthas colse un lampo di effettivo dolore negli occhi del giovane re.
Il tradimento  difficile da sopportare. Ho visto quella stessa espressione negli occhi di Nemain, quando ha compreso la verit sul mio conto.
Calidus ricambi con calma lo sguardo del giovane.
Sai che non avevo scelta. Non avresti capito. Se ti fossi trovato nella mia posizione, avresti fatto esattamente lo stesso, per il bene superiore. Non hai mai fatto per il bene superiore cose che gli altri avrebbero trovato discutibili?
Nathair sussult a quelle parole, come se gli causassero un dolore fisico. S sussurr.
E non hai forse nascosto informazioni, perfino a coloro che stimi e di cui ti fidi? A Veradis, per esempio? Di nuovo, per il bene superiore.
S. Questa volta, la parola suon pi nitida.
Ebbene, quello che ho fatto, e che far,  per il bene superiore... Ti sto offrendo la possibilit di realizzare la tua visione, di vedere un impero portare la pace a queste Terre dell'Esilio.
Su una montagna di cadaveri.
C' mai stato un altro modo? Quanti sono gi morti per le tue visioni di pace? Questo non  diverso. Tu e Asroth condividete la stessa visione: un mondo di ordine, di pace, dove i potenti possono prendere decisioni per migliorare la vita dei sudditi senza che la politica o la burocrazia siano d'intralcio. Incespichi sui concetti... Bene e male, giusto e sbagliato. Nella storia del tuo mondo, Asroth  stato raffigurato come il nemico, quindi  ovvio che tu lo consideri malvagio, ma non lo .  come te, una creatura senziente, dotata della capacit di scegliere. Il nostro istinto basilare  quello della sopravvivenza, e a volte per sopravvivere bisogna combattere. Questo non  un gioco,  una lotta di vita o di morte, ma ti prometto, ti giuro questo: se vinceremo, creeremo un impero che sar tutto quello che hai sempre sognato. Calidus fece una pausa e fiss intensamente Nathair negli occhi, intrappolando il suo sguardo. Unisciti a noi. Non ti voglio mentire, abbiamo bisogno di te.
Di me?
Non sei uno stolto, Nathair, e non ti devo dire quello che gi sai.
Che controllo le bande di guerra di Tenebral, e che ho forgiato un'alleanza con Helveth, Carnutan e Isiltir.
Esatto annu Calidus. Io ho i Kadoshim, Uthas e i suoi Benothi, Lykos e i Vin Thalun. E Rhin. Una forza potente, ma non onnipotente. Insieme, per...
Con me come tuo re fantoccio, vuoi dire ribatt Nathair. Il suo draig spost l'attenzione su Calidus ed emise un basso ringhio minaccioso.
Non come un fantoccio. Come un re, con gli altri come tuoi vassalli... Rhin, Lykos, Uthas. Queste Terre dell'Esilio sono troppo vaste perch un solo uomo le possa conquistare senza aiuti.
Lo sono convenne Nathair.
Quindi unisciti a me. Insieme possiamo schiacciare Meical e i suoi alleati, realizzare il tuo sogno, e poi tu regnerai. Sarai pi di un re, sarai l'imperatore delle Terre dell'Esilio, signore di tutto quello che hai conquistato. Quindi, come vedi, non  cambiato nulla rispetto ai tuoi vecchi sogni.
E cosa mi dici di Asroth? Lui cosa vuole?
La vittoria. Solo la vittoria. Il desiderio di Asroth  sconfiggere i suoi nemici. I Ben-Elim. Meical, il suo Astro Splendente Corban e la banda di briganti che hanno raccolto intorno a loro. Dopo, quando saranno morti... Calidus scroll le spalle allora il mondo sar tuo.
Mio? Asroth non vuole regnare qui?
No. Lui non desidera regnare... Burocrazia e amministrazione interessano ben poco al mio padrone. Quello che desidera  vedere i suoi nemici distrutti una volta per tutte. Vedere il loro sangue e le loro ossa sparse sul terreno. Fare di Meical e dei suoi Ben-Elim una mera macchia sul suolo.
 molto convincente, pens Uthas.
E per ottenere quella vittoria, Asroth ha bisogno di te. Ha bisogno di quanti condividono la sua visione, coloro di cui si pu fidare. Ricorda che ha scelto te a discapito di tutti gli altri.
Uthas stava studiando Nathair, pronto a cogliere qualsiasi segno di una reazione di sfida da parte sua. Vuole credere a Calidus, desidera essere l'eroe della sua storia, e Calidus gli sta dicendo quello che vuole sentire. Adulazione unita a una porzione di verit.
I tuoi sogni, quelli che alimenti da anni, sono veri continu Calidus. Asroth ti ha scelto fra innumerevoli altri. Tu, Nathair, hai le qualit per realizzare tutto questo. Per fare la differenza. Per regnare. Il solo errore nei tuoi sogni  stato il nome che hai scelto di dare ad Asroth.
E a me stesso aggiunse Nathair. L'amarezza era sempre presente nella sua voce, ma adesso era pi debole, diluita da qualcos'altro.
Speranza.
Calidus scroll le spalle.
I miei sogni continu Nathair con un'espressione remota nello sguardo mi facevano sentire diverso. Speciale, prescelto.
E lo sei. Tutto quello che devi fare  cambiare prospettiva riguardo ad Asroth. Non ti voglio mentire, lui  irato contro Elyon, il Grande Tiranno, la cui arroganza  solo un mantello che serve a nascondere il suo tradimento. Un bagliore d'ira distorse il volto di Calidus, rapido come un fulmine all'orizzonte. Asroth ha l'audacia di mettere in discussione Elyon, di sfidare la sua saggezza. Elyon  orgoglioso, arrogante... Calidus scroll le spalle con un sorriso. Essere messo in discussione non gli  andato molto bene. Asroth  stato tradito e scacciato, insieme a quanti si erano schierati dalla sua parte, noi che abbiamo avuto l'impudenza di dubitare, di chiedere, di mettere in discussione. Siamo stati tutti traditi da Meical e dai Ben-Elim, con la loro devozione e il loro zelo, la loro mancanza di interesse negli affari dell'umanit. Sono indifferenti e crudeli.
Le tue parole sono convincenti, osserv Nathair, accigliandosi ma come poso fidarmi di te, adesso?
Veradis si fiderebbe di te, se gli confessassi i tuoi precedenti inganni come io ti sto confessando i miei?
Non lo so. Forse. Non subito, ma se gli dimostrassi di essere nel giusto...
Come io lo dimostrer a te. Unisciti a me e vedrai. Ti puoi fidare di me, Nathair... Adesso non c' pi niente di nascosto fra noi. Chiedimi qualsiasi cosa.
Quali sono i tuoi piani... il prossimo passo in questa guerra?
Consolidare quello che abbiamo. Il calderone  il pi grande dei Sette Tesori e deve essere tenuto al sicuro. Voglio portarlo a Tenebral, dove siamo inattaccabili. E bisogna trovare gli altri tesori. Sono necessari per infrangere le barriere con l'Oltremondo.
Quindi porteresti Asroth nel nostro mondo?
S, quello  lo scopo ultimo. Schiacciare i nostri comuni nemici  il solo modo in cui possiamo vincere.
E io continuerei a regnare su Tenebral, e sarei il sommo re del tuo nuovo ordine?
S. E pi di questo, saresti l'imperatore di questo mondo. Coloro che mi aiuteranno saranno ricompensati. Tu. Uthas. Lykos. Altri meno importanti di loro... Rhin, Jael, Lothar, Gundul. Insieme conquisteremo le Terre dell'Esilio e porteremo in esse un nuovo ordine.
Comincia a vacillare. Rimane un ultimo passo.
Tutto quello che devi fare  dire di s.
Rimasero a lungo l fermi in silenzio, con Nathair e Calidus che si fissavano a vicenda, escludendo ogni altra cosa. Alla fine Nathair sospir e si pass una mano sugli occhi.
S sospir. Mi unir alla tua causa. Ti avverto per che la fiducia fra noi deve essere ricostruita.
Non fidarti di me, fidati di Asroth sorrise Calidus.
Cosa significa? Ti ho appena dato la mia parola.
Calidus si sofferm a fissarlo, poi scoppi a ridere. Oh, Nathair, la tua sincerit  davvero stimolante. Posso capire perch Asroth ti abbia scelto. Per la fiducia deve funzionare in entrambe le direzioni, e mi devi perdonare se ho una mente sospettosa. Come faccio a sapere che non mi hai dato la tua parola solo per prolungare la tua vita finch non ti sarai ricongiunto a Veradis e avrai un migliaio di guardie dell'aquila alle spalle? Mi chiedo... allora ti sentirai altrettanto votato a questa causa?
Certamente.
Spero che tu capisca se prendo delle misure per garantire la tua lealt.
Quali misure?
Lo vedrai fra pochi istanti. Calidus si diresse verso una pentola appesa su un fuoco, la svuot del contenuto e prelev qualcosa da sotto il mantello: una fiala piena di un liquido scuro.
Quello cos'? chiese Nathair.
Il sangue di una nemica potente:  il sangue di Nemain, un tempo regina dei Benothi. Dammi la mano.
Perch?
 ora che incontri il tuo nuovo maestro. Calidus si fece pi vicino, afferr la mano di Nathair, la sollev e la gir, guardando il palmo. Hai gi pronunciato un giuramento in passato osserv, facendo scorrere un dito su una cicatrice bianca.
S. Con Veradis.
Adesso ne pronuncerai un altro. Calidus si gir e vers nella pentola il sangue contenuto nella fiala.
Il pallido sole del mattino e un vento gelido filtravano attraverso le porte di Murias, mentre Uthas sostava in attesa.
Preparatevi! grid Calidus, con voce che riverber nella camera, e per un momento tutto piomb nel caos.
Ci siamo, questo  il momento in cui i Benothi marceranno in guerra al fianco dei Kadoshim. Uthas trasse un profondo respiro nel tentativo di placare un misto di timore e di eccitazione che lo pervadeva.
Una mano gli tocc il braccio, e nel girarsi si trov accanto Eisa, insieme ai cinquanta guerrieri Benothi superstiti.
Adesso sei il nostro capo, il signore dei Benothi disse lei, offrendogli un oggetto.
Guardando meglio, Uthas vide che si trattava di una collana fatta di zanne di Wyrm, montate in argento e infilate in una catena di ferro.
Non ne sono degno. Sono un traditore. Un assassino.
Chin il capo, permettendole di infilargli la collana, che costitu un peso piacevole su collo e sulle spalle.
Grazie disse mentre risollevava la testa. Vi condurr alla gloria e a una nuova era per i Benothi. Non ci nasconderemo pi nell'ombra.
Parecchie voci tuonarono la loro approvazione, poi si misero in marcia.
E non solo per i Benothi. Riforger ci che lo Scisma ha spezzato. I clan si uniranno sotto il mio comando. Devono farlo.
Accompagnati da un profondo ruggito del draig di Nathair, lasciarono Murias, con il calderone che viaggiava sotto il sole primaverile sul grande carro seguito da una dozzina di veicoli pi piccoli. Un migliaio di Kadoshim marciava intorno a essi, e Nathair cavalcava il suo draig alla testa della banda di guerra, affiancato da Calidus in sella a uno stallone dei Jehar, mentre Uthas e Alcyon avanzavano accanto a loro. In alto, i corvi gracchiavano mentre volavano in cerchio, lasciando i loro nidi sulle alture di Murias per seguirli come un alone nero.
Sanno che la morte sar la nostra costante compagna.
Seguirono la strada che da Murias discendeva lungo un pendio nell'allontanarsi dalla montagna per addentrarsi in un territorio di ondulate brughiere coperte di erica viola. Calidus sollev una mano per chiamare a s Uthas.
Non mi piace l'idea che Meical sia l fuori. I suoi uomini sono troppo pochi perch ci possa sconfiggere, ma potrebbe complottare comunque qualcosa. Intendo seguire la sua pista e accertarmi che non si stia dimostrando pi astuto di quanto io pensi che sia.
Di l a poco, Calidus lasci la banda di guerra accompagnato da un centinaio di Kadoshim, e Uthas and con lui insieme al suo scudiero Salach, mentre a Nathair venne data istruzione di mantenere la colonna in movimento lungo la strada. Il re di Tenebral annu, una benda di lino insanguinata ancora avvolta intorno a una mano. Uthas prov un senso di piet nei suoi confronti, ricordando come Nathair fosse crollato in ginocchio quando Asroth lo aveva sondato, cercando una qualsiasi traccia di tradimento nella sua anima.
Guidaci al loro campo ordin Calidus a Bune, il solo Kadoshim che fosse sopravvissuto all'affrettato tentativo di recuperare l'ascia di pietrastella. Bune, che si era ripreso dalla ferita e aveva il polso monco avvolto nel cuoio, sollev la testa e annus l'aria per poi spiccare la corsa verso est e una fila di basse colline. Calidus spron il cavallo e il suo piccolo esercito lo segu.
Sanno correre, questi Kadoshim comment Salach, rivolto a Uthas, quando ebbero percorso due o tre leghe. Uthas assent con un grugnito. Adesso i Kadoshim si erano assestati nei nuovi corpi e correvano con un'energia fluida, dando l'impressione di essere resistenti quanto i giganti stessi.
Quando si addentrarono fra le colline, Calidus ordin di rallentare l'andatura e mand in esplorazione una dozzina di Kadoshim, allargati a ventaglio.
Sta insegnando loro osserv Salach.
S, e imparano in fretta.
Superarono la cresta di una bassa collina, e Calidus tir le redini del cavallo.
Davanti a loro si allargava una valletta dove l'erba era stata schiacciata dal passaggio di molte persone e in un punto era stata bruciata da un grande fuoco. Lungo il ruscello spiccava una fila di tumuli... Uthas ne cont tredici, e vide che tre di essi erano pi grandi degli altri, eretti per giganti.
Asroth dell'Oltremondo, fai che Balur giaccia in uno di essi.
Al di l dei tumuli c'era una macchia di alberi piegati e contorti dal vento. Parecchi cadaveri decapitati pendevano dai rami come le bandiere lacere di un nemico sconfitto.
Calidus guard i Kadoshim sparpagliarsi per il campo, grattando il terreno, annusando e, a volte, ringhiando come animali.
Se ne sono andati, disse quando Uthas lo raggiunse probabilmente il giorno successivo alla battaglia, per cui hanno due giorni di vantaggio su di noi. Ma dove li condurr Meical? Questo  l'interrogativo.
Lascia che fugga sogghign Salach. Calidus li fiss con aria accigliata. Intanto, alcuni dei Kadoshim raggiunsero i tumuli e presero a rimuovere le pietre.
Finora lo hai battuto in astuzia a ogni passo osserv Uthas.
S, finora, ma non dobbiamo mai sottovalutare Meical. Non l'ho mai fatto, ed  per questo che siamo in vantaggio. Per questo finir con le ali recise e la testa su una picca. Calidus guard i cadaveri senza testa che penzolavano dagli alberi. Non dobbiamo per dimenticare che Meical non  uno stolto, e ha alcuni potenti alleati.
E Balur Occhio Solo non  l'ultimo fra essi. E ha anche l'ascia di pietrastella aggiunse Uthas. Cosa facciamo adesso? Dov' andato Meical con la sua marmaglia?
Non ha importanza. Calidus scroll le spalle. Ha con s troppi pochi uomini per cercare di sottrarci il calderone, e noi non possiamo cambiare la nostra direzione di marcia, perch  necessario portarlo in un luogo sicuro. Proseguiremo alla volta di Tenebral, e Meical continuer a complottare e tramare, ma  gi sconfitto. I suoi alleati pi potenti sono morti, i suoi tentativi di accedere al potere bloccati e sventati. La guerra  vinta, fintanto che manteniamo la testa sulle spalle.
Alla lettera, pens Uthas lanciando un'occhiata ai cadaveri decapitati che dondolavano sopra di loro.
Calidus guard in alto, e nel seguire la traiettoria del suo sguardo Uthas scorse un punto nel cielo. Un uccello che volava alto. Esso scese di quota, volando in cerchio con le ali allargate, sfruttando le correnti fino a essere abbastanza vicino da permettere a Uthas di distinguere la curva del suo becco.
Riconosco quell'uccello.
Calidus protese un braccio, e con un battito d'ali il grande falco gli si appollai sull'avambraccio. Calidus lo gratt sul petto.
Kartala esclam. Allora il tuo padrone  morto.
Il falco lo fiss con la testa inclinata da un lato.
Bune... condividi il tuo pasto.
Il Kadoshim, che stava staccando la carne a morsi dal cadavere di uno Jehar, lanci a Calidus un pezzo di carne marcia che lui ridusse in pezzetti pi piccoli per nutrire l'uccello.
Kartala era il mio collegamento con Ventos, l'uomo che ha seguito le tracce di Corban e ci ha informati che stava venendo al Nord.
Lo ricordo annu Uthas.  stato sulla base delle informazioni di Ventos che hai mandato Alcyon al Sud per tendere un agguato a Corban.
S. Purtroppo  successo qualcosa fra l'ultimo messaggio di Ventos e l'arrivo di Corban a Murias. Suppongo sia qualcosa in cui figurano un centinaio circa di guerrieri Jehar e la morte di Ventos comment in tono acido Calidus, poi scroll le spalle.  cos che funziona la guerra. Le cose cambiano, le persone muoiono, le informazioni spesso viaggiano troppo lente. In questo per tu ci puoi aiutare continu, rivolto all'uccello. Meical sta guidando Corban e una banda di furfanti da qualche parte, e io ho bisogno di sapere dove  diretto. Hai capito, Kartala? Meical e Corban. Quella  la loro pista. Indic l'ampia striscia di erba calpestata che si snodava verso sud in mezzo alle colline.
Kartala sbatt le ali e spicc il volo con uno spostamento d'aria tanto potente da far oscillare e scricchiolare i cadaveri fra i rami.
Questo dovrebbe servire a evitare altre interruzioni non annunciate chios Calidus.
Infatti.
Intanto i Kadoshim avevano smantellato i tumuli dei giganti, e Uthas si accigli nel constatare che Balur non era fra i morti.
Calidus sollev una mano quando uno dei Kadoshim raggiunse il tumulo accanto a cui si trovava. Chinandosi, raccolse il fiore viola di un cardo che era adagiato sulle pietre e lo annus come un cane da caccia prima di rivolgere un cenno al Kadoshim, che procedette a rimuovere le pietre, scaraventandole lontano con una forza ancora pi prodigiosa di quella dei suoi compagni.
 forte comment Salach.
Quando l'ascia di pietrastella  stata tolta ad Alcyon e il contatto del calderone con l'Oltremondo spezzato, i miei fratelli hanno percepito cosa stava accadendo, e molti di essi si sono lanciati attraverso il velo in quegli ultimi momenti, sciamando in un solo corpo prima che la porta si chiudesse. Il corpo  quello.
Come si chiama? domand Uthas.
Il suo nome  Legione, perch... ecco, la spiegazione  ovvia.
Uthas inarc un sopracciglio.
In pochi momenti venne portato alla luce il corpo di una donna dai capelli scuri, la pelle cerea nella morte. Aaah sorrise Calidus. La riconosco. Mi ha piantato in corpo uno o due coltelli, durante la battaglia. Guard il fiore di cardo che aveva fra le dita, lo fece ruotare su s stesso, poi lo ripose nel mantello. Prendi la sua testa ordin a Salach, poi accenn ai Kadoshim che gi annusavano il corpo. Loro possono avere il resto.

11. Maquin.

Maquin correva fra gli alberi, i passi di Fidele che echeggiavano alle sue spalle.
Siamo di nuovo in fuga. Questa sta diventando una pessima abitudine. Stavano correndo da molto tempo, tanto che Maquin sentiva i polmoni che gli bruciavano a ogni respiro. La sera era ormai prossima.
La vista dei giganti aveva destato la sua curiosit. Cosa pu volere Lykos da loro? Da quanto tempo li tiene prigionieri? E perch sono sorvegliati da cos tanti uomini? Lykos era un astuto stratega, quindi doveva avere uno scopo per investire tante risorse nella sorveglianza di quei giganti. No, niente domande. Non lo voglio sapere, non mi importa. La mia vita  gi diventata abbastanza complicata e questi giganti sono un'altra distrazione di cui non ho bisogno. C' soltanto Jael. Farmi coinvolgere qui ha gi messo i Vin Thalun sulle mie tracce e mi ha gravato di una donna che mi rallenta, mentre adesso potrei gi essere parecchie leghe pi vicino a Isiltir. Nondimeno, trovava difficile non pensare ai due giganti. C'era stato in loro qualcosa di penoso, di infranto. Sono schiavi. Sapeva cosa si provasse a esserlo. Era quello che aveva alimentato l'odio che continuava ancora a provare per i Vin Thalun, un calore incandescente che minacciava di consumarlo. Ci stanno seguendo. Li aveva sentiti scambiarsi richiami mentre attraversavano il fiume, e di tanto in tanto li udiva muoversi rumorosamente nella foresta - sono marinai, non boscaioli - e avrebbe voluto fermarsi, tornare indietro e inseguire i cacciatori, vedere il loro sangue versato, le loro vite finite. Per non poteva farlo. La responsabilit lo incalzava, lo costringeva a fuggire. Alle sue spalle, il respiro di Fidele era affaticato e ineguale. Maquin rallent il passo fino a fermarsi.
Lei era rossa in volto, sudata, con i capelli scuri incollati al viso, e chiaramente esausta. E tuttavia non ha chiesto che ci fermassimo. Non era quello che si sarebbe aspettato da una regina viziata. C' forza in lei. Orgoglio e determinazione.
Non ti fermare... per causa mia ansim Fidele.
Sopra di loro echeggi un rombo di tuono, e una goccia d'acqua cadde sul naso di Maquin.
Senios avr detto loro di te. Continueranno a inseguirci replic.
Avr detto loro anche di te. Potrebbero pensarci su due volte, prima di mettersi sulle nostre tracce.
No, manderanno soltanto abbastanza uomini da essere certi che il lavoro sia portato a termine.
Quanti uomini sono abbastanza? Ti ho visto nell'arena... solo contro quattro.
Maquin distolse lo sguardo. Ricordava quel giorno, e di aver visto i quattro guerrieri apparire dai cancelli dell'arena. E ricordava ciascuno di essi, mentre si dissanguava nel fango.
Dipende da quanto sono in gamba replic con una scrollata di spalle, allontanando il ricordo. Si guard intorno nella foresta. Sono marinai, non sono a loro agio nei boschi, mentre io vivevo nella foresta di Forn. Ne dovrebbero mandare almeno sette, per andare sul sicuro, e ce n'erano pi che a sufficienza perch lo facciano.
Come lo sai?
Ne ho contati ventidue nel loro campo. Gliene serviranno almeno dieci per sorvegliare la gigantessa e il suo ragazzo, probabilmente anche qualcuno di pi. Due saranno partiti per andare ad avvisare Lykos. Ne rimangono circa dieci, a seconda di quanti resteranno con i giganti.
Fidele annu con risolutezza. Cosa dovremmo fare?
Continuare a correre, almeno finch non sar troppo buio perch possano seguirci. Poi proseguiremo ancora per qualche tempo, giusto per sicurezza.
Fidele annu di nuovo, stancamente, e ripresero a correre.
Adesso pioveva pi forte, con l'acqua che gocciolava di continuo dai rami sovrastanti. Stavano seguendo una stretta pista, e intorno a loro il sottobosco era fitto e impenetrabile. Maquin aveva preso in considerazione la possibilit di lasciare il sentiero e di lanciarsi nel folto della foresta, ma questo avrebbe solo reso pi facile seguire le loro tracce, e per di pi li avrebbe rallentati. La velocit  quello che ci serve.
Qualcosa cambi intorno a loro. Maquin annus l'aria, notando un sentore di terra bagnata che si levava al di sopra degli altri odori della foresta. Rallent fino a fermarsi, e Fidele gli barcoll contro, spingendolo avanti di un passo.
Il terreno si spost sotto di lui, e il piede gli sprofond fin oltre la caviglia, con il fango nero che ribolliva tutt'intorno. La sua prima reazione fu quella di gettarsi all'indietro, ma avvert con orrore una sensazione come se una qualche creatura gli avesse afferrato il piede e stesse tirando.
A una rapida occhiata, il terreno pareva normale, coperto di licheni e di viticci, ma nel guardare pi attentamente lo vide spostarsi, e scorse una piccola onda che si allargava intono al suo stivale. Un inghiottitoio. Il panico gli attanagli i visceri. Nella foresta di Forn aveva visto un gigante intrappolato e risucchiato sotto la superficie nell'arco di pochi istanti.
Prendi la mia mano disse Fidele, protendendola verso di lui. Maquin le afferr il polso e si inclin all'indietro con estrema lentezza, resistendo all'impulso di tirare con tutte le sue forze. A poco a poco, sent il piede che si muoveva, liberandosi dalla morsa risucchiante del fango. Esso infine apparve con uno sciacquio e uno schiocco, e lui fu libero. Rivolto un cenno di ringraziamento a Fidele, estrasse la spada e prese a sondare il terreno circostante per trovare il modo di aggirare l'ostacolo.
Dopo quell'incidente procedettero pi lentamente. Intanto, la visibilit si ridusse in modo progressivo fino a quando le forme iniziarono a farsi indistinte intorno a loro. Poi sbucarono in una radura dove alcune sagome scure erano ammucchiate sul terreno. Maquin scorse il bagliore opaco del metallo e sent un gemito. Estratto il coltello, sibil a Fidele di restare indietro, poi prese ad avanzare.
Un tuono risuon in alto, seguito dal chiarore di un lampo che per un momento illumin la radura come se fosse stato l'altosole. I guerrieri erano sparsi sul terreno. Il primo che raggiunse portava l'aquila di Tenebral sulla corazza ammaccata, aveva gli occhi fissi e spenti, e la gola squarciata. Altri erano Vin Thalun. L'ultimo a cui si avvicin, un guerriero di Tenebral, era ancora vivo, ma il suo respiro era irregolare e affaticato.
Un'ombra incombette alle spalle di Maquin, che si tese. Si trattava per soltanto di Fidele, che si accoccol e accarezz la fronte del guerriero ferito. Era un uomo giovane, pallido in volto e con gli occhi dilatati dalla sofferenza. Fiss Fidele, e gradualmente la riconobbe.
Mia... signora.
Come ti chiami? gli chiese con gentilezza Fidele.
Drusus ansim il guerriero.
Cosa  successo qui, Drusus?
Siamo fuggiti dall'arena... Il giovane fece una smorfia di dolore. Gli ordini di Peritus erano di dividerci e di raggrupparci di nuovo in mezza decimana, per i Vin Thalun ci hanno inseguiti. Non siamo riusciti a seminarli.
Avete combattuto bene comment Fidele, e Maquin fece un grugnito di assenso. Nella radura giacevano cinque guerrieri dell'aquila e undici Vin Thalun.
Allora Peritus  ancora vivo? domand Fidele.
Il guerriero annu.
E Lykos?
Non lo so rispose Drusus. C'era caos ovunque. Fu assalito da un'ondata di dolore che gli strapp un sibilo gorgogliante. Maquin controll le sue condizioni. Aveva ferite superficiali ovunque, ma due erano pi gravi, una profonda alla coscia e una sulla schiena, un buco che gli trapassava la parte inferiore della corazza, da cui il sangue, che appariva nero nella luce incerta, usciva pulsando ritmicamente. Fidele guard verso Maquin con una domanda nello sguardo.
Vivr? Maquin rispose con una scrollata di spalle, poi strapp una striscia di stoffa dalla propria camicia e la leg stretta intorno alla coscia del guerriero. La ferita alla schiena era per una questione del tutto diversa. Se non gli ha colpito i reni o il fegato potrebbe sopravvivere, per ha gi perso molto sangue, quindi chi pu dirlo? Tuttavia, probabilmente  gi come morto, perch i Vin Thalun che ci inseguono lo troveranno.
Aiutami a sollevarlo disse a Fidele.
Insieme, issarono in piedi il guerriero, che barcoll e riusc a reggersi da solo per un momento appena prima che le ginocchia gli cedessero.
Da questa parte chiam Maquin, in parte trasportando e in parte accompagnando il giovane guerriero fino al sottobosco.
Cosa stai facendo? lo interrog Fidele.
Lo nascondo grugn Maquin mentre si addentrava nella macchia.
Non possiamo abbandonarlo. I Vin Thalun che ci inseguono... cominci Fidele.
Lo so. Maquin scroll le spalle. Lui non  in grado di camminare, e noi non possiamo trasportarlo, o fermarci qui. Rimanere significa morire, e io non intendo morire per lui.
Qualcosa cambi sul volto di Fidele. La sua espressione pales orrore, emozione che venne subito sostituita dalla determinazione. No, dichiar io non lo abbandoner.  uno del mio popolo.
Maquin adagi Drusus al suolo. Questa  guerra, non pie illusioni. Se rimaniamo, moriremo.  un concetto semplice. Lui  un guerriero, conosce la vita che ha scelto. Non  cos, ragazzo?
S ansim Drusus. Devi andartene, mia signora.
Fidele spost lo sguardo dall'uno all'altro.
No.
Non essere sciocca.
Lui  un uomo di Tenebral, ha rischiato la vita per questo regno, per me. Non intendo andarmene e abbandonarlo a una morte certa.
Morire anche tu non lo terr in vita pi a lungo. Non  una cosa coraggiosa, non  nobile,  soltanto sciocca. Stai gettando via il suo sacrificio... il loro sacrificio... morendo anche tu.
Fidele appariva pallida, ma Maquin vide l'espressione cocciuta della sua mascella. Ho detto di no. E tu dovresti ricordare che sono la regina di questo regno.
Non sei la mia regina ringhi Maquin, sentendo ribollire l'ira nei suoi confronti. Benissimo. Resta e muori, se lo desideri. Si allontan con passo deciso e recuper alcune armi dai guerrieri morti prima di tornare da Fidele, che era seduta accanto a Drusus e gli parlava in tono sommesso. Il guerriero giaceva con gli occhi chiusi e il respiro sempre meno profondo.
La mia offerta era di aiutarti a restare viva, non di sedermi a morire con te. Dovresti venire via con me. Le porse la mano.
Lei si limit a scuotere il capo. Ho giurato di proteggere il mio popolo.
Un'altra vincolata da un giuramento. Allora non sono il solo. Prendi questi. Maquin pos una lancia accanto a lei e le mise in mano un coltello, tenendone un altro per s. Se vi troveranno, usa prima la lancia. Tieni bassa l'estremit posteriore e spingi con forza, cos.
Lo far.
Maquin la fiss di nuovo, desiderando che cedesse e andasse con lui, ma l'espressione del suo volto gli disse che non lo avrebbe fatto. Era determinata, risoluta. Cocciuta. Accigliato, si volt per andarsene.
Maquin chiam Fidele.
S? Lui si arrest, ma non si guard indietro.
Grazie. Per tutto quello che hai fatto per me.
Maquin si allontan.
Adesso la foresta era scura, rischiarata a tratti da lampi sporadici. Idiota di una donna, lottare tanto duramente per restare in vita, solo per poi gettare via tutto per un uomo morente. Tuttavia, a cosa serve la libert se non puoi decidere per cosa morire? Nel profondo, dentro di s, sentiva nascere un senso di rispetto per lei. Continua a camminare. Sei libero. Libero di lasciare Tenebral, di dare la caccia a Jael, finalmente libero di cercare vendetta. Sbatt le palpebre per liberarsi gli occhi dalla pioggia.
Dannazione a lei. Si ferm. Con un ringhio, si gir e torn nella direzione da cui era venuto. Ben presto si trov di nuovo in mezzo ai guerrieri morti e attravers la radura come un fantasma, senza sapere se Fidele era consapevole che lui stava tornando indietro lungo la pista, e senza curarsene.
Pi avanti risuonarono alcune voci, e scorse il tremolio della luce di una torcia. Si allontan dal sentiero e scal agilmente un albero dai rami fitti e bassi, poi estrasse uno dei coltelli, il pi pesante, con una lama larga e un pomo rotondo di ferro sull'impugnatura d'osso.
Attese.
Alcuni uomini emersero dal buio. Ne cont quattro, sei, sette.
Sono troppi.
Alcuni di loro reggevano una torcia, incluso il primo, un guerriero pi anziano degli altri che aveva nella barba i familiari anelli di ferro. L'uomo indugi nel passare sotto l'albero su cui Maquin si trovava e si accoccol a studiare il terreno, con la torcia che sfrigolava sotto la pioggia.
Sono venuti da questa parte disse.
Ci dovremmo accampare e continuare domattina. Nel buio ci potrebbero sfuggire osserv un uomo pi giovane, che impugnava una lancia e si teneva in coda alla colonna, scrutando con occhi nervosi l'oscurit della foresta.
Potremmo, ma dubito che li perderemo ribatt l'uomo pi anziano. Finora sono rimasti su questa pista, e lasciarla vorrebbe dire procedere pi lentamente. Agit la torcia in direzione del fitto sottobosco. La mia supposizione  che non si fermeranno, almeno per qualche tempo ancora. Vorranno mettere quanta pi distanza possibile fra noi e loro.
Non so tu, ma a me non va l'idea di imbattermi nel vecchio lupo con il buio.
Gli altri guerrieri borbottarono parole di assenso.
Siamo in sette, dannazione sbrait quello pi anziano.
S. Comunque, ho visto quello che sa fare...
Maquin si concesse un sorriso ferino. Non avevano idea di cosa poteva fare.
Lykos non ci ringrazier per averli lasciati scappare. Di chi hai pi paura?
Non ho paura di nessuno scatt il guerriero pi giovane. Cerco solo di essere realistico.
Continueremo ancora per un po'...
Il vecchio guerriero si rialz e riprese ad avanzare lentamente, con cautela, scrutando il terreno. I sette uomini lo seguirono in fila, l'ultimo dopo aver esitato ed essersi guardato alle spalle. Adesso gli altri erano pi avanti, al limitare del suo campo visivo.
Maquin spezz un rametto e una foglia, rumore che venne coperto da quello della pioggia, poi protese in fuori il braccio tenendo il coltello per il pomo, con la lama verso il basso, e lasci che rametto e foglia cadessero in modo da atterrare sul sentiero, proprio davanti all'ultimo guerriero, che fiss la foglia per poi guardare in su.
Maquin lasci andare il coltello.
Esso si abbatt sulla faccia del guerriero, trapassandogli un occhio fino a penetrare nel cervello, e quello croll senza un suono, una gamba che si contraeva.
Maquin scivol gi dal ramo, atterr sul sentiero e si avvi dietro agli altri dopo aver recuperato il coltello.
Ne restano sei.
Maquin aveva il passo sicuro e leggero, l'addestramento nelle fosse dei Vin Thalun aveva aumentato la sua forza e resistenza, e i suoi riflessi erano pi rapidi di quanto lo fossero mai stati. Spicc rapido la corsa, guidato dal chiarore delle torce, e in una manciata di istanti arriv in vista dei Vin Thalun che, costretti dal sentiero, procedevano in fila per uno. Nell'avvicinarsi, Maquin rallent l'andatura, focalizzandosi sull'ultimo guerriero, che stringeva una lancia e la usava come bastone mentre camminava a testa bassa, concentrato su dove mettere i piedi. Silenzioso come la nebbia, lo raggiunse, gli pass una mano sulla faccia premendogliela sulla bocca, e nello stesso momento gli pass sulla gola la lama del coltello. Il sangue zampill, l'uomo si accasci nella stretta di Maquin, che lo adagi delicatamente al suolo.
Cinque. Con il cuore che gli martellava nella testa, attese che il guerriero davanti a lui si girasse, ma l'uomo continu a camminare.
Un grido che si lev da pi avanti lungo la colonna indusse i Vin Thalun ad arrestarsi progressivamente. Maquin vide l'ultimo guerriero voltarsi. Dal momento che stringeva una torcia accesa, questo lo vide emergere dall'oscurit proprio davanti a lui, e lanci un urlo nel momento in cui il coltello di Maquin gli affondava nel ventre. Entrambi rotolarono a terra, e Maquin sfrutt il movimento per spingere il coltello verso l'alto, aprendo il Vin Thalun dal ventre alle costole. Entrambi urlarono nell'abbattersi sul terreno, con il sangue che fiottava sulla faccia di Maquin.
Quattro.
Maquin rotol su s stesso e si rialz correndo dopo aver afferrato la torcia accesa.
 il vecchio lupo grid qualcuno. Maquin vide le facce piene di paura, ma sapeva che quelli erano guerrieri, e non erano tanto facili da sconfiggere. Si girarono per affrontarlo, estraendo le spade e spianando le lance. Scattando in avanti, lui scagli la torcia contro l'uomo che cercava di aggirarlo sulla sinistra, che incespic all'indietro nel sottobosco. Maquin intanto estrasse un altro coltello, e con una lama in ciascuna mano piomb in mezzo ai Vin Thalun.
Schiv un colpo di spada, conficc un coltello in una coscia lasciandovelo infisso, e continu sullo slancio. Si spost di lato per evitare l'affondo di una lancia, ne afferr l'asta e tir fino a sbilanciare il guerriero che la impugnava per poi piantargli il coltello in un occhio, dove rimase conficcato.
Tre. A quel punto si ritrov oltre il gruppo, lasciandosi alle spalle un morto e un ferito che si stava forse dissanguando. Aveva perso entrambi i coltelli, quindi estrasse la spada.
Il guerriero pi anziano gli si par davanti, con una spada corta in una mano e la torcia protesa come un'arma nell'altra. L'uomo contro cui Maquin aveva scagliato la torcia si era intanto districato dal sottobosco ma si teneva a distanza, lo sguardo che si spostava di continuo da Maquin all'anziano capo del gruppo. Il guerriero con il coltello piantato nella coscia era in piedi, e non sembrava che la ferita avesse leso l'arteria mettendolo fuori combattimento. Per una dozzina di battiti del cuore tutti rimasero immobili, poi un tuono crepit in alto, e Maquin riprese a muoversi.
Punt verso il capo del gruppo e super la distanza fra loro con pochi passi, vibrando un fendente alla testa. L'uomo par e Maquin schiv sulla destra per evitare di essere colpito in faccia dalla torcia. Essa lo raggiunse invece alla spalla, causandogli un dolore lancinante. Grugnendo, si allontan con una rotazione e vide il guerriero sbucato dal sottobosco che si avvicinava, quello con il coltello nella coscia che lo seguiva barcollando.
Non va bene. Devo spicciarmi a finire qui. Era per chiaro che l'attempato Vin Thalun aveva altre idee. Indietreggi con spada e torcia sollevate, in modo da dare ai compagni il tempo di accorciare le distanze da Maquin.
Non posso restare qui ad aspettare di essere ucciso. Serrando i denti, Maquin si lanci contro il vecchio guerriero, che gli venne incontro con la spada e la torcia alzate.
Sa quello che fa. Maquin fren il suo impeto con una scivolata, inarcandosi all'indietro. La torcia gli vol sopra sibilando, con una scia di scintille che gli passava davanti agli occhi, poi i suoi piedi colpirono l'avversario ed entrambi rotolarono al suolo. La torcia vol attraverso l'aria mentre ambedue i guerrieri cercavano di colpire con la spada, lottando e ringhiando. Il vecchio Vin Thalun affond un pollice nella spalla ustionata di Maquin, che grugn di dolore e gli assest una testata. La pressione sulla spalla scomparve.
Vorrei non aver lasciato i coltelli negli altri uomini.
Ci fu un tonfo di passi: gli altri due Vin Thalun erano vicini.
Tienilo fermo grid uno.
Ci sto provando grugn l'uomo pi anziano.
Maquin intravide un guerriero in piedi su di lui con la spada sollevata. Con un'esplosione di energia rotol via, trascinando il vecchio con s, ma sent la spada che gli scivolava di mano. Si scambiarono pugni e calci, si morsero e artigliarono a vicenda, poi un ginocchio raggiunse Maquin al ventre, togliendogli il respiro e indebolendogli gli arti per un momento. Il vecchio scivol via e si rialz barcollando. Una fitta di dolore attravers le costole di Maquin, e lui vide un bagliore metallico mentre il sangue gli colava lungo il fianco.
Alzati o sei morto. Si spinse verso l'alto, riusc a issarsi su un ginocchio.
Finiscilo! grid il vecchio al Vin Thalun in piedi alle spalle di Maquin, con la spada chiazzata di rosso.
Maquin! url una voce. Tutti si bloccarono e guardarono verso la pista. Un lampo esplose in alto, trasformando per un istante la foresta in un luogo di luci e ombre.
Fidele era a venti passi di distanza, con la lancia in mano. Finiscilo ripet il vecchio. Io vado a prendere la cagna di Lykos. Sorrise e avanz verso Fidele, poi barcoll, incespic in avanti e sprofond nel terreno. Si guard alle spalle, torcendosi all'altezza della vita con un'espressione di terrore sul volto. Con un sussulto, sprofond maggiormente, come se da sotto terra qualcuno lo stesse tirando per i piedi.
L'inghiottitoio.
Maquin si iss in piedi e afferr il braccio armato del guerriero che lo sovrastava. Lottarono avanti e indietro, finch Maquin non torse il polso dell'avversario fino a fargli perdere la presa sulla spada. Andarono a sbattere contro un albero, e Maquin chiuse le dita intorno alla gola dell'uomo, cominciando a stringere.
Il Vin Thalun sollev un ginocchio e colp Maquin con tanta forza che d'un tratto lui non pot respirare e dovette contrastare l'impulso di vomitare. Nonostante tutto, non allent la presa. Gli occhi del Vin Thalun presero a sporgere dalle orbite mente sferrava pugni ripetuti contro il costato di Maquin.
Poi una lancia trapass il petto dell'uomo. Ferma con l'arma in mano, Fidele fiss il morto con occhi pieni di fuoco e il respiro affannoso, poi scagli a terra la lancia come se l'avesse ustionata.
Ricordandosi che c'era stato un altro avversario, quello con il coltello nella coscia, Maquin si guard intorno. Lo vide giacere contorto sulla pista a una mezza dozzina di passi di distanza, con il volto pallido e lo sguardo fisso. Allora il coltello gli ha centrato l'arteria. Maquin afferr l'arma e la liber con uno strattone.
Poi si port una mano alle costole... Una ferita di spada, non profonda, ma che sanguinava profusamente.
Grazie disse a Fidele.
Sei tornato replic lei.
S. A quanto pare, non sei la sola sciocca in questa foresta.
Lei gli rivolse un debole sorriso, poi si gir di lato e vomit.
Aiutatemi grid una voce. Era il vecchio guerriero nell'inghiottitoio. Adesso era sommerso fino al petto. Maquin e Fidele si avvicinarono all'orlo della fossa fangosa e rimasero a guardarlo in silenzio. L'uomo implor e supplic, offr denaro, il suo giuramento di fedelt, un passaggio sicuro attraverso la foresta. Maquin e Fidele rimasero in silenzio, limitandosi a guardarlo sprofondare sempre di pi. Non si mossero o parlarono finch la sua testa non fu scivolata sotto il fango.

12. Cywen.

Cywen fu destata da un cozzare di spade avvolte nel cuoio per proteggerne il filo e soffocare il rumore prodotto da alcune centinaia di guerrieri Jehar che si addestravano duellando fra loro.
Erano accampati al limitare di una foresta annidata in un'ampia vallata dai pendii scoscesi e circondata da montagne i cui picchi erano ammantati di nuvole e segnavano il confine fra Benoth, il regno dei giganti, e Narvon nel Sud, un tempo regno di Owain e ora dominato da Rhin, come lo erano tutti i regni dell'Ovest.
Buddai giaceva accanto a Cywen ma, non appena vide Tempesta apparire come un'ombra fra gli alberi, le corse incontro. Cywen sorrise nel guardarli giocare, una massa di pelo e di zanne.
Quando sono insieme si comportano come cuccioli comment Brina alle sue spalle. Sollevando lo sguardo, Cywen vide che aveva Craf appollaiato su una spalla, e distinse un'altra forma alata scendere dal cielo per atterrare su un ramo, poco lontano.
Fech.
Alcuni legami non possono mai essere spezzati rispose, poi torn a girarsi per osservare l'addestramento. Sul pascolo montano c'erano quasi trecento guerrieri, ma il suo sguardo individu quasi subito Gar e Corban, che si muovevano entrambi troppo in fretta per rendere possibile distinguere i singoli colpi che vibravano. Come per una sorta di tacito accordo, i due si arrestarono contemporaneamente a tutti gli altri guerrieri intorno a loro, poi passarono a confrontarsi con un altro avversario. Nel girarsi, Corban si trov di fronte Coralen, la guerriera di Domhain. Si scambiarono un rapido sorriso, poi ingaggiarono il duello. Il combattimento si svilupp rapido quanto quello con Gar, solo che ci furono pi calci e pugni. Coralen era sempre in movimento, usava gomiti e ginocchia per ottenere qualsiasi possibile vantaggio, ma lo scontro fin comunque con Corban che le fece perdere l'equilibrio e le punt la spada alla gola.
Cywen non faticava a immedesimarsi nella situazione della ragazza, perch si era trovata spesso nella sua stessa posizione, ai tempi in cui si esercitava insieme a Corban, a Dun Carreg. Ricordo quella sensazione,  irritante. Almeno lo era stata finch Dath non si era unito a loro, e lei aveva cominciato a far finire lui steso supino a terra. Adesso per perfino Dath stava duellando con l'aria di sapere bene quello che faceva. Lo vide confrontarsi con Farrell, usando la propria taglia e rapidit di movimenti per vorticare intorno all'amico pi massiccio, mentre Farrell manteneva le sue posizioni con una serie di parate sicure alternate a fluidi attacchi. L'ultima volta che l'ho visto era goffo come un auroch. Cosa  successo a tutti? Passo un anno con le mani legate, e intanto tutti diventano guerrieri. Sent il volto che le si rabbuiava progressivamente.
Era passata una decimana da quando erano fuggiti da Murias, e ogni giorno aveva seguito la stessa routine dei precedenti. Avrebbe voluto parlare di pi con Corban, ma pareva che tutti volessero parlare con lui, cos come tutti sembravano avere un ruolo, un compito da volgere all'interno di quella nascente banda di guerra. Tutti tranne lei, che cominciava a sentirsi inutile. Non osava neppure addestrarsi con gli altri, anche se una parte del suo animo desiderava disperatamente farlo. Non sono abbastanza abile. Anche i peggiori fra loro sono migliori di me. Sent il proprio cipiglio intensificarsi.
Attenta, ragazza, se dovesse cambiare il vento, la tua faccia potrebbe rimanere bloccata in quell'espressione gracchi accanto a lei la voce rauca di Brina.
Cywen mostr un asciutto sorriso. Mia madre era solita dirmelo sempre.
Prendi un po' di questo. Brina le porse un otre, Cywen annus e arricci il naso. Brot, il cibo dei giganti. Definirlo cibo  essere fin troppo generosi.
Puah! stridette Craf, adocchiando l'otre con disapprovazione.
Buono lo rimprover Fech.
I giganti erano radunati nel bosco, ombre pi scure fra gli alberi. Perlopi, si tenevano separati dagli altri e, quando la banda di guerra era in marcia, si piazzavano ogni giorno alla retroguardia, sempre raggruppati insieme, mescolandosi di rado con i Jehar. A volte, i pi giovani correvano accanto alla colonna, facendo a gara fra loro e lottando per terra, perfino ridendo. Quella vista aveva strappato a Cywen pi di un sorriso, perch le dava un assaggio di normalit in quel mondo impazzito.
Solo un sorso insistette Brina, pungolandola con un dito ossuto, e Cywen si sforz di inghiottire un po' di brot, pensando che era pi facile che cercare di discutere. Era come farinata d'avena, ma pi consistente e privata di tutto il sapore. Riempiva lo stomaco come una pietra, ma faceva il suo lavoro. Cywen ne prendeva un solo sorso ogni mattina, e non sentiva pi fame fino al giorno successivo.
Brina trasse indietro l'otre e lo sostitu con una sacca di cuoio vuota. Vieni ad aiutarmi disse. Ho visto piante di digitale e di sambuco nella foresta.
Io? si stup Cywen.
S, tu. Ultimamente, il mio antico apprendista sembra essere troppo impegnato per aiutarmi a raccogliere piante.
Cywen segu in silenzio Brina nella foresta, lanciando occhiatacce a Craf che, insieme a Fech, le seguiva svolazzando di ramo in ramo sopra di loro.
Qui avvert Brina, indicando un cespuglio punteggiato da chiazze di fiori bianchi. Si trovavano in una piccola radura, dove i fiori selvatici cominciavano ad aprire le corolle tutt'intorno a loro, reagendo al pallido sole primaverile.
Quello  sambuco spieg Brina.  ancora troppo presto per le bacche, ma i fiori sono comunque utili. Nel sambuco tutto  utile, anche la corteccia e le radici. Estrasse un coltello e procedette a tagliare gli steli dei fiori, rimuovendo anche un po' di corteccia e segnalando con impazienza a Brina di tenerle aperta la sacca di tela.
Siamo molto lontane da Dun Carreg osserv Brina, scrutando la ragazza da sopra un ramo.
Infatti convenne Cywen. Siamo molto lontani da casa, e adesso tutti noi siamo persone diverse, cambiate da quello che  successo. Avvert un momentaneo impeto di rabbia frustrata e impotente, diretta soprattutto contro Calidus e Nathair.
Non mi riferisco soltanto alla distanza aggiunse Brina.
Lo so grugn Cywen. Nel sollevare lo sguardo, scopr che Brina la stava fissando.
Lui  ancora tuo fratello, solo che ...
Impegnato? fin per lei Cywen, con un sospiro.
Brina sorrise. S,  molto impegnato, ma  un bravo ragazzo. Ha un grande cuore, una rara lealt verso familiari e amici, e un cervello eccellente in quel suo cranio duro, quando si degna di usarlo. Non riferirgli che ho detto queste cose concluse.
Il tuo segreto  al sicuro con me garant Cywen.
Segreto sicuro comment dall'alto Craf. Fiducia.
Era sconcertante, avere un corvo che prendeva parte alla conversazione, soprattutto quando faceva osservazioni intelligenti.
Mi  dispiaciuto sapere di Heb.
Brina sbatt le palpebre, e un improvviso dolore le traspar dal viso. Con uno sforzo evidente, si costrinse a ricacciarlo indietro.
Corban mi ha detto come lui... mi ha parlato della battaglia fra le montagne di Domhain, contro wolven e giganti.
Uthas disse Brina.
Cattivo gigante borbott Craf.
Strappiamogli gli occhi aggiunse con veemenza Fech.
Cosa?
Qualcosa di oscuro contorse i lineamenti di Brina, i cui occhi si socchiusero. Uthas  il nome del gigante Benothi che ha ucciso Heb. Ho parlato con Fech.
S, lo ha fatto conferm il corvo in questione.
Conosco Uthas afferm Cywen. Si  unito a Rhin e a Nathair, ed  in combutta con lei. Lo odio, come odio tutti quelli che mi hanno catturata. Altri volti le affiorarono davanti agli occhi... Alcyon, Veradis. I volti di coloro che le avevano usato un minimo di gentilezza in mezzo a quel cupo orrore. Ecco, forse non tutti.
 un traditore della sua gente borbott Fech.
Ha ucciso il mio Heb. Io uccider lui. Adesso nella voce di Brina non c'era traccia di umorismo, o di gentilezza.
Noi la corresse Fech.
Noi, scusami rispose Brina, con un sorriso freddo.
E poi gli divorer gli occhi aggiunse Fech.
Bene approv con feroce intensit Cywen. Heb  stato molto coraggioso a misurarsi con un gigante.
 stato uno stolto dichiar Brina. Per era il mio stolto, e mi manca. Il volto le si addolc e Craf plan a posarsi sulla sua spalla, passandole il becco fra i capelli mentre lei gli grattava distrattamente un'ala. L'unica altra persona a cui ho confidato questo  tuo fratello. Brina sorrise a Cywen, in un modo per lei insolito.
Perch ti stai mostrando tanto gentile con me? chiese la ragazza in tono sospettoso.
So anche essere gentile scatt Brina. Ne hai passate tante, e adesso sei qui, di nuovo con i tuoi parenti e amici, e tuttavia ti senti...
Fuori posto concluse per lei Cywen. Inutile
Inutile. Inutile. Inutile ripet Craf. Cywen gli scocc un'occhiataccia.
Sai che non lo sei. Non sei inutile, o fuori posto le disse Brina. Sei nell'unico posto giusto, con persone a cui importa di te. Devi soltanto ambientarti di nuovo.
Ti dispiace per me?
Accidenti, sei davvero orgogliosa, non c' dubbio.
Orgogliosa stridette Craf, sulla spalla di Brina. Lei lo fece allontanare, massaggiandosi l'orecchio.
Non mi dispiace per te, Cywen. Sono soltanto una dei pochi a cui importa di te, ecco tutto, e si d il caso che abbia bisogno di una nuova apprendista.
Cosa intendi? chiese Cywen.
Come hai sottolineato tu stessa, Corban  impegnato. Lui era il mio apprendista, gli ho insegnato molte cose sull'arte del risanamento... Ma adesso ha molto da fare, ed  improbabile che le cose cambino. Mi serve aiuto, perch immagino che verr versato molto sangue prima che questa faccenda si concluda. Qualcuno deve tentare di rimettere in sesto i feriti, e non posso fare tutto da sola. La guaritrice scroll le spalle. Ti sto chiedendo di aiutarmi e, visto che mi hai gi detto di sentirti inutile, penso che dovresti accettare la mia proposta. Tu hai bisogno di qualcosa da fare, e io di qualcuno che faccia le cose per me. Esib un sorriso che era un po' troppo mieloso per i gusti di Cywen.
Aveva l'impressione di essere stata messa abilmente in quella posizione, ma pi ci pensava, pi l'idea di diventare l'apprendista di Brina non le appariva tanto malvagia. A parte una cosa... o due.
A una condizione. Non intendo sentirmi dire cosa devo fare da due corvi.
Corvi imperiali la corresse Fech.
Da un corvo e da un corvo imperiale ribatt Cywen facendo spallucce.
 una cosa che dovrai discutere direttamente con Craf e Fech rispose Brina.
Craf. Ordini gracchi il corvo, poi fece schioccare ripetutamente il becco.
Ride di me?
S, credo proprio di s.
In quel momento risuon un rumore di zoccoli che si avvicinavano.
Uh-oh stridette Craf, spiccando il volo verso i rami sovrastanti, dove si fuse con le ombre.
Girandosi, Cywen vide una manciata di cavalieri emergere dal bosco, diretta verso di loro. Alla testa del gruppo c'era Coralen, affiancata su un lato da una guerriera Jehar i cui capelli neri erano attraversati da una spessa ciocca bianca, e dall'altro da Dath, che portava l'arco teso appeso alla sella e le rivolse un sorriso mentre il gruppo si fermava nella radura. Tempesta e Buddai correvano dietro i cavalli, e Buddai venne avanti per sfregare il muso contro l'anca di Cywen.
Corban ti cercava avvert Coralen, che aveva al fianco una spada e un coltello, e indossava come mantello una pelle di wolven. Un altro coltello le sporgeva dallo stivale, e Cywen not appeso al pomo della sella un guanto da armatura da cui sporgevano tre artigli di ferro.  come quello di Corban. Vuole che torni al campo.
 mio fratello, non il mio signore scatt Cywen, irritata da qualcosa nel tono di Coralen.
Hanno smontato il campo e sono pronti a partire aggiunse la guerriera. Aspettano soltanto te.
Partiremo quando Brina avr finito ribatt Cywen, pur sapendo che si stava comportando in modo infantile.
Coralen scroll le spalle, cosa che la irrit ancora di pi.
Qui abbiamo finito intervenne Brina.
Tempesta prese a ringhiare, imitato da Buddai, lo sguardo fisso su una macchia di alberi sul lato opposto della radura. Si sent un ramoscello che si spezzava, e in un istante Cywen estrasse e lanci uno dei coltelli appesi alla sua cintura, che si piant vibrando in un tronco. Dath aveva gi in mano l'arco, con una freccia incoccata, mentre Coralen e la Jehar avevano estratto la spada.
Vieni fuori, se sai cosa  meglio per te ingiunse Coralen.
Ci fu un prolungato momento di attesa, poi una figura emerse da dietro un albero. Era un gigante, ma pi snello del consueto, con arti lunghi e dinoccolati, e senza traccia di peli sulla faccia, neppure un inizio di baffi come quelli dei giovani giganti che Cywen aveva visto fino ad allora.
Un giovane gigante, una femmina.
La gigantessa aveva le mani sollevate con i palmi rivolti in fuori e gli occhi sgranati il cui sguardo si spostava di continuo da Tempesta alle armi spianate contro di lei.
Mi breunchanaimhleas disse.
Non ha cattive intenzioni spieg Brina. Cywen impieg un momento a rendersi conto che la guaritrice aveva tradotto le parole della gigantessa. Se lo vorr, potr insegnarmi anche questo.
La giovane gigantessa guard il coltello di Cywen conficcato nell'albero, poi lo estrasse, fiss la lama per un momento, e subito dopo si mise a correre pi in fretta di quanto Cywen avesse creduto possibile.
Ehi, quel coltello  mio! grid Cywen, ma la giovane gigantessa era gi scomparsa fra gli alberi.
I Benothi ringhi Coralen, poi alz le spalle e guard verso Cywen e Brina. Un buon lancio. Adesso torniamo al campo, se non volete essere lasciate indietro. Spost lo sguardo sui rami sovrastanti. Craf, so che sei nascosto lass. Vieni con me, hai del lavoro da fare.
Non giusto borbott il corvo.
Fech sbatt il becco, l'equivalente di una risata.
Quanto a te, non so perch sei qui lo apostrof Coralen. Dovresti volare alla retroguardia.
Parlavo a Brina. Importante gracchi Fech.
Non quanto proteggerci dai Kadoshim ribatt Coralen. Muoviti. Poi spron il cavallo, Dath strizz l'occhio in un saluto e il gruppo si allontan, seguito da Tempesta. Buddai uggiol, e Cywen gli appoggi una mano sul collo. Resta con me, Buds.
Stanco protest Craf.
Occupato si lament Fech, ma entrambi spiccarono il volo rumorosamente, allontanandosi.
Sono bravi uccelli, ma sono pigri osserv Brina, con un mezzo sorriso che le aleggiava sulle labbra nel guardarli scomparire in distanza.
Craf  troppo supponente dichiar Cywen.
Una malattia terribile, ne convengo. Brina la contempl con un sopracciglio inarcato, e Cywen ebbe la buona grazia di arrossire. Assicurati che la sacca sia chiusa bene, e fai in fretta. Non rovinare la mia scorta di sambuco.
Cywen sospir e lev gli occhi al cielo. In che situazione mi sono cacciata?

13. Camlin.

Camlin era impegnato a controllare in modo metodico il suo equipaggiamento. Aveva applicato un nuovo strato di cera all'arco lungo e riposto in una sacca di cuoio tre corde di canapa anch'esse incerate. Una faretra contenente trenta frecce era avvolta in pelli incerate; la nave su cui viaggiavano era un vascello mercantile che trasportava un buon assortimento di pellicce e pelli conciate. Svuot la sacca per controllarne di nuovo il contenuto: una scatoletta di rame piena di esca secca per il fuoco, acciarino e selce, ami e fili di budello per ricucire le ferite. C'erano anche svariate erbe medicinali: miele, foglie di acetosella, centofoglie e semi di papavero. Un rotolo di bende di lino. Un laccio emostatico, un ferro da arroventare per cauterizzare le ferite. Un ago e filo di canapa. Una piccola pentola.
Sto guardando la differenza fra la vita e la morte.
Si era procurato la maggior parte di quelle cose con il baratto o vincendole ai dadi durante il viaggio da Domhain, altre le aveva acquistate. Sapeva che sarebbero state necessarie. Presto avrebbero raggiunto la loro destinazione: Ardan, dominato dal nemico, dove avrebbero dato loro la caccia.
In alto sopra di lui risuon lo squillo di un corno soffocato dal fasciame, a cui fecero seguito alcune grida.
La terraferma.
Sal sul ponte e prov a ruotare la spalla offesa e a sollevare il braccio, pi per abitudine che per necessit. La ferita era guarita bene. Era trascorsa oltre una decimana da quando Baird gli aveva estratto la freccia, e tre giorni prima lui aveva teso e incoccato l'arco, per verificare se riusciva a tenderlo. I suoi muscoli avevano protestato, e non li aveva sforzati, ma aveva continuato a rifare la stessa cosa ogni giorno, finch oggi era riuscito a tenderlo completamente... Aveva tremato un poco, ma lo sforzo non aveva causato danni, e questo gli bastava.
La prima persona che scorse sul ponte fu Vonn, appoggiato alla murata con lo sguardo fisso su una linea scura visibile all'orizzonte, dove la costa si andava delineando in una massa di cupe alture e baie dall'intricata vegetazione. Terra. Quella vista gli strapp un sorriso.
Ardan.
Intorno a lui, gli uomini dell'equipaggio erano impegnati ad arrampicarsi sul sartiame per assicurare le gomene. Fanno il loro lavoro di marinai. Adesso si avvertiva nell'aria una certa tensione, una sorta di eccitazione. Il loro viaggio per mare volgeva al termine, e stavano per cominciare qualcosa di nuovo. Probabilmente si tratta di qualcosa di pi pericoloso, ma non mi importa. Un'altra notte su questa dannata bagnarola e impazzir.
Anche gli altri si stavano radunando sul ponte, e i guerrieri si preparavano a sbarcare. Camlin and a raggiungere Vonn. Casa disse questi.
Il suo volto tradiva un miscuglio di emozioni... nostalgia, paura. Per lui sar dura. Adesso  suo padre a regnare su Ardan.
Sei pronto per questo? chiese Camlin.
Vonn lo fiss per alcuni lunghi momenti. Sono pronto, lo sono sempre stato. Ero pronto gi la notte in cui Dun Carreg  caduta. Se il mio giuramento a Edana non mi avesse vincolato a restare con lei, avrei trapassato mio padre con la spada.
In questo momento ti credo, ma  pi facile parlare che agire. Come ti sentiresti se ti trovassi di fronte a Evnis? Se potessi vederlo, guardarlo negli occhi, ascoltare le sue parole?
Quello  davvero Ardan? chiese una voce alle loro spalle. Nel voltarsi, Camlin vide che si trattava di Edana, ferma l con la mano sulla spada che portava alla cintura. La nostra regina guerriera. Baird le era accanto. Il guerriero con un occhio solo era diventato la sua ombra, e di rado si allontanava dal suo fianco.
S conferm Camlin.
Ci sono stati momenti in cui ho pensato che non ci sarei mai tornata. Edana trasse un profondo respiro.  tempo di lanciare i dadi.
Perch guarda sempre verso di me, ogni volta che si parla di dadi?
Fermi uno accanto all'altra, guardarono la costa farsi pi vicina, con la nave che puntava verso un'insenatura cinta da erti rilievi. Poi le vele furono ammainate e due barche a remi calate dal ponte sul mare grigio ardesia. Roisin e Edana parlarono con il capitano per ringraziarlo, poi il gruppo si ritrov a remare verso la costa. Ben presto la chiglia gratt contro una sottile striscia di ciottoli e sbarcarono su terreno solido, con Camlin che sorrideva di gioia. Odio il mare. Il terreno immobile sotto i suoi piedi gli dava una sensazione strana, tanto che incespic mentre il suo corpo cercava di compensare l'incessante rollare e beccheggiare del ponte della nave.
Roisin era ferma con Lorcan accanto e i suoi guerrieri, una ventina di uomini, schierati protettivamente intorno a loro. I pi erano intenti a scrutare le alture. I marinai intanto depositarono un barilotto sulla riva, poi tornarono alla nave con un ultimo gesto di saluto.
Aringhe affumicate annunci Camlin, dopo aver annusato il barilotto. Tiriamo a sorte per decidere chi deve trasportarlo?
Lo porter io si offr un guerriero alto e solido che pareva non avere collo. Brogan, uno degli uomini di Roisin. Camlin gli aveva vinto ai dadi una bella cintura di pelle di daino.
Io non mi lamenter di certo sorrise.
Vonn, con me ordin, e senza guardarsi indietro prese a risalire il pendio lungo uno stretto sentiero per capre che si addentrava sui rilievi circostanti l'insenatura. L'aria risuonava dei richiami dei gabbiani, i cui nidi abbondavano sui colli; qua e l, cespugli stentati si piegavano sotto il soffio del vento.
Camlin emerse su un crinale che si affacciava su un panorama di brughiera ondulata e canaloni nascosti. Poteva spingere lontano la vista per leghe, e si prese qualche momento per verificare che non avessero compagnie indesiderate, prima di girarsi e di rivolgere un cenno a quanti erano raccolti in basso, lo sguardo fisso su di lui. Gli altri cominciarono a risalire il sentiero.
Camlin intanto riprese a studiare il territorio circostante. Verso est, la brughiera si faceva piatta e scintillante dove il sole si rifletteva su una penisola paludosa che si perdeva all'orizzonte, a tratti coperta da macchie scure di alberi. Qua e l, alcune colonne di fumo contrassegnavano tenute, fattorie, un piccolo villaggio, ma nessuno era tanto vicino da poter destare preoccupazione. Ci si aspetta che guidi questa banda messa insieme alla buona fino a Dun Crin, la fortezza in rovina dei giganti. Non so neppure se si trova davvero laggi, in quelle paludi. Durante il viaggio, Edana gli aveva parlato di come re Eremon avesse ricevuto notizia che la resistenza contro Evnis stava crescendo in Ardan e aveva la sua base intorno alle rovine di Dun Crin, nelle paludi. Ebbene, le paludi sono laggi, e se l ci sono delle rovine le trover. Non so bene cosa succeder dopo, ma facciamo un passo alla volta. Ansimante per la salita, Vonn gli si venne a fermare accanto, ed entrambi guardarono verso nordest e Dun Carreg.
Era troppo lontana per poterla vedere, ma Camlin distinse lo stesso una macchia scura all'orizzonte. La foresta di Baglun. Ci sono stato. Non rientra fra i miei ricordi migliori. Quello era stato il tempo in cui faceva parte della banda di Braith, che si era spostata nella foresta di Baglun per causare problemi in Ardan. A quel tempo non aveva immaginato neppure lontanamente che fosse tutto su ordine di Rhin, e si era ritrovato con un pugnale nella schiena, piantatogli in corpo da uno degli uomini di Evnis.
E adesso eccolo qui, un profugo schierato dall'altra parte, che faceva da guida alla fuggiasca regina di Ardan e all'altrettanto fuggiasco re di Domhain. Sbirciando oltre l'altro lato del crinale, li vide risalire con fatica il tortuoso sentiero alle sue spalle. Lui stesso aveva seguito un personale sentiero, ugualmente tortuoso, per giungere a quel punto. Da bandito a scudiero. Che altro mi aspetta?
I guerrieri sbucarono in cima al sentiero, Edana al fianco di Baird. Camlin vide che lei stava sorridendo.
Le strida dei gabbiani sono un suono che mi ricorda la mia casa spieg in risposta all'occhiata interrogativa di Camlin.
La tua casa  a cinquanta leghe di distanza ribatt Camlin, indicando lungo la costa. Dun Carreg era laggi da qualche parte, e in mezzo c'era un esercito di uomini votati a Rhin e guidati da Evnis, che aveva ucciso il padre di Edana.
Il sorriso della regina svan mentre lei guardava l'orizzonte. Intorno, gli uomini si accoccolarono al suolo e bevvero dalle borracce. Guerrieri in terra straniera, pens Camlin. Quelli della scorta di Roisin erano tutti uomini duri, veterani fedeli scelti uno per uno da Rath.
Perch siamo sbarcati qui? chiese Roisin, fissando accigliata il panorama. Non portava pi uno dei suoi begli abiti di velluto, bens un paio di calzoni grigiastri, una tunica di lino e un giustacuore di cuoio, il tutto coperto da un mantello scuro, ma a Camlin parve bella come quando sfoggiava i suoi eleganti vestiti di corte. Ed  altrettanto pericolosa.
Qui siamo troppo esposti, troppo vicini a Dun Carreg continu Roisin. Avremmo dovuto sbarcare nelle paludi, dove avremmo avuto minori probabilit di imbatterci nei seguaci di Rhin e trovare le nostre tracce sarebbe stato pi difficile. Questo  un errore.
Lo sta facendo di proposito? Vuole minare l'autorit di Edana?
Edana fiss con espressione dura l'altra regina. Se siamo qui, ci sono dei motivi. La nostra destinazione  Dun Crin, un insieme di rovine che si trova da qualche parte in mezzo a quelle paludi, non sappiamo con esattezza dove. Potrebbe essere venti leghe a sud come una lega a est. Camlin  un esploratore eccellente e sono certa che la trover.
Lo sono? Ci riuscir?
 stato lui a suggerire di partire da un punto sopraelevato. Una volta nelle paludi, la nostra marcia risulter rallentata, quindi sar pi facile percorrere quanta pi distanza possibile su un terreno migliore, rasentare le paludi e scegliere dove addentrarci in esse. Edana fece una pausa e si concesse un momento per squadrare ciascuno di loro.
Questa  la mia terra prosegu, guardando i guerrieri raccolti intorno a lei. Mi  stata tolta, e i miei genitori sono stati assassinati, il mio popolo disperso e oppresso. Fiss negli occhi ciascun guerriero, uno dopo l'altro. Voi siete tutti uomini coraggiosi e fedeli, e vi ringrazio per il vostro coraggio e il vostro onore. Non pensiate che Lorcan e io siamo sconfitti. Dobbiamo ancora cominciare a combattere. Con il vostro aiuto, riconquisteremo i nostri legittimi troni, e cominceremo a farlo qui, oggi. Cominceremo adesso.
I guerrieri annuirono con borbottii di approvazione, e perfino Camlin sent le sue parole infiammargli il sangue. Sta crescendo.
Camlin, aggiunse Edana, ora rivolta a lui portaci a Dun Crin.
Camlin attravers spedito il villaggio con l'arco teso e una freccia incoccata, tenendosi il pi possibile nell'ombra.
Avevano marciato per tutto il giorno, scendendo progressivamente dalla brughiera verso le paludi, e adesso si trovavano in una sorta di area di confine, dove il terreno era abbastanza asciutto da permettere la presenza di sparse macchie boschive e di strade, ma era attraversato da migliaia di ruscelli e fiumi di medie dimensioni. Nel vedere in lontananza il villaggio, Camlin aveva pianificato di aggirarlo, ma poi qualcosa aveva attirato la sua attenzione: la mancanza di suoni o di movimento. Inoltre, non c'erano segni di quella che avrebbe dovuto essere la normale vita di villaggio: focolari accesi, bestiame, cani... niente. L'istinto lo aveva avvertito che era meglio dare un'occhiata pi da vicino, e Edana era stata d'accordo con lui, quando le aveva esposto le sue preoccupazioni.
Adesso, per, cominciava a rimpiangere la decisione presa.
Probabilmente  un'altra cattiva idea da aggiungere alla lunga lista delle mie cattive idee, si rimprover. Perch non ho semplicemente pensato ai fatti miei e aggirato questo posto?
Guard verso il lato opposto della strada, dove Baird procedeva tenendosi alla sua stessa altezza, con la spada in pugno. Aveva anche mandato una mezza dozzina di uomini in giro per il villaggio, con l'ordine di non fare niente e di aspettare lui e Baird - a meno che non avessero sentito rumori che annunciavano problemi, nel qual caso avrebbero dovuto accorrere. Il resto del gruppo era accampato a un quarto di lega di distanza, con Edana e Roisin. Lorcan si era offerto di andare con loro, ma Camlin gli aveva detto di rimanere dov'era, guadagnandosi un'occhiata imbronciata.
Il villaggio era piccolo, costruito sulla riva di un fiume. Camlin aveva visto la punta di aste di salice sbucare dall'acqua e la corrente creare intorno a esse le tipiche, piccole onde che indicavano la presenza di trappole per salmoni sommerse, mentre lungo la riva c'erano reti da pesca stese ad asciugare. L'abitato era composto da poche dozzine di case, e finora non aveva visto una sola persona o sentito una sola voce.
Attravers uno spazio fra due edifici situati lungo la riva, si sofferm a guardare oltre l'angolo e vide alcuni corvi banchettare con la carcassa di un cane. Nell'oltrepassarla, si sent quasi certo di cosa avrebbe trovato.
La prima cosa che avvert fu l'odore. Morte. Il sentore metallico del sangue, misto a un puzzo di marcio e di escrementi. Chin il capo, preparandosi a cosa avrebbe visto prima di proseguire.
La strada si allargava a formare uno spazio aperto, che doveva essere stato una piazza del mercato, con una casa comune a pianta rotonda che sorgeva sul lato opposto. A met strada fra dove lui si trovava e la casa comune era stata eretta una forca da cui pendeva ancora una dozzina di piccole figure. Sent un impeto di furia destarsi dentro di lui.
Bambini. Avanz di un passo, poi si blocc bruscamente.
Il terreno fra lui e le forche era irregolare, nero, e si muoveva.
Corvi. A centinaia. E mosche.
Camlin e Baird si scambiarono uno sguardo, poi si addentrarono entrambi nella piazza, con i corvi che si levavano in volo davanti a loro come un'onda, stridendo di protesta.
Dovunque c'erano corpi parzialmente divorati, e il fetore era quasi sopraffacente. Uomini, donne e bambini coperti di mosche e di larve. Oltre un centinaio. L'intero villaggio? Camlin scorse un bagliore metallico e controll un corpo: era un guerriero che indossava una cotta di maglia. Il suo mantello era lacero e insanguinato, ma Camlin individu lo stesso i colori nero e oro di Cambren.
Rhin.
Sentendosi improvvisamente vulnerabile, gir lentamente in cerchio su s stesso, scrutando gli edifici circostanti, le ombre scure della casa comune. Baird apparve nell'ombra di una soglia e scosse il capo.
Niente. Sono tutti morti, o sono fuggiti nelle paludi.
Camlin continu a cercare fra i morti, addentrandosi maggiormente nella piazza. Trov altri tre uomini di Rhin, con il mantello nero e oro, e si chin a rimuovere uno di essi, disturbando un nugolo di mosche.
Poi sent un rumore che lo indusse a guardare verso un edificio dalle porte spalancate. Il suono si ripet, proveniente dall'interno. Era il nitrito di un cavallo.
Stalle? Perch ci sono dei cavalli ancora vivi quando ogni altro uomo, donna, bambino o animale  stato ucciso?
Ci fu altro movimento, questa volta dalla casa comune sul lato opposto della piazza. Ne emersero alcune figure; cinque guerrieri dal mantello nero e oro, con la spada in pugno. Gli occhi fissi su Camlin, stavano avanzando verso di lui con passo deciso.
Lasciato cadere il mantello che stringeva in mano, Camlin prelev una freccia dalla faretra, la incocc e la fece partire nel tempo che loro impiegarono a muovere pochi passi. Il dardo raggiunse il primo guerriero in un occhio, facendolo crollare come un tronco abbattuto. Gli altri spiccarono la corsa verso di lui.
Non  l'effetto che speravo di ottenere.
Incocc e scagli una seconda freccia, che sibil nell'aria fra i guerrieri quando essi si spostarono dalla sua traiettoria.
Imprecando, Camlin tir ancora, mirando basso, e questa volta il dardo affond nel ventre di un uomo che croll in ginocchio.
Poi una figura piomb sui tre che ancora stavano correndo: Baird, con la spada che si levava e si abbatteva rapida. Uno dei tre url, con il ventre squarciato e le interiora che gli si riversavano sui piedi. Un altro afferr Baird, che scatt in avanti con la testa, colpendo il guerriero al naso trapassandogli il fianco con la spada. Camlin si rialz e per un momento rimase a guardare, paralizzato dalla ferocia del compagno. Poi la sua attenzione fu attirata di nuovo verso la casa comune quando altri tre uomini ne emersero, due diretti verso Baird e il terzo in corsa lungo il perimetro della piazza verso le stalle.
Prima ancora di rendersi conto di cosa stesse facendo, Camlin aveva gi teso di nuovo l'arco e stava prendendo di mira uno dei due lanciati contro Baird. La freccia si piant in una spalla del guerriero, facendolo ruotare su s stesso e crollare al suolo. L'altro era ormai troppo vicino a Baird per poter tirare ancora. Camlin spost lo sguardo da Baird al guerriero che correva verso le stalle, poi estrasse la spada e corse in aiuto di Baird.
Il suo intervento fu quasi superfluo perch, quando li raggiunse, Baird aveva gi abbattuto uno dei due e stava duellando con l'altro, costringendolo a indietreggiare. L'occhiata piena di panico che l'uomo lanci a Camlin fu l'apertura di cui Baird aveva bisogno, e la sua spada squarci la gola dell'avversario.
Risuon un martellare di zoccoli, e l'ultimo guerriero si gett fuori delle stalle, spronando il cavallo al galoppo. Lasciata cadere la spada, Camlin tese l'arco e segu i movimenti del guerriero, che si teneva chino sulla sella, quasi abbracciato al collo arcuato del cavallo. La freccia di Camlin lo raggiunse alla gola e il guerriero si accasci, scivolando gi dalla sella per essere trascinato via dal cavallo ancora al galoppo.
Camlin e Baird si fissarono a vicenda, il respiro affannoso.
Poi entrambi si girarono nel sentire un rumore di passi che si avvicinavano alle loro spalle.
Erano Edana e una dozzina di altri, inclusi Roisin e Lorcan. Camlin si affrett a muoversi per intercettarli. Lei non deve vedere questo.
Dovevate aspettare il mio segnale osserv, avanzando in fretta per impedirle di raggiungere la piazza.
Ci sono verit che  meglio non vedere.
Abbiamo sentito delle urla e un cozzare di armi. Ero preoccupata per te rispose Edana, agitando una mano come per accantonare la cosa, mentre oltrepassava Camlin e si addentrava nella piazza.
Sost l per un momento, guardandosi intorno, rigida, poi riprese a muoversi barcollando mentre procedeva con cautela attraverso la piazza, lo sguardo che scrutava il terreno, fino a raggiungere le forche. L vacill, nel guardare i corpi gonfi dei bambini che dondolavano sotto il soffio della brezza, facendo scricchiolare le corde.
Poi vide il nero e oro di Cambren sui mantelli dei guerrieri morti. Rhin, perfino qui.
Camlin la raggiunse e fermandosi accanto a lei vide le lacrime che le solcavano le guance.
Lorcan venne avanti e la prese per mano. Ora vieni via disse.
Questa  la mia gente scatt Edana, strappando la mano dalla sua. Non sono una ragazzina innocente... Si interruppe. Non lo sono pi.
Ma perch continui a fissarli cos? Non c' bisogno che tu stia qui. Abbiamo visto, ora andiamocene.
Li fisso per non dimenticare. Questa  la mia terra, e questo  il mio popolo. Rhin e quelli come lei li hanno uccisi. Hanno massacrato dei bambini. Non saranno dimenticati. Ci sar una resa dei conti.
Lorcan la guard in volto, poi annu.
Cosa  successo qui, Camlin?
Una valida domanda. E perch quei guerrieri erano ancora qui? Lanci un'occhiata alla casa comune da cui erano sbucati i nemici. C' qualcosa che non va. Dobbiamo andarcene da questo posto.
Cosa  successo qui, Camlin? ripet Edana.
Difficile a dirsi, Rhin ha mandato da queste parti i suoi guerrieri per qualche ragione. Forse significa che la notizia di un gruppo di resistenza con la sua base nelle paludi  vera. A me sembra che abbiano voluto dare una sorta di esempio. Accenn in direzione delle forche. La mia impressione  che le cose non abbiano funzionato molto bene, che siano sfuggite...
Laggi! esclam Edana, indicando alle spalle di Camlin, in direzione delle stalle. Qualcosa si  mosso...
Sono un idiota. Questi edifici vanno controllati.
Dovresti andartene borbott a Edana, mentre posava l'arco e impugnava la spada per poi entrare nella stalla seguito da Baird. Camlin attese per un momento che il suo sguardo si abituasse alla penombra, poi inizi a trapassare con la spada la paglia di ciascuno stallo. Arrivato all'ultimo, vide che l la paglia formava una sorta di gobba.
Se non vuoi un buco supplementare nel corpo, farai meglio ad alzarti subito in piedi.
Ci fu un momento di silenzio.
D'accordo, ti ho avvertito aggiunse Camlin, avanzando.
La paglia esplose verso l'alto, e lui vide una chiazza fugace di capelli rossi mentre una piccola sagoma gli saettava accanto.
Preso! grid Baird, sollevando da terra la figura. O meglio, presa tuon poi, mentre la bambina si contorceva nella sua stretta e gli mordeva la mano.
Ora basta, ragazzina ingiunse Camlin, rinfoderando la spada con un gesto lento, in modo che lei lo vedesse bene. Lentamente, la bambina si plac e si afflosci nella stretta di Baird.
Non ti faremo del male. Come ti chiami? chiese Camlin. Lei si limit a fissarlo con grandi occhi tormentati che spiccavano in un faccino sporco. Non pu avere pi di otto o nove estati. A cosa ha dovuto assistere questa povera piccola, per essere cos terrorizzata?
Quando vide la bambina, Edana le tese le braccia, ma la piccola si limit a fissarla, il volto pieno di paura e di sospetto. Baird intanto la pos a terra.
Non ti faremo del male ribad Edana, accoccolandosi davanti a lei per guardarla in viso. Siamo amici, non nemici. Come ti chiami?
Altro silenzio.
Se avessimo voluto infilzarti con una spada, a quest'ora lo avremmo gi fatto le fece notare Camlin.
La bambina lo guard. Meg sussurr.
Qual  la tua et, Meg? domand Edana, con un sorriso incoraggiante.
Ottenne solo uno sguardo fisso e silenzio.
Camlin intanto continu a scrutare gli edifici intorno al cortile, e nel farlo si sent accapponare la pelle. Voleva dare un'occhiata nella casa comune, ma voleva anche che Edana lasciasse il villaggio.
Devi andartene da qui le disse.
Presto ribatt lei, corrucciata, mentre si chinava per farsi pi vicina alla bambina. Va tutto bene, non ti faremo del male la rassicur.
Meg si limit a fissarla.
Dobbiamo accelerare i tempi.
Quante estati hai, Meg? chiese Camlin.
Otto.
Quanto tempo fa  successo tutto questo? Camlin accenn alla piazza.
La bambina si accigli, incerta. Due notti? rispose con esitazione, poi il labbro inferiore prese a tremarle e cominci a singhiozzare.
Sappiamo che sono stati gli uomini di Rhin disse Camlin, sentendosi addolorato per lei. Nessun bambino avrebbe mai dovuto vivere un simile orrore. Vestivano nero e oro. Non so per perch lo hanno fatto, e ci sarebbe davvero d'aiuto se riuscissi a ricordare in quanti erano.
Basta cos per adesso gli ingiunse Edana, mentre Meg continuava a singhiozzare, in un evidente sfogo di emozioni e paura tenuti sotto controllo per giorni.
Erano tanti disse d'un tratto la bambina. Il loro capo si chiamava Morcant aggiunse, sputando quasi quel nome.
Morcant sussurr Edana, e Camlin ebbe un sussulto mentre i loro sguardi si incrociavano. Quando Camlin faceva ancora parte della banda di Braith, a Boscoscuro, Morcant si era unito a loro e aveva guidato la scorreria in cui erano state catturate Edana e sua madre Alona, la regina di Ardan. Di l a poco, Camlin si era trovato a incrociare la spada con Morcant e a cambiare schieramento. Lo odiava.
Guard verso la piazza e i corpi che dondolavano appesi alle forche. Non mi sorprende che ci sia lui dietro a questo. Ma cosa ci fa tanto a ovest?  a caccia di ribelli?
Qualcosa continuava a disturbarlo e si guard intorno, sentendosi di colpo vulnerabile.
Poi vide Vonn e gli altri irrompere nella piazza dal suo lato opposto, Vonn agitando disperatamente le braccia. Accoccolatosi, Camlin pos il palmo di piatto contro il terreno e registr una lieve vibrazione, ritmica e costante.
Cavalli.
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14. Veradis.
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Veradis avanzava tenendo il passo con la dozzina di guerrieri che lo affiancavano, allargati a ventaglio su entrambi i lati, e con gli oltre quaranta schierati alle sue spalle. Il loro obiettivo era una tozza torre di pietra circondata da un villaggio le cui case erano fatte di paglia e legno. Sotto un sole ormai basso nel cielo azzurro, nell'aria era fresca e pungente, lo schieramento continu ad avvicinarsi sui pascoli verdi punteggiati di fiori selvatici.
Una giornata splendida.
A ovest, oltre una bassa collina, vide levarsi una nube di polvere prodotta dalla cavalleria di Geraint che stava aggirando il villaggio. Sono nascosti alla vista dei ribelli asserragliati all'interno. Il piano prevedeva che la cavalleria si portasse alle spalle del villaggio e aspettasse che il muro di scudi di Veradis stanasse i ribelli dalle case, spingendoli sui prati retrostanti dove i guerrieri a cavallo di Geraint avrebbero potuto sterminarli.
Veradis aveva dedicato oltre un'intera luna al compito di individuare la resistenza fedele a re Eremon. Il regno era ancora instabile, uno stato di cose che non sarebbe cambiato finch il re vassallo di nuova nomina, Conall, fosse stato lontano, all'inseguimento di Edana. Domhain era stato conquistato, i cittadini di Dun Carreg avevano spalancato le porte della citt in segno di resa e di accettazione di Conall, uno di loro, con il sangue dei re di Domhain nelle vene, come nuovo sovrano.
Anche se  un bastardo. Il fatto che Rhin si fosse insediata sul trono in assenza di Conall, per, non era stato accettato altrettanto bene. Il disagio era cresciuto trasformandosi in violenza, e le strade di Dun Taras si erano tinte di rosso. I ribelli avevano conseguito una serie di vittorie minori, e anche quando Veradis e il suo muro di scudi erano scesi in campo, la lotta era stata dura e sanguinosa, perch il muro di scudi non era stato progettato per spazi ristretti e la guerriglia nei vicoli. Alla fine per i ribelli erano stati sconfitti ed erano fuggiti. Rhin aveva allora ordinato al suo capo militare, Geraint, di dare loro la caccia e a Veradis di dargli il suo appoggio.
Meglio schiacciarli adesso ed eliminare i loro capi che permettere che diffondano il loro veleno. Potrebbe solo incancrenire la situazione e provocare altre insurrezioni, gli aveva detto Rhin.
Veradis sapeva che Rhin aveva ragione. La stabilit del regno significava pace, e meno spargimenti di sangue.
Raggiunsero un campo di orzo, che attraversarono calpestando gli steli verdi non ancora maturi. Davanti a loro si allarg un'ampia strada di terra battuta, e Veradis sent in lontananza i bassi muggiti di una mandria di auroch. A un suo comando, i guerrieri unirono gli scudi con un sonoro crepitio senza rallentare o alterare il passo. Veradis sbirci al di sopra del bordo del suo scudo, che era un modello migliorato, ovale invece che rotondo in modo da offrire maggiore protezione alla testa e alle caviglie pur rendendo pi facile eseguire affondi con la corta spada su ambo i lati. Aveva trascorso gran parte dell'inverno a riflettere sul muro di scudi, valutando strategie, punti di forza e debolezze, e quali fossero le ferite pi comuni, e questi nuovi scudi erano una delle innovazioni che aveva apportato.
Entrarono a passo di marcia nel villaggio, gli stivali chiodati che rimbombavano sul terreno come un tamburo che scandisse il tempo. Una stretta strada laterale si staccava ad angolo dalla principale, e Veradis impart altri ordini. L'ultima fila, composta da dodici uomini, si stacc dalla formazione e cre un nuovo muro compatto largo tre uomini e profondo quattro prima di addentrarsi in quella nuova via. Era cos che avevano imparato a combattere nelle vie cittadine, in gruppi pi piccoli e pi compatti.
Davanti a loro, la torre si levava al di sopra dei tetti delle case, e le sue finestre prive di imposte erano come occhi scuri sulla sua faccia di granito. Sono qui da qualche parte, non possono essere sgusciati via nella notte. Colse un movimento fugace vicino a una delle finestre. Allora sono rintanati nella torre.
Un suono si registr nella sua sfera cosciente, dapprima pi che altro una vibrazione che gli riverberava negli stivali e gli risaliva le gambe. In un istante, essa crebbe d'intensit, poi una nuvola di polvere prese a spostarsi lungo la strada, diretta verso di loro. Veradis la fiss a bocca aperta per lunghi momenti, prima di realizzare cosa stesse succedendo.
Auroch! tuon, gettandosi di lato e trascinando alcuni uomini con s.
Le grosse bestie si lanciarono in corsa lungo la strada, agitando le lunghe corna che si allargavano sull'enorme testa irsuta. Alti come giganti, erano montagne di muscoli e pelo, e il terreno tremava sotto i loro zoccoli.
Veradis sbatt contro un muro insieme ad altri uomini, alcuni dei quali sfondarono porte e finestre chiuse. Uno dei guerrieri barcoll in avanti, sulla strada. Veradis allung una mano per afferrarlo, ma gli auroch erano gi loro addosso: un momento prima il guerriero era l, quello successivo era scomparso, e la faccia di Veradis era schizzata di sangue, mentre la ribollente, puzzolente massa di bestiame continuava la sua folle corsa, producendo un rombo di tuono quasi sopraffacente.
Poi gli auroch passarono oltre, allontanandosi lungo la strada e nei campi d'orzo. Con voce roca, soffocata dalla polvere, Veradis chiam i suoi uomini, poi vide i corpi sparsi sul terreno, e comprese che molti dei suoi fratelli di spada non si sarebbero pi rialzati.
Per la prima volta da lungo tempo si sent assalire da un terrore profondo, paralizzante. Nei suoi ricordi, il muro di scudi aveva dominato per cos tanto tempo, schiacciando qualsiasi avversario con sopraffacente regolarit, che vederlo infrangere e sparpagliarsi con tanta facilit lo aveva sconvolto. Era dalla sua prima battaglia, quando era stato parte del muro e si era trovato a fronteggiare una carica di giganti montati su draig, che il muro di scudi non era pi stato distrutto con tale semplicit.
Poi sent delle voci, richiami di guerra, e vide figure indistinte emergere dalla polvere che ancora ribolliva nell'aria. I ribelli, venuti a finire i superstiti prima che possiamo riformare lo schieramento.
In qualche modo, aveva conservato la presa sullo scudo. Estrasse la spada corta che portava al fianco. A me! riusc a dire, pi un sussurro soffocato che il grido di battaglia che aveva sperato di lanciare. Ripet quelle parole, e l'atto in s fu sufficiente a dissolvere la paura che lo aveva paralizzato, trasformandola in rabbia. La sua guardia dell'aquila non sarebbe caduta in quel modo. Intravide una manciata dei suoi guerrieri che si stava spostando verso di lui. Poi i ribelli piombarono loro addosso con urla di sfida.
Veradis incass un colpo sullo scudo che gli riverber lungo tutto il braccio, ma reag spingendolo di lato in modo da allargare la guardia dell'avversario e affondare la spada nel suo ventre, liberandola poi fra spruzzi di sangue. Ringhiando, allontan con un calcio il corpo che si accasciava e avanz nel caos, sentendosi pervadere da un'ira rovente.
Il terreno era cosparso di cadaveri, cumuli di carne calpestata. I ribelli erano tutti guerrieri, seguaci di Eremon e di Rath, e non contadini armati di forconi. Attaccarono con furia controllata, consapevoli che quella era la loro ultima, e migliore, possibilit di sconfiggere il famigerato alleato di Rhin. Veradis si guard selvaggiamente intorno, cercando di trovare uomini con cui riformare il muro di scudi, ma erano tutti sparpagliati, impegnati in decine di duelli isolati.
Cos sia ringhi. Vedranno che siamo qualcosa di pi di un semplice muro di scudi. Blocc un fendente dall'alto che stava per decapitare un suo compagno barcollante, esegu una torsione e la fece seguire da un fendente di rovescio che squarci la gola all'assalitore. Chinandosi, iss in piedi il fratello di spada e riprese ad avanzare, colpendo con lo scudo il fianco di un avversario per poi realizzare un secco affondo; sent la punta della spada che si rompeva su una cotta di maglia e la lama che strisciava contro le costole. L'uomo grid, si ritrasse e venne abbattuto da un'altra guardia dell'aquila. Qualcuno cerc di colpire Veradis con una lancia. Lui par con lo scudo, e la punta della lancia attravers gli strati di pelle di bue e legno di betulla per poi fuoriuscire dall'altro lato a una spanna di distanza dal suo polso. Lasciato cadere lo scudo, Veradis strapp la lancia di mano all'assalitore e gli cal la propria lama sul cranio, poi estrasse la spada lunga e riprese a combattere.
Alla sua sinistra un corno lev due squilli corti e uno lungo, e Veradis si concesse un feroce sorriso: quello era uno dei loro segnali, che ordinava di ricreare la formazione. Le guardie dell'aquila che avevano lasciato il gruppo principale prima della carica degli auroch apparvero da una strada vicina, una dozzina di uomini in formazione, con gli scudi uniti, e Veradis procedette ad aprirsi un varco combattendo fino a loro.
Altri fecero lo stesso, unendosi al muro, allargandolo al punto che prima ancora che Veradis lo raggiungesse esso era diventato largo sei uomini e profondo quattro file. Di fronte a esso, la resistenza cominci a cedere.
Altri suoni emersero dal fragore della battaglia: un rombo di zoccoli e squilli di corni che si avvicinavano rapidamente.
Geraint e la sua banda di guerra. Devono averci sentiti. Sia ringraziato Elyon. Vide Geraint che, in sella a un cavallo da guerra nero, galoppava alla testa di un contingente di cavalieri. Trafisse un ribelle con la lancia, la lasci andare ed estrasse la spada, procedendo a mietere ribelli come se fossero stati steli di grano. Fu questione di pochi istanti prima che i ribelli cedessero e si dessero alla fuga in tutte le direzioni. Nessuno pu resistere, preso fra un muro di scudi davanti e la cavalleria alle spalle. Veradis si ferm dove si trovava, ansimante, entrambe le spade insanguinate.
Ben ritrovato disse a Geraint, quando questi ferm il cavallo accanto a lui. Il guerriero si chin a stringergli l'avambraccio.
Credo che tu mi abbia appena salvato la vita aggiunse Veradis.
Bene sorrise Geraint. Era mia intenzione ricambiarti il favore.
Dun Taras entr nel loro campo visivo quando la strada si snod in mezzo a due colline, rivelando le mura scure della fortezza che spiccavano come un'ombra cupa sullo sfondo della campagna circostante. Veradis cavalcava accanto a Geraint, con i guerrieri di entrambi incolonnati alle loro spalle. Un gruppetto di prigionieri camminava al centro della fila, con le mani legate e la testa china. Trenta uomini, i superstiti dell'insurrezione, avviati ad affrontare il giudizio di Rhin.
Che  improbabile sia misericordioso, considerato di che umore era quando ho lasciato Dun Taras.
Geraint, tuttavia, era di ottimo umore, e continu a ridere e scherzare mentre si avvicinavano a Dun Taras.
Veradis invece era in preda a un umore cupo, fortemente oppresso dalla morte dei suoi uomini.
Trentotto morti, e che onore c' stato a cadere in quel modo? Uccisi da vacche troppo cresciute. Ho perso pi uomini che nella battaglia del passo di Domhain, dove abbiamo combattuto contro una banda di guerra di diecimila guerrieri.
Guard la sacca che gli pendeva dalla cintura, piena dei denti di draig che aveva recuperato da una dozzina di caduti. Uomini che sono stati con me dall'inizio, che hanno affrontato i draig e i giganti del Tarbesh. La prima battaglia di Nathair, la sua prima vittoria. Le Zanne di Nathair, cos ci siamo ribattezzati.  stata colpa mia, non avrei dovuto addentrarmi impreparato in quel villaggio, avrei dovuto mandare prima degli esploratori in avanscoperta. Sono diventato troppo sicuro di me stesso, troppo arrogante, convinto che i miei uomini e il muro di scudi siano imbattibili. Questo ha dimostrato che non lo sono.
Rhin li aspettava in quelle che erano state le stanze di Eremon. Veradis ricordava fin troppo bene quella camera, perch era stato dove avevano combattuto contro il vecchio capo militare, Rath, e i suoi scudieri, dov'era morto il suo amico Bos. Evit di guardare in direzione del tratto di pavimento di arenaria dove Bos era morto, perch anche se avevano lavato via il sangue, a osservare bene si scorgeva ancora una vaga chiazza.
Il sangue lascia sempre una macchia.
Bene, Geraint, a giudicare dal tuo sorriso, i miei problemi coni ribelli sono finiti li salut con freddezza Rhin. I suoi capelli d'argento erano intrecciati con un filo d'oro e le ricadevano su una spalla, il pallore della sua carnagione era enfatizzato dall'abito nero.
S, mia regina rispose Geraint. La ribellione  finita e non  fuggito nessuno. Qualche centinaio di ribelli  caduto e trenta prigionieri attendono di essere da te giudicati.
Rhin inarc un sopracciglio. Allora ho qualcosa da pregustare. Venite, festeggiate con me. Un servitore porse una coppa a Veradis, che rimase piacevolmente sorpreso nel constatare che essa conteneva vino, e non il sidro o l'idromele che erano tanto diffusi in quella parte del mondo.
A uomini forti che obbediranno sempre ai miei ordini disse Rhin, ridacchiando, nel sollevare la coppa. Veradis non era certo di volersi unire a quel brindisi, ma il vino aveva un aroma gradevole e lui aveva la gola riarsa dopo la lunga cavalcata.
Rhin chiese quindi della battaglia, mostrandosi acuta come sempre nell'informarsi sulle tattiche utilizzate e sul carattere definitivo dello scontro. Quanti morti c'erano stati da ambo le parti? Quanti superstiti? I capi dei ribelli erano morti? Veradis si sent trapassare dal suo sguardo mentre le riferiva della carica degli auroch.
Bisogna sempre adattarsi comment lei, quando ebbe finito. La guerra  astuzia, Veradis. Forza, coraggio, abilit sono tutti vantaggi preziosi in combattimento, ma  l'ingegno che fa vincere una battaglia, una guerra. Il tuo muro di scudi ci ha serviti bene, ma i nostri nemici non sono animali senza intelletto. Ci studieranno, analizzeranno, e si adatteranno. Devi sempre tenerti un passo avanti rispetto a loro, altrimenti ristagnerai e sarai battuto in astuzia.
S, mia signora annu Veradis. Questo, almeno, l'ho imparato. E come vanno le cose qui, mia signora?
Rhin sospir e si massaggi la tempia. Sto passando la vita a organizzare, amministrare e dirimere vertenze insignificanti, Veradis, e tutto questo  noioso. Mi trovo in una posizione in cui controllo quattro regni... tutto l'Ovest, in effetti... e lo trovo tedioso. C' molto da fare, e io sono bloccata qui in Domhain in attesa che Conall torni da noi. Mostr un mesto sorriso. A quanto pare, mi piace pi conquistare che regnare! Cambi posizione sul seggio, accigliandosi. Per non parlare del fatto che questo trono  scomodo. Non mi meraviglia che Eremon si sia ucciso.
Credevo fosse stato assassinato, mia signora.
S, ma  una cosa che deve rimanere fra noi. Dire che si  tolto la vita suona meglio, ed  pi improbabile che lo trasformi in un martire. Il suicidio  un atto da vigliacco. Non ha osato affrontarmi. Rhin ammicc.
Neppure a me andrebbe di affrontarti come nemico.
Quali ordini hai per me, mia signora, adesso che la resistenza contro di te  stata schiacciata? Non voglio trascorrere qui un'altra luna. L fuori  in corso la Guerra degli Di, e io sono qui a fare il mantenitore della pace ai confini del mondo.
Cominci a essere irrequieto? domand Rhin.
Riesce a leggermi nella mente?
S annu Veradis.
Mi sento cos anch'io afferm Rhin, con una scrollata di spalle. Non appena Conall sar di ritorno, ho intenzione di lasciare Domhain. Sto pensando a Nathair.
Anch'io, mia signora.
 naturale che sia cos. Inoltre, ci sono altre cose di cui mi vorrei occupare. Ho mandato una banda di guerra nel Nord, alla ricerca di questo Corban e dei suoi compagni... quelli che mi hanno causato problemi a Dun Vaner. Rhin fece una smorfia acida. Non ho ancora avuto loro notizie e sono impaziente, quindi mi diriger al Nord. Vorrei che mi accompagnassi, cos vedremo se riuscir a farti ricongiungere con il tuo re.
Sarebbe una buona cosa convenne Veradis. Come fai a sapere dov' andato il ragazzo?
Me lo ha detto lui rispose Rhin.  venuto a Dun Vaner alla ricerca di sua sorella, ma lei era con Nathair, diretta a Murias insieme a lui. Non ricordo il suo nome.
Cywen disse Veradis, e nel pronunciare quel nome il volto di lei gli apparve nella mente.
S, lei. Pare che suo fratello abbia un forte senso dei legami familiari. Sciocco bambino. A mio parere, si tratta di una qualit sopravvalutata... Ho trascorso la maggior parte della vita a complottare per uccidere i miei parenti, non a salvarli.
Quindi hai mandato una banda di guerra al suo inseguimento? chiese Veradis. Mi sorprende che tu abbia degli uomini disponibili per questo, considerato come le tue forze siano sparse in quattro nazioni.
Ho trascorso molti anni a formare le mie bande di guerra proprio in previsione di questi giorni. Anche cos, hai ragione, le mie forze sono un po' troppo sparpagliate. Ho dovuto mandare uomini che erano di stanza in Narvon. Dovrebbero raggiungere presto il confine con il Benoth.
Un rumore di piedi calzati di stivali echeggi nel corridoio, poi una guardia entr.
Lord Conall  tornato, mia signora.
Eccellente comment Rhin. Dov'?
La sua compagnia si sta avvicinando alle porte in questo momento, mia signora.
Venite, allora invit Rhin, alzandosi. Queste vecchie gambe hanno bisogno di un po' di movimento per sciogliere i muscoli.
Trovarono oltre sessanta guerrieri che smontavano di sella nel cortile antistante la rocca di Dun Vaner. Dagli sguardi bassi e dalle spalle curve, Veradis comprese in un istante che non erano riusciti a catturare Edana e Lorcan, l'erede di Eremon. Vide Rafe, il ragazzo biondo originario di Ardan, scendere di sella con due cani che gli ronzavano intorno. Uno di essi gli salt addosso, annusando una sacca che lui portava alla cintura, ma Rafe lo respinse bonariamente e si avvicin a un altro cavallo, per aiutare un guerriero grigiastro in volto a scendere di sella. L'uomo, che aveva un'ampia fasciatura chiazzata di sangue intorno al collo e alla spalla, pareva sul punto di collassare.
Braith? grid Rhin, scendendo con passo deciso gli ampi gradini di pietra che portavano in cortile. Accarezz il volto del guardacaccia, e per un momento fu come se nel cortile ci fossero stati soltanto loro.
Portalo da un guaritore Rhin ordin a Rafe e, con fare circospetto, aggiunse in tono secco: Io arriver appena possibile.
Poi sopraggiunse Conall, il volto atteggiato a un'espressione altera.
Ci sono sfuggiti annunci.
Questo  ovvio ribatt Rhin, accigliandosi. Quello che voglio sentire, in un luogo pi privato di questo,  come. E spero che mi dirai anche qualcosa sul dove.
Ho un prigioniero che ci potrebbe aiutare al riguardo replic Conall, e si trasse di lato, trascinando in avanti un uomo che gli somigliava notevolmente. Era pi maturo, mancava del fuoco e dell'allegria che sembravano in conflitto costante sui lineamenti di Conall, ma era decisamente imparentato con lui. Seri occhi grigi studiarono Rhin.
Questo  Halion, mio fratello e prima-spada di Edana.
Aaah. Rhin rivel un sorriso permeato di cattiveria. Allora forse la tua passeggiata attraverso mezzo Domhain non  stata del tutto sprecata. Fiss Halion per un lungo momento, e il guerriero sostenne il suo sguardo.
La progenie di Eremon rise Rhin. Tutti cos orgogliosi. Poi si gir e risal a passo di marcia i gradini della rocca. Avanti, vieni comand, secca. Portalo con te, e vediamo cosa ci riesce di recuperare.
Appoggiato a una colonna di pietra, Veradis era intento a osservare Rhin rimestare il contenuto di una pentola che gorgogliava sul fuoco. Halion, il fratello di Conall, era su una sedia, con i polsi legati ai braccioli e una cintura di cuoio che gli circondava il petto per bloccarlo meglio.
Potremmo tentare con i metodi tradizionali di interrogatorio, disse Rhin, mentre staccava una sacca dalla cintura, ne prelevava alcune foglie secche e le sbriciolava nella pentola ma sono incline a puntare direttamente alla conclusione della caccia. Usando i metodi tradizionali... Sai, la frusta, spezzare le dita dei piedi, i ferri roventi, la rimozione dei genitali, quel genere di cose... C' sempre un sacco di sangue. E urla. Ci vuole tempo. Fece un cupo sorriso. E io non ho tempo da sprecare. Non mi piace stare qui, ho bisogno di andare altrove, quindi tu mi devi dire quello che sai, e me lo devi dire adesso. Halion si limit a guardarla, il volto una maschera indecifrabile.
Sono lieto di non essere lui.
Fumi aspri cominciarono a levarsi dalla pentola.
Al vostro posto, non starei troppo vicino, a meno che non desideriate confidarmi i vostri segreti pi nascosti avvert Rhin, rivolta a Conall e a Veradis.
Entrambi indietreggiarono di un passo.
Allora, adesso devi trarre un profondo respiro continu Rhin, parlando ora a Halion, mentre prendeva la pentola per la catena e la teneva sospesa sopra il suo grembo. Lui trattenne il respiro prima che i fumi lo avviluppassero e prese a dibattersi sulla sedia nel tentativo di sottrarsi a essi. Due guerrieri si posizionarono alle sue spalle per tenerlo fermo, e lui cominci a scuotere la testa di qua e di l per allontanarla dai fumi, le braccia rigide e la schiena inarcata. Alla fine, non ebbe scelta: trasse un respiro tremante, un altro. Trascorsero alcuni istanti, poi lui si accasci sulla sedia e ogni traccia di tensione gli abbandon i muscoli.
Bene borbott Rhin. E adesso... dimmi il tuo nome.
Halion figlio di Eremon. Halion parve dapprima sorpreso, poi troppo rilassato per curarsi di cosa succedeva.
E chi ami al di sopra di chiunque altro, in queste Terre dell'Esilio?
Conall figlio di Eremon, mio fratello.
Conall indietreggi di un passo, come se avesse incassato un colpo fisico.
E chi  il tuo signore?
Non ho un signore precis Halion. Servo una dama, Edana figlia di Brenin, regina di Ardan.
Rhin si accigli.
Perch gli fai queste domande? ringhi Conall. Che rilevanza hanno?
Sto verificando che dica la verit... che sia sotto il pieno effetto della droga. Rhin riport lo sguardo su Halion. E dov' Edana, adesso?
Sul mare, suppongo.
Quali sono i suoi piani?
Riunirsi alla resistenza in Ardan. Riprendersi la corona.
Non  mai stata sua borbott Rhin. Halion tenne lo sguardo fisso dinanzi a s.
E dove si trova la resistenza? Qual  la destinazione di Edana?
Dun Crin, le rovine dei giganti nelle paludi occidentali di Ardan.
Rhin sorrise trionfante e si protese ad accarezzare la guancia di Halion. Grazie. Sei stato estremamente utile.
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FINE Parte 1.